IDEM, AVRO’ SEMPRE L’IMPRONTA DEL SUD ITALIA!

Ciao IDEM. Da qualche settimana è uscito il tuo nuovo singolo dal ritmo molto travolgente intitolato “Domani“. Ci puoi raccontare un po’ come nasce questo pezzo?
Questo pezzo nasce dalla voglia di continuare a raccontare le storie del sud Italia e di continuare ad esporre al pubblico il mio punto di vista, essendo un giovane emigrato al nord per realizzarsi e realizzare il proprio sogno. Redi mi ha mandato il beat di domani e quando ci ho iniziato a scrivere ho proprio sentito il bisogno di parlare di tutti quei ragazzi che aspettano fin troppo per realizzare qualcosa solo perchè vedono l’obbiettivo irrealizzabile.


Possiamo definirlo come una sorta di messaggio di fiducia verso te stesso e i ragazzi del sud?
Assolutamente, i ragazzi che mi ascoltano hanno molta fiducia in quello che sto facendo e in quello che sto raccontando, li fanno sentire parte di un qualcosa, un progetto che non riguarda solo me bensì tutti i ragazzi che più o meno hanno la mia storia alle spalle o la stanno ancora vivendo.


Da qualche mese è uscito anche un altro tuo singolo e stiamo parlando di “Ragazzi Fuori”. Cosa hai intenzione di trasmettere attraverso questo pezzo?

Ciò che voglio trasmettere è crederci sempre. Io ho vissuto situazioni molto particolari che mi hanno portato lontano dalla mia famiglia, lontano dai miei amici e da tutte le cose più care che avevo, ma tutt’ora non ho mai smesso di credere in quello che faccio. Ovviamente il mio riferimento va sempre ai ragazzi del sud perché per ovvi motivi sono vicino a loro, ma vorrei che questo messaggio arrivassi a tutti i ragazzi che hanno un sogno nelle tasche.


Nella canzone dici: “Fuori di casa da quando ne ho 19. Ho preso dei treni per fare lavori che farei solo altrove”. Cosa ti ha portato quindi a prendere questa decisione probabilmente sofferta di lasciare la tua Puglia e per quale motivo secondo te nel Sud Italia i giovani fanno ancora un po’ fatica ad emergere?
Purtroppo ciò che mi ha portato a scegliere di andare via dalla Puglia è uno dei motivi più diffusi tra le argomentazioni dei ragazzi del sud Italia, ovvero l’assenza di lavoro. Per inseguire il sogno della musica ho cambiato due città, prima Milano poi Parma, ho fatto lavori dove sono stato sfruttato e sottopagato, fino a trovare un lavoro che mi permettesse una stabilità economica decente, ma tutto ciò che ho fatto dal giorno che ho lasciato la mia Puglia ad oggi è solo un gradino in più che faccio per arrivare al mio obbiettivo. I giovani purtroppo si sentono costretti ad andare via perché non vedono nulla che possa aiutarli, e vanno via quando sono al punto di rottura tra le loro emozioni e le loro ambizioni spingendosi in posti che, a detta della propria mentalità, possano offrire di più per loro, so bene come ci si sente in quella situazione e so per certo che migliaia di ragazzi hanno provato queste sensazioni lasciando la propria casa.


La produzione è stata curata dal tuo ormai fidato compagno di viaggio Redi. Come nasce l’idea di fare un pezzo con queste sonorità un po’ reggaeton ed eventualmente pensi di riproporle anche in futuro?
Quando io e Redi siamo in studio è difficile spiegare quella magia che sia crea, nei testi scrivo tutto quello che mi sento in quel momento, la voglia di farcela e di dare voce a chi come me sta provando ad arrivare a qualcosa. Le sonorità scelte da Redi sono spesso composte in base al suo mood della giornata e al mio, quindi passiamo da contaminazioni Deep house/reggaeton come al pianoforte e voce, quello che conta per me e per Redi e il messaggio che vogliamo arrivi per ogni canzone.


Questo singolo possiamo considerarlo un progetto a sé stante? Oppure lo inserirai in un tuo possibile album ufficiale? 
Stiamo lavorando al nostro nuovo album, “Ragazzi fuori” probabilmente sarà inserito all’interno del progetto assieme ad altri inediti che non vediamo l’ora che diventino della gente, perché vogliamo che li sentano loro tanto quanto li sentiamo nostri.


Perché hai deciso di chiamarti IDEM? Ci potresti svelare qualche aneddoto su questo tuo nome d’arte? 
“IDEM” dal latino “la stessa cosa” l’ho scelto perché essendo nato al sud Italia, avendo visto la povertà della gente e il poco con cui riesce a vivere ho sempre visto la stessa realtà, in loop tutti i giorni per 19 anni della mia vita, il che mi ha segnato particolarmente tanto da arrivare a pensare che se un giorno dovessi farcela tutto questo dentro di me non cambierà mai, avrò sempre questa impronta del sud italia, questo modo di vederlo che mi ha fatto crescere in fretta e capire che bisogna fare qualcosa, ed io provo a farlo con la mia voce.


A soli 16 anni sei salito sul palco del Primo Maggio. Che esperienza è stata per te e come hai gestito questa tua esplosione piuttosto precoce? 
Esperienza assurda, e provarla a soli 16 anni mi ha fatto subito aprire ancora di più gli occhi su quello che voglio diventare, ricordo che c’erano più o meno 180.000 persone, ed io piccolino in quel palco enorme guardavo la gente che non finiva mai, la cosa che mi rende più fiero è che l’unica canzone che cantai fu “Terra mia” con fido Guido (artista Tarantino) che è una canzone di protesta contro l’Ilva di Taranto che ogni anno ammazza migliaia di persone, che è ciò per cui Taranto combatte da anni.


Ti chiediamo di fare una top 5 dei tuoi rapper italiani preferiti. E chi tra questi ti ha dato maggiore ispirazione per iniziare a fare musica? 
Li metto non rispettando una classifica, ma sono sicuramente quelli che mi hanno lasciato qualcosa che ancora porto con me. Emis Killa, Mezzosangue, Fabri fibra, salmo e Madame che ad oggi è sicuramente una dei miei artisti preferiti sia per stile che per contenuti. Quello che mi ha dato più ispirazione è stato Emis, l’ho scoperto nel 2011 con “Sono cazzi miei” e da lì la cosa che lo ha sempre contraddistinto e che ancora oggi è una delle mie chiavi è la fame che ha di volere qualcosa e arrivare ai propri obbiettivi.


Ti ringraziamo per la disponibilità per questa intervista e ti invitiamo a concludere salutando chi più ritieni opportuno.
Ringrazio voi per l’opportunità concessa sperando che presto possa portare la voce della mia terra in tutta l’Italia. Saluto i miei amici e la mia famiglia che non vedo da un po’, sud Italia in tutta Italia💙🇮🇹 

Intervista a cura di Giovanni Paciotta!