EMI LO ZIO: “TORNERO’ QUANDO TORNANO I DOGO”

Volevo chiederti di parlarci del tuo rapporto speciale con Gué e se volevi svelarci qualche particolare aneddoto della vostra infanzia!

– Io e Gué ci conosciamo dalle scuole elementari che abbiamo fatto insieme e da quel momento non ci siamo mai più persi di vista. Siamo fratelli da allora sia sulla strada che sul lavoro. Io purtroppo mi sono fermato in 1° elementare perché volevo capirla meglio…

Mi ricordo ancora quando diventai un suo mito perché rubai la merenda a tutta la classe e le divisi con lui.

JAKE

– Ci siamo conosciuti a 11 anni, all’oratorio di Via San Vittore, lui aveva i capelli biondi, ricci fino al mento, io avevo i capelli ricci come Caparezza e un ascesso al dente. Dalla prima volta che lo vidi fu subito amore. Mi ricordo quando aveva lo scooter Honda SC, ci siamo saliti in 3 e arrivati sotto casa mia e nessuno ha messo giù il piede e il telaio si é spezzato in due.

DONJOE

Ci siamo conosciuti quando stavano registrando a Bovisio Masciago il loro primo disco. Un aneddoto divertente che mi viene in mente é quando abbiamo trovato un passaggio dopo una serata devastante al LILLA dopo aver bevuto tutto quello che c’era, siamo saliti in macchina di questi e dopo un po’ abbiamo capito che erano sconosciuti, io pensavo che erano sui amici e anche lui… Ci siamo fatti lasciare giù in piazzale Loreto.

 

Potresti descriverci un po’ il tuo ruolo e la tua importanza avuta all’interno dei Club Dogo?

– Sono sempre stato il loro anello di congiunzione tra loro e il resto del mondo, mi occupavo un po’ di tutto ma soprattutto della loro sicurezza e dei loro spostamenti.

 

Secondo te un giorno rivedremo mai i Club Dogo al completo su un palco? Oppure anche te ormai hai perso le speranze?

– Io ci credo molto, credo proprio che prima o poi ritorneranno a fare un concerto tutti insieme…

 

Raccontaci un poi la tua giornata di lavoro al seguito dei Dogo

Io andavo a prenderli tutti a casa oppure quando giravo solo con Gue’ andavo a prenderlo o a casa sua o in albergo. Poi da li andavamo in studio o a fare interviste, o a fare sound check per esibizioni la sera, rimanevo sempre con loro e mi mettevo a disposizione con i vari responsabili di settore per fare loro da tramite. Dopo aver finito li riportavo a casa.

 

Tempo fa ha fatto il giro del web un video in cui spingevi un fan che voleva frasi fare un autografo da Gué. Cosa è successo quel giorno e che visione hai del rapporto tra fan e artista.

Ci sono dei fan che sono veramente opprimenti, si fanno trovare ovunque e hanno sempre un atteggiamento strafottente. Con tanti fan dei dogo ci scriviamo tutt’ora e ho un forte legame, Questi sono ovviamente fan rispettosi di me del mio lavoro e di quello degli artisti. Ecco quel ragazzo era da un bel pezzo che aveva un atteggiamento sbagliato nei nostri confronti, ci seguiva e stava sempre in mezzo in situazioni comunque pericolose. Eravamo seduti a fare autografi e questo sputava sul vetro… uno schifo. Quando siamo usciti ci è venuto incontro e io per far passare Guè l’ho sicuramente spirito con troppa forza.

 

Qualche anno fa ti abbiamo visto anche in televisione con il programma “In forma con Emilozio”.

Come nasce l’idea di fare questa trasmissione e a tal proposito facendo una metafora quali rapper vedi più in forma attualmente nella scena?

Quando mi sono ammalato di diabete, sono stato in cura da un dottore del gruppo San Donato. Dopodiché ho conosciuto il presidente del gruppo che mi ha proposto questa serie che ho fatto per un paio d’anni. A parte la serie, ho fatto alcuni incontri nelle scuole e ho fatto da testimonial per l’ospedale per sensibilizzare i ragazzi contro l’obesità infantile. E’ stato un periodo in cui sicuramente mi sono messo in forma seguendo un alimentazione sana e movimento quotidiano, diciamo che queste due cose sono la chiave per una vita lunga e in forma. Cosa che ho perso un po’ di vista…

Ci sono tanti artisti in forma in questo periodo come Boro Boro, Sfera Ebbasta, Guè, Jake e Emis.

 

Cosa ne pensi pensi invece del ritorno di Jake a distanza di diversi anni con il disco “17“ con Emis Killa? Ti è piaciuto l’album? E cosa secondo te ha portato a questa lunga assenza?

Jake ha lavorato in altri settori sempre legati alla musica, ha fatto dei programmi radiofonici, si è occupato di seguire altri artisti. Poi ha fatto uscire l’album con Emis che è sempre stato un grande amico oltre che un grande rapper e hanno deciso di lavorare insieme per far uscire un album che ha spaccato pesantemente e che a me piace veramente tanto.

 

Nei mesi prima del lockdown ti abbiamo visto un po’ meno al seguito di Guè , c’è dietro qualche motivazione particolare? Dai prossimi tour i fans ti potranno rivedere di nuovo?

Guè stava lavorando al suo disco ai tempi e io ho cominciato a lavorare anche per altri artisti come Mahmood, poi ci sono state un po’ di divergenze lavorative e ho preferito pensare di allontanarmi dal mondo della musica anche per avvicinarmi alla mia famiglia che non vedevo praticamente mai. Per fortuna prima della diffusione del covid-19 stavo già lavorando  per una ditta di logistica che lavora per Amazon. In Teamwork  ho trovato un ambiente lavorativo che si addiceva sicuramente molto meglio alle mie esigenze di padre di famiglia e lì sono riuscito a crescere, imparando un lavoro che già conoscevo abbastanza bene. Non credo proprio che tornerò a lavorare nel mondo della musica, solo la Reunion dei CLUB DOGO mi potrà convincere eccezionalmente a tornare per poco nel ruolo di ROAD MANAGER.

 

Quale concerto dei Dogo ti è rimasto maggiormente impresso o comunque a cui sei più legato?

Il concerto più bello per me è stato il concerto che abbiamo fatto al Rolling Stone con i booster sul palco. Che spettacolo!

 

Grazie mille Emi, per noi è stato un onore poterti avere come ospite nel nostro magazine. Ti chiediamo per concludere di salutare e ringraziare chi ritieni più opportuno.

Mando un saluto a tutti Voi, a tutti gli artisti che conosco e alla mia famiglia

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