Saint

Saint come descriverebbe Saint a chi non lo conosce?
Saint è un ragazzo normalissimo, con gli stessi e identici problemi che hanno i ragazzi della mia età… sono un sognatore, un rivoluzionario, uno che vuole essere la voce di chi non ha forza di strillare al mondo, essere il bastardo che ha lasciato un segno su questa terrà, uno che è riuscito a cambiare qualcosa.

Il tuo ultimo brano è “Ipnosi”. Nel brano collabori con Clementino, com’è stato registrare un brano con lui?
È uscito tutto molto naturale dopo 15 minuti dal nostro incontro avevamo già registrato e scritto il brano: è stata ipnosi vera e propria.


Descrivi con 3 parole Ipnosi. Perché quelle 3?
UNA BOMBA ATOMICA! È stato un brano venuto fuori in maniera molto naturale e che ha totalmente spiazzato tutte quelle persone che aspettavano il mio ritorno: li abbiamo rasi al suolo con più di 600.000 K in una settimana. Come volete chiamarla? Ahahaha.

Vedendo la tua discografia si nota un periodo di pausa, dal 2016 al 2020. Il silenzio ti è servito a crescere musicalmente e personalmente?
Assolutamente sì . Restando chiuso ho imparato a conoscere me stesso, a combattere con le mie paure e le mie dipendenze. Pensavo che tutto fosse finito, che non sarei stato in grado di riprendere in mano la situazione ma ho conosciuto Dio. Mi ha praticamente teso la mano in un mare in tempesta e mi ha tenuto in salvo. Quando pensi che sia finita è proprio allora che comincia la salita… che fantastica storia è la vita (cit.).

In passato hai collaborato con nomi del calibro di Gemitaiz e Achille Lauro. Con chi ti piacerebbe collaborare in futuro?
in Italia non c’è dubbio… con Vasco Rossi!!! Pilastro del rock and roll in Italia. Gzuz per la Germania e con i Good Charlotte e magari uno insieme ai Blink 182: chiedo così tanto? Ahahaha.

Con l’immediatezza dei social e la capacità di poter essere indipendente al 100%, pensi che al giorno d’oggi sia più facile emergere?
Penso che tutto nella vita abbia pro e contro, dunque dire  che è più facile è un parolone perché con gli sponsor e l’accessibilità a tutto l’ambiente musicale ci sono il triplo se non il quadruplo dei rapper di quando ho iniziato io, dove per registrare bisognava farsi un’ora e mezzo di mezzi e i prezzi non erano così accessibili. Ma eravamo 4 gatti…

Qual è il futuro di Saint? C’è un progetto discografico in cantiere? Puoi svelarci qualcosa?
Ci sono miliardi di progetti in cantiere, così tanti da poter costruire Dubai ahahahah. Completamente una nuova wave completamente un nuovo me. Non vedo l’ora di farvi ascoltare qualcosa… let’s rock!

Per concludere questa nostra piacevole chiacchierata, ti ringraziamo per la disponibilità e saluta e ringrazia chi vuoi.
Saluto la mia città, Roma, la mia famiglia e tutte le persone che mi supportano. God bless you!
 
Intervista a cura di Lorenzo Muto!