BIG EFFE, LA TAVOLA DEL RAP LA APPARECCHIO IO!

Benvenuto a questa nostra intervista, innanzitutto ti ringraziamo per il tempo a Noi dedicato e partiamo subito con la nostra domanda di rito: chi si cela dietro Big Effe?
Ma soprattutto che cuoco è il Big Effe citato nel nuovo singolo “O’Faccio Buono”?
Nessun personaggio.  Sono, come si dice a Napoli, ‘Pan e puparuol’, sinonimo di semplicità e umiltà. In questi anni ho affinato il mio modo di fare rap come un cuoco acquisisce esperienza dietro i fornelli, sperimentando sempre. Mi ritengo uno chef che in primis ha fame, e poi ha fame di voler servire e deliziare i propri clienti. 
 
 
Il brano inizia con questa strofa 
“O facc buon m hann ritt a paricchje
Sto cucinann o buon quind apparichje”, cose ritieni di fare “buon”?
Indubbiamente il rap. È da anni che ormai mi cimento in questa arte. Le esperienze mi hanno portato a conoscere persone del rap game che mi hanno dato fiducia, esclamando spesso ‘O fai buon!’. Da qui nasce tutto. 
 
Dal testo in alcuni passaggi tipo “Chist sta ndo machinon ma n è osuoje” oppure
“Chist fann assai ma no fann e qualità” . 
È davvero nel mondo dello show busniss solo una questione di quantità e qualità?
Oppure solo apparenza e null’altro?
Non solo spesso e volentieri è solo apparenza, ma a volte chi vuole ostentare troppo alla fine non ha davvero nulla di reale da condividere. 
 
In controtendenza ai testi attuali paragoni l’arte del rap “fatto bene” al saper cucinare.
Come nasce questa idea così particolare?
Contraddistinguersi. 
L’idea è quella di spezzare un po’ gli stereotipi del rap italiano attuale, dove per essere un rapper e acquistare credibilità devi provenire per forza dalla strada o parlare di atti criminali.
 
Questo brano nasce in collaborazione con Clementino e Nerone. Com’è stato lavorare con loro? 
E Clementino, Re indiscusso di instagram per i suoi video virali e divertenti, è davvero così spassoso?
Lavorare con loro innanzitutto è stato emozionante, mai avrei immaginato di trovarmi in studio con due mostri sacri del rap italiano. Un’esperienza davvero unica, mettere a confronto varie idee, vari punti di vista, soprattutto ritrovarsi sullo stesso beat. Per Clementino, beh, inutile parlarne, viverlo è molto peggio ahahahah! Scherzo, lui è una persona umile, sempre scherzosa e comprensiva. A lui devo molto. 
 
Nel video avete divise gialle alla breaking bad e “cucinate” come Walter White. Come nasce questa idea?
L’idea fantastica è stata di Antonio Risi di ‘Ired Produzioni’. Volevamo paragonare il nostro fare rap al cucinare, paragonando il tutto ad un atto criminale, un po’ come Breaking Bad e Dexter, ma ovviamente senza compierlo! 
 
I tuoi progetti futuri?
Ho molte cose che bollono in pentola, ogni giorno mi sveglio con la voglia di fare sempre di più e sperimentare cose nuove. A breve uscirà molto altro.
 
Che consiglio daresti a tutti quei ragazzi che cercano di inseguire i propri sogni fatti di musica ed arte?
Crederci sempre. Sognare sempre. Ma soprattutto impegnarsi per far sì che quel sogno si realizzi. 
 
Chi vorresti ringraziare in questo momento della tua vita?
Vorrei ringraziare tutte le persone che credono nel mio progetto. In particolare ancora una volta Clemente e Max. Daniele Franzese e Biggie Paul per aver creato questa produzione fantastica. Luigi Castaldo, zio Kap, Ired, Pj, Maik, il mio presso office Line Up  e tutti i miei fratelli, ognuno di loro sa. 
 
Ringraziandoti per il tempo a Noi dedicato, ti chiediamo un saluto a chi tu vuoi e uno ai Nostri lettori che sicuramente hanno ascoltato e ascolteranno il tuo brano.
Apparecchje, tutti a tavola, ne abbiamo per tutti i gusti!
 
Intervista a cura di Antonio Borzacchiello!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *