LA RECENSIONE UFFICIALE DI XENOVERSO!

Rancore è lieto di accogliervi all’interno del suo universo, “dove ciò che non esiste più o non esiste ancora e ciò che è invisibile nel nostro Universo, esiste ed è visibile”. Benvenuti nello “XENOVERSO”, il quale è composto da un insieme di viaggi astrali, da racconti cyber-fantasy, da storytelling coinvolgenti ed elaborati nei quali non mancano le citazione che hanno sempre caratterizzato l’artista e da parallelismi con la Divina Commedia come nel title track dell’album.

Rancore, sceglie di raccontare il suo “XENOVERSO”, ovvero il suo personale cosmo presente all’interno degli innumerevoli multiversi esistenti, invogliando l’ascoltatore a seguirlo in questo viaggio all’insegna dell’esplorazione sia introspettiva che esteriore. “Tarek vero nome di Rancore”, sceglie di mettere in atto le parole pronunciate dal collega Murubutu nel brano “Multiverso” presente nell’album uscito a Gennaio: “Mi perdi e poi mi cercherai. Fra tanti livelli dispersi diversi fra tanti universi.” Difatti ascoltando ogni singolo brano di questo nuovo progetto si ha la sensazione di essere proiettati in una realtà distopica ma affascinante, nella quale è possibile perdersi, cercarsi e successivamente ritrovarsi.

In questo nuovo progetto composto da 17 brani, incluso “Eden” presentato alle Kermesse nel 2020, Tarek conduce l’ascoltatore in un viaggio guidato, costituito da parole e strofe che scorrono inesorabili, una vera e propria “Guerra dei Versi” citando la skit presente nell’album che anticipa e annuncia il brano “Le Rime (Gara tra 507 parole)”.

Tra i brani presenti all’interno di questo immenso “XENOVERSO”, Rancore si esalta con il brano “Federico”, Storytelling in chiave nonsense nel quale l’artista racconta attraverso innumerevoli citazione, una paradossale storia nella quale si ritrova in una dimensione alternativa popolata da poeti storici in versione zombie, capeggiati da Friedrich W. Nietzsche. Questo brano che riprende in linea generale lo sketch della finale di calcio dei filosofi del gruppo comico britannico Monty Python, spiega metaforicamente, come ogni filosofo del passato non è realmente morto in quanto il suo pensiero continua a vivere anche dopo la sua morte corporale.

In questo viaggio, Rancore sceglie di farsi accompagnare solo da due artisti, ovvero Margherita Vicario che ritroviamo nel singolo “Equatore” pubblicato ad inizio 2021 e da Nayt nel brano “Guardie&Ladri”. Nell’ultimo brano citato Nayt riesce ad adattarsi perfettamente al concept richiesto da Rancore, in un brano proiettato in un mondo bidimensionale nel quale avviene un dialogo con il mercato musicale. I due artisti creano un perfetto connubio trattando il tema comune della criminalità, apparentemente omologandosi alle nuove generazione di artisti che trattano molto spesso questo argomento, eppure non è così, nello specifico Rancore e Nayt si impersonificano in spacciatori di rime e di parole. “L’inchiostro viene tagliato, come la droga, creando rime che si possono vendere in più modi.” all’interno di questa frase contenuta in una recente intervista, l’artista racchiude tutto il concept del brano.

Rancore mette in evidenzia le sue capacità di paroliere, portando il Rap Conscious in un’altra dimensione. Tra le varie frasi presenti all’interno di “XENOVERSO”, risalta la frase presente in uno dei tre brani/lettere che l’artista/protagonista deve recapitare, ovvero “Lontano 2036”:

“Abbiamo occhi troppo piccoli per le stelle,

eppure grandi per le singole particelle.

Dai, cosa vuoi guardare?”

Recensione a cura di Niky Fabiano!