Giaime
Ciao Giaime, grazie per il tempo che ci dedicherai per rispondere alle nostre domande.
Iniziamo col chiederti se la scelta di fare un disco ufficiale è scattata per qualcosa in particolare o è  stata una cosa più pensata.
 
Semplicemente è scattata perché ora mi sento all’altezza di scrivere un album ufficiale, data la frequente uscita di singoli, ho pensato che fosse arrivato il momento giusto per scrivere un disco ufficiale.

Partiamo dal titolo, cosa nasconde?

“Figlio maschio” sono semplicemente io, come essere umano; l’album sostanzialmente parla di me, delle mie esperienze e ho riportato tutto questo in musica.

Un’alta cosa che volevamo chiederti e che si sono chiesti parecchi fan appena è stata resa nota la tracklist di Figlio Maschio è : “Come mai non troviamo Lazza nel disco?”
 
Lazza ha fatto molto per me, siamo praticamente cresciuti insieme, abbiamo già un disco di platino e un disco d’oro, e la scelta di non essere nel disco è stata presa di comune accordo, tanto che sotto al post della tracklist su instagram proprio Lazza stesso ha risposto scrivendo che “Ci rifaremo presto” a dei fan che si chiedevano perché il suo nome non fosse presente nella tracklist.

Nel disco, i mood diversi e le sonorità che si alternano, danno un senso di completezza, la realizzazione di un lungo lavoro, anche su sé stessi. Cosa rappresenta per Giaime questo album?

Sicuramente la realizzazione di un progetto impegnativo e importante: fino ad oggi non mi ero ancora interfacciato a qualcosa del genere, in modo così grosso e ufficiale, quindi per me rappresenta un tassello della mia carriera. 

Definiresti “Figlio maschio” un nuovo inizio o un punto di arrivo? 

Di certo un inizio, dal quale sicuramente partiranno tante attività e un approccio diverso al lavoro che si era limitato a rilasciare singoli a distanza di brevi periodi.

Le produzioni sono diverse e nuove. Come hai scelto i beat che più ti hanno ispirato nella realizzazione dell’album?

Mi sono affidato a dei producer validi, tutti con alle spalle grande esperienza e anni di certificazioni alle spalle. Ogni loro mossa è stata condivisa e approvata da me e con me; la sintonia è stata essenziale, ma facile da raggiungere per la stima che c’è nei loro confronti! 

Che momento occupa per te il processo di scrittura?

Il momento della scrittura è intimo per tutti. A volte è divertente, a volte è uno sfogo, altre volte è introspezione: comunque è lì che nasce qualsiasi cosa, quindi è importante che non ci siano complicazioni, poi tutto il resto va da sè.

Giaime in questo album è sincero e profondo con chi ascolta. Ci sono  tracce che senti più tue?

Ovviamente sento mie tutte le tracce, dalla prima all’ultima, è il riassunto perfetto di quello che volevo far sentire al pubblico: se devo citarne una in particolare, “Wonderful”, che è la traccia a cui sono più affezionato.

Come sono nate le collaborazioni?

Le collaborazioni sono nate tutte  per un’esigenza musicale e artistica. Le tracce che hanno chiamato a sé dei featuring, hanno chiamato la collaborazione giusta, ognuna impreziosisce il disco e la canzone nello specifico, senza di loro l’album non avrebbe la stessa faccia.

Tornando invece agli inizi e facendo un tuffo nel passato, già da “Minorenni coi trampoli” Giaime sapeva già avrebbe raggiunto il punto in cui è ora?

Credo di sì, che fosse già molto convinto, anche se poi è sempre un’incognita! Non puoi mai sapere quando e cosa succederà…

Intervista a cura di Sara De Lucia, Jean Denis Marchiori e Noemi Coozy!