Nex Cassel

Benvenuto Nex Cassel, grazie per il tempo che ci dedicherai per rispondere alle nostre domande. Per iniziare questa nostra chiacchierata volevamo chiederti se e come il covid ha influenzato il tuo approccio al beat e alla scrittura.

Non mi ha influenzato in nessun modo: i dischi rimangono, il covid passa.

 

“Vera pelle”  esce a Gennaio, a maggio esce” Vera pelle – Made in italy”, era già in programma questa seconda uscita quando avevi chiuso la prima raccolta di brani?

Sì, era già in programma.

 

Stefano, uno dei nostri lettori, vorrebbe domandarti se è stato difficile con il passare degli anni, delle sonorità e del mercato musicale rimanere un portatore di una “vera pelle”, rimanere ed essere se stessi , adattandosi in maniera fresca ai cambiamenti nel corso degli anni.

Grazie dei complimenti Stefano. In “Giudice e Giuria” dico “sempre uguale, pare, ti pare poco”. Infatti non è poco rimanere se stessi pur cambiando sound e contesto. Ma in generale direi che ogni cosa nel rap è difficile, talmente difficile che infatti il rap spesso fa cagare, soprattutto in Italia se ne salvano in pochi.

 

Nella nuova raccolta troviamo 4 nuovi feat, quelli di Nerone, Clementino, Gionni Gioielli e Gionni Grano. Cosa ti ha spinto a chiamare proprio loro per completare il roast di voci nel cd?

Questa repack era già stata pensata così, l’unico pezzo nuovo è “Vera Pelle”: volevo scriverlo una volta uscito il disco… Quando scopi sai che sborrerai, ma dopo aver sborrato vedi le cose più lucidamente.

 

In “Ne voglio ancora”  attacchi il brano con “da 20 anni nel game”, c’è qualcosa che vorresti cambiare che in questi ultimi 2 decenni non fosse cambiato nel mondo musicale?

Vorrei cambiare talmente tante cose che non saprei da dove iniziare. 20 anni fa il rap era un genere di nicchia, bene, non è cambiata questa cosa, solo che ora chiamano rapper i cantanti pop.

 

Vista la collaborazione duratura con St. Luca Spenish volevamo chiederti quanto la sua persona sia importante nel tuo processo creativo 

A me non piace fare musica da solo, o meglio, mi piace farlo ogni tanto. Io sono uno che fa session e da quelle escono i pezzi. Con Spenish viaggiamo veloci, sappiamo quello che dobbiamo fare, anche nel caso che quello che dobbiamo fare è delirare.

 

Il ritornello di “Slow food” si chiude testualmente con “non abbiamo né paura né schei”, rielaborando volutamente la frase ci sono stati dei momenti nei quali non avere schei ti ha fatto paura? 

Avevo già fatto un pezzo con Ensi che si chiama “Paura e Soldi”, c’è il video su YouTube. Quando non hai soldi non hai paranoia per il futuro, vuoi solo svoltare a brevissimo termine, per questo spesso le persone povere sono più felici.

 

Quale è il tuo più bel ricordo legato alla musica? 

Sicuramente la musica mi ha fatto conoscere molta gente interessante e mi piace anche il fatto di sentirmi a casa in ogni zona d’Italia in cui vado: in ogni posto conosco la gente giusta e la gente giusta sa che io sono uno ok.

 

Domanda extramusicale: Le macchine a elettricità sono davvero il futuro della mobilità sostenibile? 

Grazie della domanda ma non è un tema su cui ho qualcosa da dire.

 

Per concludere questa nostra chiacchierata, oltre a ringraziarti nuovamente per il tempo che ci hai dedicato,  volevamo invitarti a salutare e ringraziare a tua volta chi vuoi. Alla prossima e grazie ancora. 

Saluto i fioi dell’Adriacosta, Helluminati e MRGA.

Intervista a cura di Jean Denis Marchiori!