Dj Kamo
Benvenuto Dj Kamo, grazie da parte della nostra redazione per il tempo che ci dedicherai per rispondere alle nostre domande. Iniziamo chiedendoti come stai. 
 
Ciao ragazzi, grazie a voi davvero per l’interesse. Sto bene grazie, dopo l’uscita del pezzo venerdì 15 ho passato qualche giorno a Genova, era un po che non mi capitava ed è stato davvero figo stare li quando il pezzo cominciava a girare tra la gente. Ho avuto ottimi riscontri e ho visto amici che non vedevo da un po. 
 
 
Da poco è uscito ” Shot 10 (Ge Unit)” ti va parlarcene e svelarci se fin dall’inizio era in progranma di dedicare a Genova l’ultimo episodio della “shot” 
 
No, non era in programma dall’inizio, l’idea di fare una posse cut genovese mi è venuta dopo l’uscita di “Older Boys” e “Non Mi Cambiano”. Da li ho cominciato a ragionarci, poi le cose sono diventate reali da diciamo marzo in poi.
Una roba davvero bella legata agli “Shots” è che sono stati  estemporanei, non c’è stata una pianificazione vera e propria, ho lavorato e fatto uscire un pezzo alla volta in modo che i pezzi fossero sempre freschi. Il pezzo di più veloce realizzazione è stato “Coltelli a farfalla” con Blo/B. Ho inviato il beat a fine dicembre, pezzo uscito a febbraio.
 
 
Facendo un ulteriore passo indietro come è partita l’ idea di questa serie di posse track? 
 
 
Inizialmente il piano era fare un disco da producer, poi mi sono reso conto che molti pezzi sarebbero usciti con un grande ritardo dovendo aspettare di chiuderne altri, spesso è molto bello fare uscire un progetto sulla lunga distanza, ti da la fotografia del periodo in cui eri quando producevi le tracce, la riguardi e la mostri al mondo in un periodo diverso.
Per continuare il paragone sulle fotografie, questi Shot sono una serie di scatti polaroid, un po di storie IG fatte in diverse serate con amici.
Spesso ho messo assieme rapper diversi, a volte ho fatto pezzi solisti, mi sono lasciato ispirare dalle strumentali seguendo il timbro di voce dell’artista che ci avrei visto bene sopra. Ho contattato gli artisti proponendo le collabo e sono davvero contento che la stragrande maggioranza abbia confermato la presenza consegnando la strofa in tempi molto brevi.
Mi son sempre piaciute le posse track, vedere anime diverse con flow diversi sullo stesso beat, sarà che sono cresciuto con le tracce dei Wu-Tang come “Triumph” o “Reunited” o se restiamo in Italia coi GateKeepaz o con gli episodi di “Barre” nei vari dischi degli Spregiudicati.
 
 
Tornando al capitolo 10 come mai hai deciso di firmare tu stesso il ritornello di questo capitolo? 
 
Anche li non era il piano originale, ho provato un po di ritornelli fatti da altri ma non mi convincevano. Un giorno ero in giro in macchina col pre mix  nell’autoradio e il beat libero nei ritornelli quando mi è venuta in mente la storia della Golf che gira per le zone di Genova. Specifico che realmente possiedo una Golf ed è la protagonista del video eheh
Inizialmente l’idea era di farlo cantare a qualcuno ma alla fine ho pensato che sarebbe stato figo avere anche la mia voce su di un pezzo del genere cosi ho riacceso il microfono.
Ho scritto, registrato e fatto live come rapper dal 96 al 2011 anno in cui smisi per dedicarmi maggiormente alla produzione e alle serate come DJ, è un capitolo della mia vita che pensavo di avere chiuso ma il risultato non è venuto affatto male.
 
“Abbiamo sputato sangue per arrivare fino a qua” c’è stato un momento, mefaforico, nel quale hai sputato talmente tanto sangue da pensare da restarci secco e quindi dover abbandonare tutto? 
 
A dire la verità è successo spesso. Anni fa non era davvero facile fare rap in Italia e ancora di più a Genova, per quanti sforzi si facessero non c’era l’esposizione che il genere ha ora quindi venivi sempre visto come un ragazzino coi baggy senza tenere conto della professionalità con cui si cercavano di fare le cose.
Non conto le volte che ci siamo trovati a convention o concerti trattati come “musicisti di serie B” solo perche senza strumenti sul palco senza essere presi sul serio da fonici e produzioni. Ora è tutto, finalmente, diverso. Ora non bisogna più partire da Genova se si vuole fare rap come mestiere, un ragazzino che ora comincia sa che se si impegna potrà un giorno vivere della sua passione, a noi non c’è mai neanche sfiorato il pensiero, non era contemplato, non avevamo esempi. Anzi c’era una scuola che ti diceva che guadagnare col rap era sbagliato pensa te…
Ci tengo a ringraziare tutti i ragazzi che in quegli anni erano con me e che hanno preso parte questa “gavetta” della scena Genovese, ci sono stati tanti attori importanti che spesso non vengono ricordati ora che i riflettori sono finalmente “puntati su GE”.
 
 
 
Descrivi con una sola parola, che ne racchiuda l’essenza, ognuno dei dieci capitoli di “Shot”
 
Ok che figata di domanda, grazie allora:
 
1- Bye Bye: amicizia
2- Older Boys: orgoglio
3- MZK: purezza
4- QGLP: oscurità (ps: se non l’avete fatto ascoltatevi il 4, è il capitolo più scuro ma a mio avviso uno dei più potenti)
5- Non Mi Cambiano: classic
6- Coltelli a farfalla: consapevolezza
7- Boma Ye: potenza
8- Ill street blues: poetry
9- Headbanger: barre
10- Ge Unit: dire Genova è scontato, amicizia l’ho già detto, diro’ semplicemente amore perché  stato davvero un atto d’amore collettivo per GE da parte di chi ha preso parte al pezzo, ai ragazzi di Schoolproject che hanno curato la clip, a chi compare in video, tutti.
 
Nel 2013 ti sei trasferito in svizzera quali sono le analaogie e le differenze tra le scene musicali che hai incontrato vivendo all’estero in relazione all’ italia? 
 
Come ho avuto modo di dire anche in interviste in francese uscite per magazine di qui, trovo analogie con la scena rap italiana degli anni 2006-2012. Un gran fermento di idee e movimenti ma davvero ancora poche certezze per chi vuole intraprendere questo discorso seriamente.
Abbiamo artisti che stanno firmando per case discografiche major ma sono ancora troppo pochi paragonati a quanti artisti nell’underground faticano a campare solo con la musica.
Non che in Italia sia molto meglio ma sembra che in questi anni il rap sia in qualche modo “entrato* nella cultura popolare, qui fatica ancora quindi per fartela breve per uno come me che vive nei 2 mondi è un “Unlimited Struggle” cit.
Se parliamo di livello artistico è davvero alto, nella svizzera francese dove vivo ci sono molti artisti come Di-Meh, Slimka, Kt Gorique,  Danitsa, Comme1Flocon, Jeune Hustler che stanno avendo un sacco di hype e grossi contatti con la scena francese.
In quella italiana c’è Mattak che rispetto davvero tanto, Mardoch, la Big Bang Family e NX con cui ho collaborato lo scorso anno senza dimenticare pietre miliari come Jay Kay e Maxi B a mio avviso una delle migliori penne non solo Svizzere.
 
Amir nel brano dice testualmente “non so dove sto andando ma so da dove vengo” noi vogliamo invece chiedere a te, DJ Kamo, se hai qualche idea precisa di dove stai andando o per lo meno di dove ti piacerebbe andare 
 
Non ho scelto a caso la barra di Amir (che ringrazio un casino per la concessione) tratta da quel pezzo incredibile di Primo (RIP) e Squarta “Sembrava un gioco”. In questi tempi matti fare una pianificazione sul futuro è davvero difficile e personalmente nel post-pandemia ho rimesso un po in gioco tutto. 
Ho scelto di dedicare meno tempo alle uscite live specialmente nei club, per concentrarmi sulla produzione, mia e di altri in più l’esperienza in radio mi ha skillato per quanto riguarda l’utilizzo della voce e questa è un’altra strada che sto percorrendo.
Sto cercando di riposizionarmi lavorativamente su di un percorso più coerente con quello che mi piace e l’età anagrafica tenendo, come dico nel pezzo, lo sguardo ben fisso su dove sono partito.
 
 
Domanda Extramusicale : Finisci in un buco nero che ti porta in una realtà alternativa, cosa trovi dall’altra parte che ti fa subito dire “Ok, non è cosi male questo nuovo mondo”? 
 
Sicuramente troverei la mia famiglia, mia moglie ed i miei bimbi, sarà banale ma senza il loro appoggio e supporto non sarei riuscito a  fare quello che ho fatto negli ultimi anni e non riesco davvero ad immaginare un mondo senza.
Poi troverei una consolle ed il mio amatissimo Mac perche senza quello non so stare, molte delle mie produzioni infatti nascono col portatile ovunque io sia e abbia un 5 minuti per choppare un sample, poi vengono sviluppate in studio ma la base è il portatile.
Troverei un telefono od il modo per comunicare con la mia gente di Ge e perderei un po di tempo a vedere se in questo nuovo mondo fanno un vino rosso almeno decente :D.
 
Per concludere questa nostra chiacchierata insieme ti invitiamo a salutare e ringraziare chi vuoi. Grazie di nuovo per il tuo tempo, alla prossima. 
 
Ringrazio tutti gli artisti che mi hanno dato fiducia affidandomi le loro strofe ed il loro talento, non era scontato dopo tanti anni fuori dalla scena Italiana a livello di uscite discografiche.
Ringrazio il team che ha curato i miei Shots, Albe OK per la grafica, Bassi Maestro per i mix dei primi 9 capitoli, Ch3f Beats per il mix di GE Unit. Riccardo per l’ufficio stampa, tutti gli studi che hanno registrato le strofe dei Guest e i Teams di videomakers che hanno curato i video e un grazie gigante a School Projects per il video di GE Unit.
Tutti i magazine che hanno parlato delle mie uscite e chi ha scelto di ascoltare la mia musica, davvero, grazie.
 
 
Intervista a cura di JdOnTheBeat!