CHI HA PORTATO PER PRIMO IL RAP IN ITALIA?

Adriano Celentano
In tanti se lo chiedono, ed è una domanda a cui in effetti non è scontato dare una risposta. In Italia la cultura Hip-hop si presentò a cavallo degli anni ’90 con un rap meno cupo di quello americano, quasi scanzonato, grazie soprattutto a Jovanotti, che sul finire degli anni ’80 fece da apripista a molti altri rapper destinati poi al successo, dagli Articolo 31 di J-Ax a Neffa, passando per i gruppi dei centri sociali (99 Posse su tutti) e i cantanti “impegnati” come Frankie Hi-Nrg mc e Caparezza, fino ad arrivare a Fabri Fibra. Tuttavia, per quanto strano possa sembrare, il precursore del rap in Italia può essere considerato Adriano Celentano, che molto spesso durante la sua lunghissima carriera si è dimostrato incline alle nuove tendenze, alle avanguardie e al progresso, arrivando anche a toccare certe tematiche molto in anticipo rispetto agli standard imposti dal panorama musicale dell’epoca. La canzone a cui si può principalmente attribuire questo merito è la mitica Prisencolinensinainciusol (1972), una delle più note di Celentano, principalmente per il fatto di essere cantata in una lingua totalmente inventata, una sorta di inglese maccheronico, in cui sono riconoscibili solamente alcune parole realmente esistenti, che comunque non formano alcuna frase di senso compiuto. Celentano dichiarò in una intervista di averne scritto il testo nonsense cantando su una melodia in loop da lui creata, e che il testo del brano rappresenterebbe nient’altro che “la ribellione alle convenzioni. Anche musicali”. Quando questa canzone venne pubblicata il rap non era ancora un genere musicale a tutti gli effetti, capace di reggersi sulle proprie gambe. Era ancora pura sperimentazione, e lo è anche questo brano di Celentano che, tra l’altro, anticipò l’improvvisazione su una base prestabilita, grande componente del rap come lo conosciamo noi oggi. Inoltre, il messaggio che sta dietro a questo testo senza senso è quello dell’incomunicabilità, quello della ribellione nei confronti di regole imposte, anche in ambito musicale, il che non è poi tanto diverso da alcuni dei temi portati in auge dai rapper solo qualche anno più tardi. Si tratta insomma di un brano che forse non può essere assimilabile al rap moderno da un punto di vista estetico ma lo è indubbiamente sia dal lato tecnico, che da un punto di vista concettuale e dei contenuti che vuole veicolare.
 
Articolo a cura di Domenico Scala!

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