Francesco Da Vinci

Benvenuti ad una nuova intervista su Exclusive magazine! Ringraziamo fin da subito Francesco Da Vinci per la disponibilità.

Il tuo nuovo singolo è “Te arrubat o’core”, un pezzo decisamente accattivante. Cosa puoi dirci a riguardo?

“Il brano è nato due anni fa, ed è stato tenuto chiuso in un cassetto. Ho scritto molti brani durante questa pandemia, ma “Te arrubat o’core” non poteva più aspettare, era il momento di pubblicarlo.”

 

Puoi svelarci qualche retroscena di questa collaborazione con Joka e Nessuno?

“Joka è un talento del mio territorio, e appartiene alla mia nuova etichetta discografica, “The Code”, che è appena nata in collaborazione con “Visory” e con “Stardust”. Nessuno è invece un artista di Visory, che ha lavorato ad una strofa del brano quest’estate. Da lì è nata questa collaborazione, un po’ a distanza.”

 

“Te arrubat o’core” è un brano che racconta le sfumature di un amore tormentato, tema ormai costante nelle tue canzoni; ma quanto c’è di personale in questa traccia?

“Il tormento fa parte della mia personalità. Il brano è legato anche a questioni del passato, che nelle canzoni comunque porto sempre. Nella maggior parte dei brani mi racconto appunto in quegli amori tormentati. Perché diciamoci la verità, chi è che non soffre per amore?

 

A chi è rivolta la tua musica?

“Spesso si cerca di attirare le persone tramite una canzone bella o per un argomento in particolare. Io cerco di far avvicinare il pubblico alla mia musica tramite la mia voce. Mi definisco la voce che canta l’amore.”

 

Dopo questo singolo è prevista qualche altra uscita? A quando un album?

“Sono previste alcune uscite che precederanno l’album, che è previsto per il prossimo anno, spero non oltre la primavera. Sarà qualcosa del tutto nuovo rispetto al passato e a quello a cui il mio pubblico è abituato; adesso sono molto più proiettato sulla melodia, punto molto sulla mia città e sul dialetto. Sto collaborando con autori che sono una garanzia: Vincenzo D’Agostino, Luca Barbato. Naturalmente del mio nuovo progetto fanno parte anche i tre producers che ho scritturato per The Code, che sono Ryaan, Rvsh e Francesco Cammarota. Mescoleremo il passato con il presente, uniremo l’urban con la melodia.”

 

Molti ti ritengono un artista completo; tra le altre cose sei stato protagonista di un musical e di uno spettacolo teatrale, hai recitato in “Gomorra – La serie”, firmandone anche due brani, e hai partecipato all’ultima edizione di “The voice of Italy”. Quanto, e in che modo, credi che queste esperienze ti abbiano arricchito da un punto di vista sia personale che professionale?

“Queste esperienze mi hanno arricchito tantissimo. Vivere sul campo un qualsiasi tipo di esperienza è un punto di formazione. Cinema, teatro e televisione mi hanno dato tanto e dopo questo periodo di difficoltà mi hanno ricordato che in certi momenti della vita forse è meglio evitare di riprendere ciò che è stato lasciato. Per quanto mi riguarda bisogna costruire qualcosa di nuovo, il mio primo obiettivo è questo. Ma ho già disseminato qualche indizio in uno dei miei ultimi singoli, che è Comme vulesse sape’.”

 

Essere figlio e nipote d’arte quanto ti ha condizionato in positivo? E quanto invece in negativo?

“Non c’è cosa più bella di far parte di una famiglia di artisti. Per me la musica non è un hobby, non è svago; sono nato, cresciuto e ho vissuto nella musica e per la musica. Credo sia la cosa più bella che esista, però lotto continuamente contro il pregiudizio. Chi è figlio/nipote d’arte deve sempre dimostrare il doppio rispetto agli altri, bisogna confrontarsi sempre con aspettative altissime, ed è un peso non indifferente da sopportare, anche se ormai ci sto facendo il callo. Anche l’esperienza a “The voice” inizialmente è stata complicata, perché molti ritenevano fossi il solito raccomandato, ma sta sempre all’artista far percepire della verità in ciò che si propone.

 

A “The Voice” eri nella squadra di Guè Pequeno. In che rapporti siete rimasti?

“Siamo in ottimi rapporti. Guè è un’istituzione del rap italiano ed è un grande maestro per me. Preferisco chiamarlo con il suo vero nome, Cosimo, perché era lì a darmi consigli le prime volte in cui ho avuto a che fare con le multinazionali. Mi dispiace soltanto sia rimasto in sospeso quel featuring che avevamo programmato, e che per ora non è andato ancora in porto. Quindi Cosimo, questo è un appello da parte mia per te: spero che un giorno riuscirò ad averti in una mia traccia. Sarebbe una bellissima soddisfazione per la mia carriera.”

 

Quali sono i tuoi progetti a breve e a lungo termine?

“Dal 2 Dicembre sarò al Teatro Cilea con il musical “La fabbrica dei sogni”, con mio papà Sal Da Vinci, con Fatima Trotta, Ciro Villano e tanti altri artisti. Il musical è prodotto da “Tunnel production” e “Cose production” e torna a teatro dopo il periodo di pausa forzata con una capienza finalmente al cento per cento. Spero inoltre di riuscire a rilasciare il mese prossimo il primo singolo estratto dall’album, che dovrebbe invece uscire in primavera.”

 

Ringraziamo Francesco Da Vinci per aver risposto alle nostre domande! Per concludere questa nostra breve chiacchierata ti invitiamo a salutare e ringraziare chi vuoi.

“Ringrazio voi di Exclusive Magazine per questa splendida intervista, ringrazio i vostri lettori e tutti i miei fan. Un abbraccio a tutti, a presto!”

 

Intervista a cura di Domenico Scala!