Viscardi

Benvenuto Viscardi, ti ringraziamo fin da ora per la tua disponibilità e per il tempo che ci dedicherai per rispondere alle nostre domande. Partiamo dal nome: Viscardi, nonché anche il tuo cognome nella vita “reale”. Come mai questa scelta di “aka” che poco si discosta dalla “realtà”?

 

Grazie a voi! Ma in realtà ho sempre considerato il mio cognome come una persona a parte da Vincent, sì, perché così mi chiamavano prima. Viscardi è una seconda persona, quella più seria, più raffinata, quella professionale potrei dire… Quindi ecco, anagraficamente non si discosta dalla realtà, ma personalmente assolutamente sì.

 

Da poco è uscito “Tra me e te” il tuo nuovo brano, ti va di parlarcene dicendoci però cosa ascoltando questo brano NON troveremo?

 

Al primo ascolto può essere complicato rendersi conto di che tipo di amore parlo, sicuramente quello che non troverete è un Viscardi che parla di amori andati a male o di amori solamente fisici. In questo brano descrivo l’inizio di una storia che mi porterò dietro, con tutte le sue ripercussioni, per la vita… che mi uccidono ogni volta, ma allo stesso tempo mi danno tanta determinazione. È il racconto del primo giorno in cui ho iniziato a vivere e a costruirmi da solo, avevo 10 anni. Non troverete tranquillità, ma tormento e sentenza.

 

Tutti i brani hanno una storia di genesi dietro, quale è quella che si cela dietro a questo brano?

 

Ho sempre pensato di dover raccontare la mia storia, la verità al più presto, per far capire chi

sono e da che storia di merda vengo, ma… non sapevo se fosse il momento giusto

questo. Ero preso da tante paranoie e dubbi, alla fine ho dato ascolto alla mia esigenza di iniziare a parlarne, perché Viscardi ha iniziato a scrivere da quel distacco in poi e per la necessità di esprimere il dolore di tanti altri drammi che nel corso del progetto sentirete parlare.

 

“Non ti riconosco sono diverso” questo ci canti nel ritornello, in cosa ti senti diverso in relazione al tuo ultimo lustro di vita artistico?

 

Negli ultimi due anni ho rivoluzionato un bel po’ di cose nella mia vita. Trasferirmi in una città come Milano ha dato inevitabilmente il suo contributo, con il poter entrare ancora di più in focus con la mia arte e lavorare con gente seria. Io credo che più che diverso, posso dire, più consapevole di ciò che faccio… anche nell’approccio che ho con la musica, nella creazione stessa, ci sono dentro a 360 gradi.

 

“Non correrò più” intendi musicalmente, nella vita di tutti i giorni o entrambe le cose? Sarebbe assurdo dire non correrò più musicalmente parlando. Non attenderò in una stanza, “se vuoi una cosa corri a prenderla”, no?

 

Quando canto “non correrò più” mi riferisco al ritornare indietro verso questa donna per salvarla ogni qualvolta ce ne fosse il bisogno.

 

“Hai scelto la distanza tra me e te” in maniera introspettiva da cosa prenderesti le distanze, se tu potessi, nei confronti del tuo stesso alterego?

 

Per vivere una vita tranquilla, inevitabilmente, dall’essere paranoico, insicuro nel profondo e dal tormento continuo che vive in me, ripercussioni di cui non potrò fare a meno, ma potrò solo gestirle secondo il mio piacimento. Forse pensandoci, non ho qualcosa da cui prendere le distanze, sento che mi serve tutto ciò che sono e che ho.

 

Cosa dobbiamo aspettarci nel futuro prossimo dalla tua musica?

 

Sono in fase di sperimentazione, nuovo sound, nuovo modo di esprimere. Collaborazioni, una parola che avrà modo di esprimersi al più presto.

 

Hai, ipoteticamente, la possibilità di trasferiti in una città d’Italia per poter raggiungere più facilmente i tuoi obbiettivi musicali, dove ti trasferisci?

 

Mi ci trovo, un passo fatto 1 anno e mezzo fa. Milano, senza alcun dubbio.

 

Domanda extra musicale: domani vinci 10000000 euro, come li spendi avendo come unica clausola il non poterli spendere per te stesso?

 

Hai considerato l’option: arginare la clausola cercando una via d’uscita solo per investire sulla mia musica? Escamotage a parte: potrò sembrare un finto buonista, ma donerei una parte alle case famiglie per tutte quelle persone con problemi psicosociali e l’altra parte, invece, interamente ai miei fratelli.

 

Per concludere questa nostra chiacchierata insieme, oltre a ringraziarti nuovamente per il tuo tempo, ti invitiamo a salutare e ringraziare chi vuoi. Alla prossima!

 

Ringrazio voi in primis per questa chiacchiera interessante, ma senza alcun dubbio chi mi sta sostenendo durante questo mio primo progetto discografico.

Inevitabilmente tutto il mio team che col tempo ho costruito e continuo a farlo, a loro devo davvero tanto. E per finire oltre ogni cosa mia nonna.

 

Intervista a cura di JdOnTheBeat!