Gaia Gentile

Ciao Gaia Gentile ti ringraziamo per il tempo che ci dedicherai che ci dedicherai per rispondere alle nostre domande il primo quesito che vogliamo porti riguarda il tuo nome artistico : come è stato scelto?

Non ho potuto scegliere altrimenti, perché amo troppo il mio nome all’anagrafe: Gaia Gentile. È troppo in sintonia col mio essere.

 

Da poco è uscito “Sono Fuori” il tuo nuovo album di inediti prima di porti domande specifiche su alcuni brani dell’album volevamo sapere cosa rappresenta per te questa raccolta di brani?

È un pezzo di fegato e di cuore. Ci ho messo tutta la passione. È un disco scoppiettante e mi piace pensarlo: sorprendente. Ci sono canzoni piene contaminazione di stili, senza veli e ricche di pathos. Ho volutamente scritto un disco, anche in collaborazione con importanti autori, con l’intento di lasciare un segno. L’usa e getta non fa per me.

 

In “Fuori tendenza” ci racconti di alcuni dei luoghi comuni che gli artisti sono obbligati a sentire ogni giorno come ad esempio “tu sei un cantante limitati a cantare”, dal canto tuo invece cosa pensi che debba “essere” un cantante al giorno d’oggi oltre a un mero esecutore musicale?

Sarebbe bellissimo se fosse anche un narratore di storie oltre ad intrattenitore, che provi anche ad emozionare ed educate. Abbiamo esempi di artisti intramontabili, se lo sono ci sarà un perché, che prima di pensare al beat più figo da inserire nella canzone, avevano qualcosa da comunicare. E questo andava pari passo con la musica e non necessariamente con le regole del mercato.

 

Il cd ha una varietà incedibile di suoni e mood nelle strumentali ci racconti la storia dietro a 2 delle basi dei brani?

 Non ho voluto pormi limiti. Volevo esordire in tutta la mia versatilità vocale e la versatilità di ascolti musicali che hanno condizionanato il mio modo di scrivere. La nascita di mia nipote, ad esempio, mi ha ispirato una ninnananna. Richiama molto il mondo Disney, d’altronde io sono cresciuta a pane e Disney. Poi, ho scritto un pezzo dance, ispirandomi a una storia omosessuale, perché anch’io nel mio piccolo provo a fare qualcosa contro l’insensibilità e la pochezza umana.

 

“il momento giusto è quello che scegli tu” questo ci dici in “non aspettare”, c’è stato nella tua carriera un bivio dove la scelta giusta è stata fatta nel momento giusto?

Si, la pandemia mi ha aiutata a capire cosa volessi nel concreto e a farmi fare la scelta giusta. E nonostante il brutto periodo, eccomi qui con una squadra meravigliosa, con un disco pieno di anima e tanta voglia di girare l’Italia e il mondo attraverso le canzoni.

 

La copertina dell’album, immaginiamo, è un tributo a matrix, volevamo chiederti la tua lingua arcobaleno l’assunzione di quale  pillola rappresenta.

Bellissima domanda. Partendo dal concetto Matrix, quindi la scelta della pillola del mondo reale o irreale, io voglio assumere la mia pillola colorata. Nessun condizionamento, io sono l’artista/artefice di me stesso e tra il rosso e il blu, io preferisco l’arcobaleno.

 

Ci sono dei brani che sono stati “scartati” da questo cd?

Soltanto uno: lo stiamo tenendo in caldo per presentarlo a Sanremo.

 

Domande extramusicale : sei a capo del wwf e chiedono un nuovo logo per rinnovare il problema ecologico odierno, che logo decidi di commissionare?

Sarebbe più facile provare a disegnarlo, ma dovendo descriverlo, commissionerei un logo con un orso polare rinsecchito che defeca un piccolo pesce intrappolato in una busta. È estremo, ma come estremo è il problema che affligge l’ecosistema.

 

Ti ringraziamo per la tua disponibilità nel rispondere alle nostre domande. Ti invitiamo a salutare e ringraziare chi vuoi come conclusione della nostra chiacchierata!

Ringrazio di cuore voi che siete stati curiosi e attenti verso me e la mia musica e tutti coloro i quali leggeranno e cercheranno di approfondire cosa ci sia dietro un disco, un singolo, un titolo.

Intervista a cura di Jean Denis Marchiori!