Rizzo

Benvenuta a questa nostra chiacchierata insieme, ti ringraziamo fin da ora per il tempo che ci dedicherai. Vorremo partire dal nome che, noi ben informati, sappiamo che non si discosta di troppo da ciò che ti rappresenta nella vita di tutti i giorni. Come mai questa scelta? 

Ciao! Grazie a voi per questa opportunità! Per quanto riguarda la scelta del mio cognome come nome d’arte è stata molto spontanea. Non volevo inventare un nome d’arte che non mi appartenesse. Per gli amici, a scuola, sono sempre stata Rizzo e ogni volta che provavo a immaginare un nome diverso da questo non arrivavo a nessuna conclusione che mi soddisfacesse. Perlomeno ho sicuramente reso felice mio padre con questa scelta.

 

Da poco è uscito “Spaccherei”, il tuo nuovo brano. Cosa rappresenta per te e cosa speri che trasmetta al pubblico che ascolta?

Spaccherei per me rappresenta l’inizio di un nuovo capito, musicale e non. Dopo Spaccherei sono diventata più sicura riguardo il mood che volevo dare alla mia musica e sulla scia che volevo seguire. Spero che agli ascoltatori trasmetta tante emozioni, che anche solo ascoltarla possa essere una valvola di sfogo in un momento difficile, così come è stato per me quando l’ho scritta.

 

“Solo un testo nella testa che mi frulla e fa cosi e na na na”. Come tradurresti quei “na na na” se fossi obbligata?

In realtà quando dico “solo un testo nella testa che mi frulla e fa così” mi riferisco a tutto il resto del testo, a tutte le parole che ho utilizzato per scriverla, il “na na na” era solo un abbellimento, ma in fondo la musica è anche libera interpretazione, quindi lascio che ognuno la interpreti come meglio crede.

 

Se ti diciamo “Hateful ” tu ci rispondi…? 

Se mi dite “Hateful” io rispondo “chiave”, perché per me Hateful è stata la vera e propria chiave che cercavo da un po’ di tempo e che mi serviva per aprire nuove porte. Ho ancora tante chiavi da trovare ma questa resterà sicuramente tra le più importanti e fondamentali per la mia crescita artistica.

 

C’è un momento preciso nel quale ricordi che la musica è diventata parte imprescindibile del tuo essere? 

 La musica è sempre stata importante per me. È sempre stato il mio posto sicuro, una parte imprescindibile del mio essere. Anche quando andavo a scuola, per esempio, pur andando bene non mi sentivo mai abbastanza, sembrava esserci sempre qualcuno più bravo di me. Con la musica, invece, mi sono sempre sentita forte, non ho mai avuto niente o nessuno da temere, perché so che questa è la strada che voglio percorrere nonostante le mille difficoltà, e al contrario di ogni altra, questa la percorrerei a prescindere con il sorriso perché è ciò che amo fare.

 

Prendendo spunto dal ritornello di “Mai più”, dove troviamo il tuo feat con Not Good ed Emis Killa…a cosa ti viene da dire “ho pensato mai più”? 

Ho pensato che non ascolterò mai più i giudizi o peggio i pregiudizi delle persone. Credo sia giusto fare di testa mia, seguire il mio istinto.

 

A distanza di tempo manda un messaggio ai tuoi brani “Nagano” e “Unaltropo’” raccontando loro come ti hanno aiutato nel tuo percorso musicale. 

 “Cari brani miei, siete sicuramente stati utili per la mia crescita musicale, ma forse avrei preferito tenervi solo per me, siccome a distanza di tempo non vi apprezzo più come una volta! Ma va bene così, non rinneghiamo il passato. Vi ascolto ancora. Con affetto, Alessandra.”

 

Domanda extramusicale: quale è quella cosa, oltre alla musica, della quale non puoi fare a meno? 

Una cosa di cui non potrei mai fare a meno oltre la musica è l’amore. Amore in senso generico: per la mia famiglia in primis, per i miei amici, per la persona che ho accanto. Sono innamorata dell’amore e non me ne vergogno, se trasmetti amore verso ogni cosa, piano piano smetterai di odiare inutilmente e vedrai tutto più colorato.

 

Ti ringraziamo nuovamente per il tempo che ci hai dedicato, per concludere ti invitiamo a salutare e a ringraziare chi vuoi salutare e ringraziare. Alla prossima!

Grazie a voi! Ci tengo a salutare Marco, il mio produttore, e a ringraziarlo perché il nostro rapporto va oltre la musica, è diventato un fratello per me e sono sicura che questo si percepirà anche nelle nostre canzoni, siamo una cosa sola. E soprattutto ci tengo a salutare Zanna ed Emis.

Intervista a cura di Jean Denis Marchiori!