Valerio Nazo & Rocco Hunt

Benvenuti su Exclusive Magazine, quest’oggi avremo il piacere di scambiare due chiacchiere con Valerio Nazo. Dopo 10 anni trascorsi spalla a spalla con Rocco Hunt, ecco “Rivoluzione”, il nuovo progetto prodotto e curato da te nei minimi dettagli.

Il vostro album sta riscontrando un notevole successo, dopo una settimana era già al primo posto tra gli album più venduti in Italia, vi aspettavate tutto questo successo?
 
V: In verità no, eravamo consapevoli che l’album fosse abbastanza Rap e di conseguenza molto distante dalle ultime uscite di Rocco. Stare qui insieme dopo tutti questi anni per noi rappresenta una gioia ancora più grande, abbiamo iniziato a lavorare insieme quando tutto questo era solo un sogno. 
 
Tornando indietro nel tempo, in quale momento del percorso hai realizzato che c’è la stavi facendo, che finalmente stavi riuscendo “a fare rumore” citando le parole di Lele Adani nell’intro “Nel percorso”?
 
V: In realtà devo ancora capirlo, sono sempre in continua evoluzione e penso di poter fare sempre meglio, questa la considero una forza che mi spinge ad andare avanti con costanza e determinazione. Mi godo il paesaggio del viaggio non penso a dove arriverò, mi ricordo solo da dove sono partito.
 
Qual’è il brano che ti è rimasto più impresso musicalmente parlando di quelli che hai prodotto tu in questi anni? 
 
V: Ti direi “L’urdemo vase” dell’ultimo album, è un brano a cui tengo particolarmente sia per quello che ha scritto Rocco e sia per l’arrangiamento fatto con membri della nostra band con cui collaboro per le produzioni, come ad esempio i fratelli Brugnano. 
 
Quindi sappiamo che la tua traccia preferita dell’album è “L’urdemo vase”. In esclusiva per Exclusive Magazine ci indicheresti all’interno di “Rivoluzione” la traccia preferita di Rocco Hunt? 
 
V: Ci sono molte tracce a cui Rocco è legato, ad ognuna in maniera differente. Solitamente le sue tracce preferite sono quelle che chiude per ultimo, poiché hanno quella freschezza di scrittura che le contraddistingue. 
 
Si percepisce ascoltando le diverse sonorità, quanto sia stato importante questo percorso iniziato con RH, che ha portato entrambi ad avvertire quel bisogno di iniziare una “Rivoluzione”. Cosa rappresenta per te questo progetto? 
 
V: Questo progetto per me è molto importante, sono stato molto presente nella realizzazione di questo progetto in vari aspetti. Io e Rocco abbiamo letteralmente vissuto quest’album, realizzare un progetto non vuol dire solo realizzare il beat e scrivere la strofa, c’è molto altro.
 
Viviamo in un periodo dove le correnti musicali continuano a variare costantemente, essere sempre più innovativi è fondamentale. Quali sono state le tue fonti d’ispirazione per cercare di differenziarti attraverso i sound di “Rivoluzione”? 
 
V: L’innovazione che mi ha differenziato dagli altri progetti realizzati fino ad ora riguarda principalmente l’aver collaborato con molti musicisti. Non nascondo che vorrei approfondire questa nuova visione più musicale della produzione. 
 
Nella traccia omonima dell’album, Rocco Hunt dice che bastarebbe “na pistola ‘e parole” per poter cambiare qualcosa, per iniziare una rivoluzione, parola che può assumere molteplici significati a seconda del contesto. Tu che significato attribuisci alla parola “Rivoluzione”? 
 
V: Per me la parola Rivoluzione rappresenta un cambio radicale, una svolta totale, un ribellarmi ad un qualcosa che non va bene, che può essere uno stato d’animo personale o ciò che mi circonda. Inoltre può rappresentare anche una fuga da quella linea piatta all’interno della quale a volte cadiamo. Il bello di questa parola è che gli si possono attribuire diversi significati, io in questo momento la vedo per lo più una rivoluzione personale, sopratutto dopo il periodo storico che abbiamo vissuto. 
 
Sono solito fare questa domanda ai cantanti, questa volta avrò la fortuna di poterla fare ad un producer. Cosa consiglieresti ad un produttore emergente?
 
V: Consiglio di non perdere mai costanza e determinazione, prima di un lavoro deve essere una vera e propria passione che ti deve condurre ad una soddisfazione personale. Bisogna dedicare giornalmente del tempo utile per studiare e restare aggiornati al fine di innovarsi giorno dopo giorno. 
 
Secondo te che fine farà il freestyle in Italia?
 
V: Parlo da persona che è partita con le battle freestyle, purtoppo mi rendo conto che il mondo dei freestyle è cambiato totalmente, principalmente sono cambiati i motivi per i quali gli artisti iniziano a fare musica. Prima chi iniziava ad approcciarsi al mondo della musica era spinto dalla passione per essa, oggi si fa musica anche per moda. Comunque in Italia c’è chi prova ancora a mantenere il freestyle vivo, con tutte le difficoltà annesse e concesse.
 
Concludendo ti invito a salutare i nostri attenti lettori e ti pongo un’ultima domanda, noi di Exclusive Magazine siamo curiosi di capire il punto di vista di un producer sulle riapertura dei concerti. Quanto vi mancava tutto questo? 
 
V: Ci manca ancora tantissimo, le poche apparizioni che abbiamo fatto sono state solo un assaggio di quello che in realtà faremo. Abbiamo date live sold out da molto tempo se consideriamo il tour di “Libertà” interrotto a causa della pandemia, ovviamente noi non vediamo l’ora di tornare perché ci mancano tutte quelle emozioni che vivi solo stando su di un palco. Un saluto a tutti i lettori di Exclusive Magazine.
 
Articolo a cura di Niky Fabiano!