Gianni Bismark

Ciao Gianni, noi di Exclusive ti ringraziamo per l’intervista e per il tempo che ci dedichi.
Grazie a voi.


Per cominciare vorrei farti una domanda per me essenziale e, purtroppo, sempre scontata: come stai?
Sto meglio dai. Dopo aver passato un periodaccio sto aspettando questa uscita.


La copertina dell’album è una bomba. Potresti spiegarci come è nata?
E’ venuta in mente a me. Mi pareva giusto, sono tutti quelli della mia comitiva. Sono cresciuti assieme a me. Mi piaceva molto accostare la mia gente al mio disco. E’ vero che è la mia mano a scrivere ma questo è l’album di tutto il mio quartiere.


All’interno dell’album possiamo trovare feat allucinanti, come sono nati? Avevi in mente anche altri nomi?
No no, erano questi. Io i feat gli faccio sempre in base al rispetto tra i due, quindi tra me e chi metto nel disco. Non sto mai a pensare ai numeri, penso sempre alla parte umana che c’è tra i due.


Il 2022 sarà il tuo anno? Potrà essere il tuo anno?
Oh mio dio, non mi piace dirlo. L’ho detto una sola volta, ho fatto una mini salita ma poi sono rimasto là. Alla fine non lo dico. Quello che viene viene.


Domanda puramente calcistica. Domenica avete vinto il derby, potresti darci qualche commento a caldo sulla partita?
Non ci sono commenti, solo euforia, anche perchè era da tanto che non si giocava in quel modo. Per me è stata la partita più bella della stagione. Sono molto contento del risultato, tralasciando che era contro la Lazio. Abbiamo ribadito quale squadra comanda la città.


Si può dire che Roma è giallorossa?
Roma è sempre stata giallorossa, poi per carità, è piena anche di biancocelesti che, però, sono cugini. Quando c’è la partita ci diamo del “infame”, ma poi ci andiamo a prendere una birra assieme. La cosa bella del calcio.


Mourinho in panchina, cosa ne pensi?
Mi piace, sempre stato fiducioso, me lo terrei per ancora un bel po’ di tempo. Mi piace un sacco la sua storia e per come è.
In “Fischio e tuta” dici “potrei fare un figlio, che ie dico che c’ha il padre fijo de na mi*****a”, ma, secondo te, nella vita quotidiana, chi sono i peggior figli de na mi*****a?In questo caso è in senso positivo, in senso negativo non so nemmeno se l’infame si possa
chiamare figlio de na mi*****a. Non lo so, non saprei risponderti, mi hai fatto un domandone.
Forse è colui che davanti a te fa l’amico ma da dietro ti frega, forse è lui il peggior figlio de na
mi*****a che esista.


In “Parole al vento” dici “C’ho gli occhi da sognatore”, tu sogni ancora? Hai ancora fame?
Sì sì, un botto. Fortunatamente ti rispondo così. Spero che non si levi mai questa voglia de magna.


Secondo te questa “voglia de magna”, quanto è importante nella società in cui viviamo?
Secondo me tanto, perché ti da la spinta che altre cose non ti danno. Secondo me la tua voce ti può portare in alto.


“Bravi ragazzi” cerca di colpire il profondo, di raccontare una realtà vera, la realtà in cui sei cresciuto e che vivi: la strada. Cosa ne pensi di tutti coloro che dicono di spaccare e di essere onnipotenti ma poi, una volta conosciuti, non sono niente di che?
Ma guarda ognuno può dire quello che vuole o di essere ciò che si sente. Chi ha la coscienza pulita va avanti. Almeno io riesco ad intuire chi ho davanti, con me non scappi. Se mi dici una str****ta lo vedo. Come me anche un sacco di gente riesce a farlo.


Ascoltando “C’avevo un amico”, mi è venuto in mente l’importanza di avere un amico/un fratello nella vita. Che cos’è per te l’amicizia?
L’amico è tutto. L’amicizia la tengo in alto, per me è tutto. L’amicizia, se è vera, non ti lascerà mai. Non è come la donna che pensi che sia la vita tua ma poi duri magari tre anni e poi lei si fa i fatti suoi e te rimani al chiodo. L’amico rimane sempre, a vita. Secondo me l’amicizia vera rimane come un tatuaggio. L’amicizia vale di più rispetto alla donna.


Rimanendo sulla tematica amicizia, il successo ti ha fatto perdere degli amici?
Zero, magari mi ha fatto vedere chi veramente era un amico e chi mi voleva stare accanto per un tornaconto. Per fortuna si sono allontanati loro.


Se ti potessi dare un consiglio ad un te pischello, quale sarebbe?
Non pensare mai agli altri e di tirare fuori tutto quello che hai dentro e di tirare fuori la propria originalità.


Grazie mille per la bellissima chiacchierata e per il tempo che hai messo a nostra disposizione.
Per concludere ti chiedo di salutare chi vuoi ed alla prossima.
Intanto saluto tutta la mia zona e tutti i miei amici che mi sono stati vicino in questo disco che l’ho scritto in due anni. Senza di loro non sarei riuscito ad arrivare ad oggi. Forza Roma.

 

Intervista a cura di Perseo Gatti!