Quando giochi contro una squadra troppo più scarsa di te, a fine partita diventa logico parlare solo di note positive. Anche se la serata finisce di completare un’urna tremenda per la Juventus, che pur avendo vinto il proprio girone lunedì prossimo pescherà una rivale dal complicato (Porto) al tremendo (Real, Bayern, in parte City).
CERTEZZA RUGANI — Seconda partita consecutiva da titolare in Champions, primo gol nella competizione più importante. Il secondo in cinque giorni dopo quello all’Atalanta, sempre di testa. Il “futuro della difesa bianconera” ha ormai concluso l’apprendistato. Il suo linguaggio del corpo è cambiato: meno timido, più sicuro e disinvolto con la palla tra i piedi. La Dinamo non è esattamente il Barcellona, e nemmeno il Torino. Lui però si mostra sicuro in ogni intervento.
Daniele Rugani festeggia con Higuain dopo il gol del 2-0 definitivo. Ansa

Daniele Rugani festeggia con Higuain dopo il gol del 2-0 definitivo. Ansa

RIECCO HIGUAIN — Tra episodi, qualche errore e un infortunio non segnava dal 2 novembre, proprio in Champions (rigore col Lione). Il Pipita gioca una partita normale, inferiore a quella del compagno di reparto Mandzukic, con cui però mostra un’intesa sempre più efficace. Ma un campione come lui quando ha la palla buona non sbaglia due volte: in avvio di partita grazia Livakovic, nella ripresa lo punisce.
MARCHISIO ALTRA MUSICA — Rivedere il Principino a ottimi livelli era condizione necessaria affinché la manovra della Juve scorresse più liscia, più gradevole ed efficace allo stesso tempo. La condizione dopo il lungo infortunio inizia a diventare buona: così Marchisio torna al top in un momento importantissimo della stagione.
Credits: Gazzetta