ANDREA BLANC, NON BASTA CHE TU SAPPIA CANTARE SOTTO LA DOCCIA!

Quando hai iniziato a pensare di creare un progetto tuo personale e di non fare solo l’autore per altri?

In realtà ho sempre desiderato avere un mio progetto da solista.

Per uno come me che ama scrivere e comporre su ogni genere musicale non è stato per niente facile decidere su quale concentrarsi, ma dopo anni di ricerca e di lavoro autorale, sono riuscito a trovare un suono che mi appartenesse e cosi 2 anni fa ho iniziato a lavorare a questo mio nuovo progetto Rnb, cantando in falsetto.

 

 

Quali sono le differenze tra il processo di scrittura dei testi tuoi e quello dei testi per gli altri?

Il processo creativo rimane invariato in ogni caso.

Inizio sempre con la composizione della melodia della voce in tutte le sue parti; strofe, pre-ritornello e ritornello.

Questo aiuta a definire sia il tema melodico principale della canzone, sia il mood emotivo e sia la metrica che bisognerà seguire per scrivere il testo.

A volte capita si inizi dal testo ma veramente in rari casi.

 

 

Hai scritto per tantissimi artisti, da Ghali ad Elettra Lamborghini passando da Beba. Qual è stato l’artista col quale ti è venuto più spontaneo collaborare?

Si, lavoro con tanti artisti di grande talento e mi ritengo molto fortunato perché mi sono sempre trovato bene con tutti.

Tra gli ultimi con i quali ho lavorato, ho instaurato una particolare sintonia nella collaborazione con Axos e NotGood, due veri talenti della scrittura. Con loro, in poche ore, siamo riusciti a scrivere ottime canzoni delle quali sono veramente fiero.

 

 

Hai pubblicato il primo singolo di una serie di dodici, “Medusa”, a settembre. Come ti è venuta l’idea di pubblicare un singolo ogni mese per un anno?

Viviamo nell’Era della velocità digitale, dove la caratteristica della novità è proprio quella di non essere più nuova e siamo sempre nella spasmodica ricerca del “di più”, non ci accontentiamo; del resto, anche il mondo dei digital store si è democratizzato, tutti possono accedervi, professionisti e non. E’ per questo che ho pensato a qualcosa che potesse, in qualche modo, carpire continuamente l’attenzione e lasciare quella suspance che alimenta la curiosità: da qui, l’idea di pubblicare un singolo ogni 12 del mese, per 12 mesi.

 

 

 

Nel 2018 hai partecipato ad X-Factor, quanto ti ha aiutato quella esperienza? Che consiglio daresti a chi vorrebbe entrare in un talent?

X-factor è stata un’esperienza importante, mi è servita a credere di più in me stesso.

E’ stato proprio lì che ho ricevuto le prime conferme da parte di professionisti ed è stato lì che ho capito di poter vivere di musica.

E cosi’, uscito da X-Factor, ho trovato la carica e la fiducia necessaria che mi hanno permesso di credere di più nelle mie idee, iniziando di conseguenza il percorso da autore, compositore, ed impostando anche le basi per il mio progetto da solista.

Se si vuole partecipare ad un talent musicale, ovviamente non basta saper cantare sotto la doccia.

E’ meglio avventurarsi in una simile esperienza se davvero la musica ti appartiene, se la respiri ogni giorno. Diversamente, potrebbe essere una perdita di tempo.

Se non hai fame di musica, sicuramente ci sarà qualcun altro a prendere il tuo posto.

 

 

L’ultimo singolo uscito si intitola “Spazio di un secondo” e racconti di come due innamorati possono lasciarsi e riprendersi. Ti sei già ritrovato in una situazione del genere? Quanto sono autobiografiche le tue canzoni?

Sì, diciamo che le mie canzoni riprendono, seppur in parte, anche episodi personali. L’intenzione però, al di là di questo, è quella di dare il giusto valore e importanza all’universo femminile e a tutte le sue sfumature.

 

Ultimamente tra i nomi nuovi del panorama musicale italiano si trovano diversi artisti che fanno RnB. Questo genere può avere un futuro nel nostro paese?

Più che altro ci spero. L’RnB in Italia non è un genere molto considerato, forse perché ciò che ci viene proposto è spesso un riflesso, per non dire brutta copia, del Rnb americano.

Ci tengo, infatti, con il mio progetto, a lasciare un’impronta diversa, che mi distingua dal resto. Ci vuole tanta personalità e penso che al mio progetto non manchi.

 

 

Ti ringrazio per aver risposto alle domande e per ultimo ti chiedo: quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ovviamente voglio continuare a scrivere musica per me e per gli altri, perché è questo ciò che mi appassiona. Grazie a voi.

 

Intervista a cura di Gabriele Dimarco!