TMHH: “LA MIA DETERMINAZIONE NELLA MIA MUSICA”

– Diamo il benvenuto tra gli amici di Exclusive Magazine ad uno dei ragazzi che vi abbiamo già mostrato un pò di tempo fa nelle nostre stories, stiamo parlando di TMHH, è un onore averti qui con noi, come stai e che momento artistico è per te, sappiamo che da poco sei uscito con un nuovo progetto… Ciao ragazzi! Sì, il mio nuovo disco “Fiore di Loto”, realizzato interamente con Jjames alle produzioni, è fuori da circa un mese e sono molto soddisfatto di come è stato recepito, rappresenta uno step notevole nel mio percorso artistico. – Determinato, cattivo agonisticamente parlando e tecnico artisticamente, ai raggi X sei sembrato così, ci sbagliamo? Lascio ad ognuno la propria interpretazione. Credo che la libertà d’interpretazione sia una delle caratteristiche più belle dell’arte. – Nella playlist di TMHH non deve mai mancare… Del buon vecchio cantautorato, com’è facile dedurre da tanti dei riferimenti che si possono trovare nelle mie canzoni. – L’evoluzione della musica digitale ha rivoluzionato tutto, come ti sei approcciato? Ed è cambiato il tuo modo di relazionarti alla musica? Fin’ora non ho molto seguito le dinamiche del “mercato”. Ho sempre fatto “il mio”. Nell’ultimo progetto, con Jjames, abbiamo provato ad unire due modi di vedere la musica completamente diversi: il mio e il suo. Per ora la scommessa sembrerebbe aver pagato. – Il vinile sembra essere tornato di moda, ti piacerebbe oggi ristampare un tuo disco in vinile? Perché no. Lo preferisco di gran lunga al CD. Se ci dovesse essere la possibilità, sicuramente non mi dispiacerebbe. – Il sogno di TMHH è… Riuscire a vivere di ciò che più mi piace, fare musica. Ti ringraziamo per la disponibilità, sei stato davvero professionale, grazie mille ancora da parte di tutta la redazione di Exclusive Magazine.
VI PRESENTIAMO IL NUOVO ALBUM DI EGREEN!

[“FINE PRIMO TEMPO”, artwork di Moab] “Fine primo tempo”, il nuovo album di Egreen, uscirà per Sony Music venerdì 21 febbraio 2020. Dopo l’uscita, mercoledì, su Instagram TV del crudo e allegorico video di “Ho sbagliato” – tratto da “For Cannibal Holocaust” (2012) di Silvio Giordano e realizzato da Walter Giordano e Silvio Giordano -, Egreen pubblica oggi in digitale il nuovo singolo, “Raddoppio” (https://smi.lnk.to/raddoppio), seconda anticipazione di un disco che si preannuncia un vero punto di svolta nell’intenso percorso artistico del rapper lombardo classe 1984 di origine colombiana. In “Raddoppio”, prodotto dal milanese Garelli, Egreen continua il suo processo di cambiamento cimentandosi con il suo stile iconico su un beat completamente inedito per i suoi standard e che rende ancora più chiara la totale volontà di spogliarsi di determinate etichette. Le citazioni di artisti che vanno da Guè Pequeno ai Sottotono abbracciano più generazioni di rap italiano perché Egreen è da anni che cerca “di non avere tempo per provare del risentimento” e “Raddoppio” ne è la prova. L’artwork è opera di Moab. LINK UFFICIALI https://www.instagram.com/egreenfantini/ https://www.youtube.com/evergreenAKAegreen
VI PRESENTIAMO IL NUOVO ALBUM DEI THE OLD SKULL!

“Fantasmi, Ruggine e Rumore”: se il metal chiama, il rap risponde Disponibile da venerdì 24 gennaio “Fantasmi, Ruggine e Rumore”, il primo album della formazione metal romana The Old Skull, che per questo lavoro ha coinvolto oltre quindici tra MC e DJ tra i più rappresentativi della scena Hip-Hop italiana. La band composta da Luca Martino (batteria), Francesco Persia (chitarra), Emanuele Calvelli (basso), Alex Merola (chitarra) e DJ Snifta ha offerto un tappeto di ritmiche e chitarre distorte, dove si alternano le rime di nomi storici del rap come Danno del Colle der Fomento, Rancore, Lucci e Chef Ragoo solo per citarne alcuni. Tra rime, scratch, chitarre distorte e ritmiche serrate, il disco si presenta al pubblico come un tributo al crossover nell’accezione più classica del termine, ma, aggiornato e permeato dallo stile e dal gusto italiano. Già il nome scelto dalla band racchiude un gioco di parole, dove troviamo sia il concetto di “vecchia scuola” (old school), sia un simbolo tipicamente rock/metal come il “teschio” (skull). La lista degli ospiti prosegue con tre degli MC napoletani più rappresentativi come Shaone, Francesco Paura e Speaker Cenzou, i liguri DSA Commando (Krin183, MacMyc, HellPacso e DJ Sunday), il romano Suarez e il siciliano Nobridge. La scelta delle collaborazioni, come spiega la band, è nata prima di tutto dalla condivisione di una visione: la volontà comune di voler mischiare le carte e sperimentare un percorso che potesse accomunare questi due generi, senza necessariamente dover rincorrere gli esempi d’oltreoceano. La tracklist è completata dalla presenza di DJ Craim, DJ Fastcut, DJ Snifta e D Jaq. Un disco dove convergono elementi di rap classico del passato, ma, anche arrangiamenti e suoni contemporanei. L’esperienza e gli ascolti maturati in vent’anni di musica, unita alla sensibilità di chi tratta con rispetto e attenzione il mondo delle rime. Un album sempre duro e pensante, ma con approcci e colori diversi. “Fantasmi, Ruggine e Rumore” disponibile su tutte le piattaforme digitali, CD e LP pubblicato da TAK production, è accompagnato dal videoclip “Vecchio Teschio”. Le immagini firmate da Thomas T. Fasciana, raccontano di un concerto con The Old Skull e Danno si esibiscono in un affollato club, dove a inizio e fine riprese fa capolino Elvis interamente italianizzato, che rende surreale l’atmosfera delle riprese. https://www.facebook.com/theoldskull83/ https://www.instagram.com/the.old.skull/ ALBUM https://lnk.to/FantasmiRuggineeRumore VIDEOCLIP UFFICIALE
VI PRESENTIAMO IL NUOVO SINGOLO DI ETHOS!

“Parigi” è il titolo del nuovo singolo di Ethos, disponibile in streaming su Spotify e sul canale Youtube dell’artista. Il giovane rapper classe 2000, dopo aver esordito con “Dejavù”, seguita da “Crybaby”, pubblica il suo terzo singolo, un brano dalla forte componente melodica. “Parigi” è infatti una ballad malinconica, il racconto di una storia d’amore, per la quale però la capitale francese non è una cornice romantica e suggestiva, bensì la causa della fine della relazione. Ethos confessa i propri sentimenti nel brano, rammaricandosi però di non essere riuscito a farlo di persona: il tema centrale di è proprio il contrasto tra la difficoltà dell’esprimere i propri sentimenti e la relativa facilità con cui questi poi finiscono nelle liriche e nella musica. “Parigi” è stata mixata e masterizzata da Enrico Bulla presso la Protocollo Zero Music Factory; l’artiwork del singolo è stato realizzato da Manuel Dimaio. «Non trovo mai le parole nel momento giusto, per questo dopo scrivo. Così è nata “Parigi”» – Ethos LINK YOUTUBE & SPOTIFY: https://youtu.be/ylv6LKgz6nk https://spoti.fi/2RKr9Ie BIOGRAFIA ETHOS: Classe 2000, Ethos nasce a Lugano e sviluppa una passione per la musica e per il rap fin dall’infanzia, mentre inizia a scrivere i primi versi durante il liceo. I primi singoli ufficiali, “Dejavù” e “Crybaby”, sono pubblicati a novembre 2019. “Parigi” è il primo singolo del 2020. INFO UTILI: https://www.instagram.com/therealethoss
VI PRESENTIAMO IL NUOVO ALBUM DEI GOD DAMN!

Ja.La Media Activities & One Little Indian presentano TRA BATTERIE ATOMICHE E CHITARRE ESPLOSIVE, LA BAND MADE IN UK ANNUNCIA IL TERZO ED OMONIMO ALBUM IN ARRIVO IL 14 FEBBRAIO VIA ONE LITTLE INDIAN RECORDS/AUDIOGLOBE GOD DAMN presentano ‘GOD DAMN’ “Louder than Black Sabbath having a screaming row with Nirvana” NME primo brano estratto: High Frequency Words video Mentre la band stava registrando il terzo album, l’ex corista cattolico e attuale voce del Black Country rock trio God Damn, Thomas Edward, è stato sospeso dal suo lavoro di insegnante per aver distrutto alcune bibbie. “It really wasn’t even that satanic, I felt that little baptised choir boy kick in as I was ‘recycling’ them and said “Lord have mercy on me“. Un collega ha filmato l’intera scena e un membro dello staff ha mandato il video per e-mail alla scuola, fingendosi un genitore arrabbiato. “I think I saw it as separating the state from religion”. Infatti I temi della religione, spiritualità, società e politica vengono sviscerati e più volte ripresi all’interno dei testi del nuovo self-titled album in arrivo il 14 febbraio per One Little Indian Records. “Un insieme di pensieri paradossali riguardanti riflessioni sul conflitto. Un dibattito continuo tra il bene e il male della religione e della morale, in cui mi faccio domande su quello in cui credo, piuttosto che seguire ciecamente quello che il flusso di persone crede. La canzone che chiude l’album “Satellite Prongs” è quello che vorrei mi accadesse quando morirò. Non voglio una bara, ma ritornare al suolo e essere irradiato dal nostro sole” dice Edward, parlando appunto della nuova canzone. La band ha registrato l’album nel corso di pochi giorni insieme alla leggendaria produttrice Sylvia Massy (System of a Down, Smashing Pumpkins, Deftones, Johnny Cash, REM, Slayer, Babes In Toyland, Tool), servendosi di location alternative, tra cui una metropolitana in disuso: “Avevamo bisogno di uno suono di batteria sporco e potente in modo che potesse rimbombare con il riverbero, e abbiamo deciso di registrare in Aldwych station, nota per la conservazione di oggetti d’arte di inestimabile valore durante la guerra e per essere stato il luogo di ambientazione del video musicale Firestarter dei Prodigy.” “We were on the red tape and financial clock of 1hr to get the setup and recording of parts needed, that included hundreds of steps carrying heavy gear and getting the perfect take. There was a real creepy nostalgic feel to a periodic, abandoned tube station that really added to the sentiment of the song.” La band, all’inizio trio, poi diventato duo, e tornata di nuovo un trio, è riuscita a crearsi una leale fanbase con il disco di debutto dark rock ‘Vultures’, supportando in tour i Foo Fighters e facendo la propria apparizione a “Reading & Leeds Festival”, appena pubblicato l’album. Nel 2016 ha pubblicato ‘‘Everything Ever’, il secondo album acclamato dalla critica e prodotto da Ross Orton (The Fall, Drenge, Tricky, MIA), ricevendo gli elogi di Daniel P. Carter (R1), NME, Kerrang!, Clash e DIY. Dopo la pubblicazione del disco, la band ha fatto anche un tour in UK and in Europa raccogliendo consensi da parte di Thrice, Jamie Lenman, Frank Carter and the Rattlesnake, Red Fang and The Cribs. Il processo di registrazione ha visto I God Damn sperimentare con una svariata configurazione di microfoni, un amplificatore in un forno vittoriano, un pedale costruito da una lampadina, l’effetto phaser umano (ottenuto grazie a una persona che muoveva il microfono per la stanza durante la registrazione), un tubo da giardino collegato a un microfono per registrare la batteria, e molte altre cose che potrebbero essere ritenute stravaganti. In effetti, l’album apre nuovi orizzonti, non solo dal punto di vista sonoro ma anche per quanto riguarda le tematiche affrontate. Un tema ricorrente e profondamente personale è il periodo di tempo sabbatico che la band si è presa a causa di problemi di salute mentale e privazione del sonno e il percorso di Thomas nel crescere il figlio autistico. “Se guardate il filmato della registrazione dell’album, è chiaro che io abbiamo avuto problemi con forti pillole e antidolorifici”, dice il cantante. Il singolo principale ‘Dreamers’ apre l’album con una viscerale e densa esplosione di chitarre e il marchio di fabbrica di Edwards arriva dritto al punto. “Questa canzone è un’anticipazione di quello che si trova nel resto del disco, tra temi sociali e chitarre sintonizzate su quel tipo di suono fin dalla prima nota”. Il secondo brano, ‘High Frequency Words’ fa sobbalzare l’ascoltatore, possedendo tutto il potere di un classico rock pesante ma racchiuso in una cornice pop. “C’è libertà di parola ed è coscientemente e inaccettabilmente offensivo, e c’è una capacità intrinseca di bilanciare politica e identità.” Questo è sempre stato il fascino di God Damn, ma nel terzo album il loro magnetismo e il loro talento unici sono ben rifiniti. Sono una band che ha imparato ad essere sé stessa, sia per quanto riguarda la scrittura che la registrazione, senza il bisogno di scusarsi e adeguarsi alle aspettative. La Chiesa e il background cattolico di Edward mostrano come la religione fosse nella sua infanzia una costante che è stato messa in discussione nell’età adulta e successivamente esplorata nell’album. “Nella mia giovane età ho visto l’ipocrisia da entrambe le parti. Il capitalismo preferisce la spiritualità o la scienza? Qual è la vostra versione di Dio e della religione? Per me ora, è un ecosistema sano e un’attitudine punk rock spietata.” Il cantante ha combattuto con la sua fede per molti anni e nel nuovo disco la mette davvero in discussione“ “Considero un mio diritto mettere in discussione questi ideali, considerando la mia educazione. Come posso mettere in discussioni le vedute pseudo cristiane occidentali e cavarmela? Come oso? Posso perché questa è la MIA storia, e non mi dispiace se ciò offende qualcuno” Come diceva mio nonno cattolico “God Damn…I’m not sure I can get on with this Thomas, but at least you’re not denying the existence of God with that band name”… Okay grandad, if that’s what you want to believe…it’s just a name isn’t it?
VI PRESENTIAMO IL NUOVO SINGOLO DI COLD!

COLD “VENE” Un nuovo capitolo della sua vita, raccontato in questo secondo singolo ufficiale, ci guida ad ascoltare il cuore e le emozioni ed a concepire il brutto del passato per vivere consapevolmente il presente. Esce oggi “Vene”, secondo singolo ufficiale di Cold, prodotto da Biggie Paul in collaborazione con Gccio e disponibile in tutti gli stores digitali e piattaforme streaming. Oltre al brano l’artista pubblica anche il video, disponibile sul suo canale Youtube. Ascolta “Vene” Forse è sempre la malinconia che porta Cold ad una scrittura così intesta e così descrittiva, che in questo brano, accompagnato anche dalla chitarra di Blade, racconta il cambiamento di una coppia e la voglia di lottare insieme nonostante la loro diversità sociale. Una narrazione che esprime il cambiamento dell’artista, il suo percorso di crescita personale dove acquista la consapevolezza di ciò che era, di ciò che è ora e della sua lotta per arrivare con determinazione a raggiungere i suoi obiettivi. E’ un brano che parla di sentimento e di vita reale, un altro piccolo pezzo di se, che come nel suo primo singolo “Ho Visto”, Cold ci racconta a cuore aperto. “Qualcuno giudica male il mio modo di parlare perchè so schietto e diretto come quando provo ad amare Metto da parte le pare scrivo fino a sanguinare, una canzone che ho scritto mi torna a fare del male” ” L’uscita del singolo è accompagnata dal video che vede alla regia Edoardo Novati. Una chiara rappresentazione della forza e della determinazione di lottare contro tutto e tutti: con i fantasmi del passato rappresentati nel video anche da flashback dove l’artista ricorda il passato, e da quelli del presente. Ma per lottare invece contro se stessi ed i nostri sbagli, non abbiamo in fondo sempre bisogno di qualcuno che lotti accanto a noi? COLD (nome d’arte di Fabio Folcarelli), classe ‘92 nasce a Tirana, in Albania, adottato da una coppia romana sin dai primi giorni di vita. Vive la sua infanzia e adolescenza ad Ostia nella periferia di Roma e da subito sviluppa interesse verso il mondo della musica. Tra la vita difficile di periferia e i propri sogni di un ragazzo come tanti, sviluppa un amore totale per il rap, e proprio nella tra i suoi quartieri incontra vari produttori che lo supportano e lo spingono a continuare su questa strada. In quel periodo produce vari ep, tra cui “Ancora in Piedi” ed inizia a stringere collaborazioni, fino a quando decide di partire per Brisbane, in Australia con la voglia di fare nuove esperienze in un altro continente. In due anni apprende nuovi modi di pensare e nuovi stili di vita e scrittura e, accumulato tutto nel suo bagaglio personale, decide di tornare in Italia a Milano dove inizia da subito a collaborare con Biggie Paul nel Private Studio. Cold pubblica il suo primo singolo ufficiale “Ho Visto” il 13 Dicembre 2019. Milano, 24 Gennaio 2020
VI PRESENTIAMO IL NUOVO SINGOLO DI MARLON!

RICHVEEL PRESENTA MARLON CON “DAMMI ODIO” – FUORI ORA IL NUOVO SINGOLO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI!!! Richveel presenta: Marlon “DAMMI ODIO” Prod. THA VANJU RICHVEEL PRESENTA MARLON CON “DAMMI ODIO” – FUORI ORA IL NUOVO SINGOLO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI!!! BIO Marlon Marlon è un giovane rapper ed artista urban di 17 anni. La sua passione per la musica e per l’arte in genere si accende molto presto. A soli 8 anni inizia ad ascoltare “mostri sacri” del rap italiano come Gue pequeno e Marracash. In seguito le sue influenze diventano a 360°, sperimenta per mesi nuove melodie, fino ad arrivare a un sound innovativo in Italia. Il suo primo nome d’arte, Dr.Etern lo ha fatto conoscere ai suoi esordi, fino allo scorso anno quando, spinto da ragioni di management ha ritenuto opportuno cambiare nome, ha scelto come nome d’arte quello di Marlon, conosciuto anche come thebadmarlon, nome da lui utilizzato nei social. Al di là di quella che può essere ovviamente considerata come una naturale evoluzione musicale dovuta al passare degli anni, Marlon ha via via sperimentato, partendo dal rap puro, quasi underground, dapprima una tipologia di rap più “contemporanea”, che avesse meno lo sguardo rivolto al passato. Successivamente ha abbracciato la Trap, circa due anni fa, pubblicando su Youtube svariati pezzi sia come singolo che in duo. Chi però dovesse aspettarsi di trovare nel Marlon di oggi un artista trap, rimarrebbe probabilmente deluso. Egli infatti, ama sperimentare diverse e nuove sonorità che gli consentano di esprimere al meglio la propria indole. Ispirato a vari artisti della West Coast, esprime, oggi, quello che potremmo definire un rinnovamento della trap, non più legata ai soliti cliché che tutti ben conosciamo, ma piuttosto una trap che esprime sì a pieno la voglia di riscatto e di rivalsa ma con una sonorità abbastanza vicina, a tratti, all’r&b e soul, che ben riesce a coniugare con l’hip hop. DAMMI ODIO Marlon nel singolo DAMMI ODIO con le sue sonorità innovative, che giocano sui cambi di flow e un ritornello radiofonico ma dalle sonorità Urban, affronta il tema dell’odio e dell’invidia. Da ascoltare soprattutto nei club, il brano incita a superare le inevitabili amarezze che l’essere oggetto di odio e invidia comporta, facendo leva soprattutto sulle proprie risorse personali che traendo “nutrimento” proprio da quell’odio che ci vuole distruggere, ci rendono in grado di superare noi stessi e i nostri limiti, facendo “un capolavoro”. Un brano in cui tutti ci possiamo rispecchiare e che testimonia la certezza di poter risorgere dalle ceneri dell’odio, dell’invidia, dell’ipocrisia.
6IX9INE, NEGATA LA RICHIESTA DI ARRESTI DOMICILIARI!

È davvero una telenovela e sembra a questo punto non finire più, dopo la richiesta di scarcerazione e la possibilità dei domiciliari chiesta dall’avvocato di 6ix9ine, il giudice ha chiuso l’udienza negando il ritorno a casa e dando all’artista la permanenza in prigione per il resto della sua pena. A parlare questa volta è la compagna che con un duro sfogo ha stupito il web dicendo: “Non ha ucciso nessuno, un condannato nello stesso processo è stato quasi ucciso in carcere soltanto per aver rinunciato ad appartenere alla sua banda, ti hanno rapito, hanno avuto rapporti sessuali con la madre di tua figlia, poi sono stati intercettati mentre pensavano ad ucciderti e a rubarti milioni di dollari, tutto ciò è ingiusto”. Cosa ne pensate?