ELENA SANCHI, LA MUSICA MI HA SALVATO!

Benvenuta Elena Sanchi a questa nostra chiacchierata insieme. Come primo quesito volevamo sapere se il nome che ti rappresenta artisticamente è anche lo stesso che ti rappresenta nella vita dei tutti i giorni e in qualsiasi caso conoscere la storia che si cela dietro alla scelta del tuo nome artistico.

Ciao, è un piacere essere con voi!

Ho sempre pensato che ci sono due modi per intraprendere un percorso musicale: c’è chi insegue un’urgenza autentica e personale mettendoci la propria storia e il proprio nome e chi invece si identifica in un brand rincorrendo un modello commerciale di successo.

Io mi sono sempre identifica nella prima visione, ecco perché la scelta di non usare un vero e proprio nome d’arte! Va detto però che oggi è molto importante crearsi un’identità artistica che sappia comunicare rapidamente ciò che hai da dire, così al mio nome ho unito “cuore migrante”, il nome del mio primo disco! Amo sentirmi sempre in viaggio, che sia reale o interiore, e amo condividere con chi è simile a me la ricerca verso ciò che si è davvero, senza maschere e paure.

Su questo pianeta siamo ospiti e viaggiatori in continua crescita e trasformazione e siamo chiamati a lasciare la parte migliore di noi.

 

Da poco è uscito il tuo nuovo brano “Lontano da qui” ce ne vuoi parlare raccontandoci ora, invece, la genesi del brano

Lontano da qui è stata scritta tra marzo e aprile 2020, durante il primo lockdown. Mi sentivo separata dal mondo, ho vissuto forti sentimenti di abbandono e distacco e cercavo una via di fuga. La musica mi ha salvato almeno 3 volte nella mia vita, continua a farlo ogni giorno, per me è come una sorella che non mi ha mai lasciata sola.

Per me è l’arte dell’incontro che ti fa conoscere e sperimentare mondi sconosciuti. Sarà per questo che casualmente iniziai a collaborare a distanza con il musicista Alberto Melloni, non lo conoscevo personalmente ma la sua sensibilità e cultura musicale mi affascinarono.

 

“Guardateci ballare in cima a un grattacielo” questo ci dici testualmente nel testo: cosa si vede da questo grattacielo 

Una prospettiva diversa delle cose che ci circondano! La terra vista dall’alto ci fa capire quanto siamo minuscoli e quanto piccoli siano i nostri limiti e le nostre paure.

 

“lontano da qui” ma in realtà, ascoltando il brano più vicino a sé stessi e ai propri affetti privati e intimi. Come si riesce a trovare la strada giusta per andare “lontano da qui?”

Bisogna prendersi il tempo e lo spazio per conoscere il proprio respiro, il silenzio e il vuoto che sono dentro di noi. E’ da lì che si parte, dalla nostra essenza più pura lasciandosi alle spalle ciò che non ci appartiene più, semplicemente accettando il cambiamento.

 

Prendiamo spunto dal titolo di una tua canzone “dimmi chi sei” senza dirmi chi sei

Non sono una persona arrogante, una con la soluzione pronta in tasca, che non si arrabbia mai e che si accontenta facilmente!

 

Quale è il ricordo o l’esperienza alla quale sei più legata per quanto riguarda la tua musica?

Sicuramente i concerti sono l’esperienza più profonda e più forte: non ce n’è uno più bello di un altro ma forse l’ultimo di una settimana fa a Milano al Garage Moulinski per la Rassegna Because the night organizzata dalla cantautrice Marian Trapassi è stato davvero meraviglioso. Tornare a suonare dopo tanto tempo mi ha fatto sentire sulla pelle quanto l’esperienza dei live mi sia mancata fortemente: il cuore che batte, gli occhi delle persone che ti sorridono, l’energia che si diffonde, la condivisione che pervade i cuori… è stato davvero una magia!

 

A “Rimini” hai dedicato pure una canzone. Cosa hai da dire alla città oltre a ciò che già si può sentire nel brano su spotify?

Di continuare ad essere un modello di accoglienza nei confronti di ciò che è diverso, straniero.

 

Domanda extra musicale: puoi cambiare qualcosa del tuo o scoprire qualcosa del tuo futuro cosa scegli e perché?

Sinceramente non mi piace l’idea di scoprire cosa c’è nel mio futuro perché mi toglie la dimensione del sogno, delle infinite possibilità.

 

Come ultimo atto del nostro viaggio insieme ti chiediamo, unito ai nostri rinnovati ringraziamenti, di mandare un saluto a chi vuoi. Alla prossima 

Un saluto a tutti i cuori migranti in viaggio alla ricerca di sé! Grazie mille e a presto 😉

Intervista a cura di Jean Denis Marchiori!

3 pensieri riguardo “ELENA SANCHI, LA MUSICA MI HA SALVATO!

  • 24 Febbraio 2022 in 9:40 am
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