VOGA, LA VOGLIA DI RACCONTARE LA NOSTRA NAPOLI!

Chi si cela dietro i Voga?

Dietro i Voga ci sono Enrico e Lorenzo, due ragazzi di 22 anni di Napoli.

Siamo diversi in molte cose, dal background al carattere, dall’altezza al colore dei capelli eppure ci compensiamo su ogni cosa ed è stata da sempre un po’ la nostra forza.

Parlare solo di noi però sarebbe riduttivo, nel progetto Voga ci sono tante persone che ci seguono in ogni lavoro e contribuiscono al progetto da un punto di vista artistico, estetico e progettuale sin dall’inizio e continueremo a lavorare come una squadra.

Abbiamo una vera famiglia intorno.

 

Com’è nata la collaborazione con Yung Snapp ed MV Killa?

La collaborazione è nata in modo del tutto naturale e spontanea dal rapporto di stima ed amicizia che c’è sempre stato tra di noi.

I ragazzi hanno una visione molto particolare e personale della musica e l’attenzione ricevuta dopo il loro ultimo progetto è il risultato del grande lavoro che hanno fatto.

Credevamo che “MIRANAPOLI !” potesse essere il pezzo perfetto per collaborare e che potessero aggiungere un grosso valore al brano, e così è stato.

I nostri progetti, se pur diversi, si fondono molto bene e la sintonia in studio ci ha permesso di ultimare e chiudere il brano in soli due giorni.

 

Testo fuori dalla routine, da cosa nasce quest’idea così particolare?

In realtà è nato tutto un po’ per gioco, senza pensarci troppo. Una prima bozza del brano risale a Gennaio di quest’anno, eravamo in studio con Marco Drast degli PSICOLOGI e decidemmo di fare una canzone su un certo stereotipo di ragazza che durante la settimana frequenta “l’élite della Napoli bene” e che nel weekend balla sui tavoli dei locali che frequentano tutti. Alla fine la collaborazione non si è fatta poiché non sono riuscite a combaciare un paio di cose organizzative però chi lo sa, forse la pubblicheremo prima o poi!

 

Il testo parla di molti posti di Napoli, quale senti più tuo?

La scelta di citare molti locali e luoghi noti a Napoli nasce dal fatto che, per un motivo o per un altro, sono posti che abbiamo frequentato o frequentiamo spesso e che sentiamo nostri.

Il Miranapoli è probabilmente uno dei bar più belli della città poiché la vista che c’è li su Posillipo è unica, l’Arenile è una delle discoteche che abbiamo frequentato di più così come il Duel. Quest’ultimo in più ci ha visto sul palco insieme ai ragazzi degli PSICOLOGI l’anno scorso e ci ha fatto conoscere Ciccio, manager nonché la persona che più di tutte ci ha aiutato sin dall’inizio del nostro percorso musicale.

 

Come immagini di ascoltare il brano e dove?

Probabilmente da un grosso impianto ad un party, ma anche in un locale o in macchina. Diciamo che il fattore comune è la presenza di molte persone, amici. Il brano ha una certa vivacità e soprattutto in questo momento storico è bello immaginare persone che ballano o cantano il brano in compagnia divertendosi.

 

Progetti futuri?

Con “MIRANAPOLI !” abbiamo dato il via al nostro percorso musicale insieme a Fenix Music e The Orchard. L’anno scorso come tutti abbiamo passato molto tempo in casa e l’abbiamo sfruttato per trovare la chiave più giusta per il nostro progetto e crediamo di averla trovata. L’obiettivo è quello di pubblicare tanta musica e alzare sempre l’asticella musicalmente ed esteticamente.

 

Consiglio per i giovani che vogliono fare musica?

Evitando i discorsi motivazionali che suonerebbero ridondanti, il consiglio che ci sentiamo di dare a chi sceglie di fare musica oggi è di prendere coscienza di cosa si vuole fare e come, trovando il proprio posto nel mondo in questo senso. Non avere paura di osare, ne avere fretta di uscire. Guardare nel resto del mondo come si evolve la musica, allargare gli ascolti.

Noi ad esempio abbiamo passato almeno un anno e mezzo al lavoro e centinaia di canzoni buttate prima di essere soddisfatti minimamente di ciò che stavamo facendo e ad oggi ringraziamo la pazienza avuta nel non aver pubblicato cose di cui ci saremmo pentiti oggi.

Per il resto la musica è di tutti ed ognuno la vive come meglio crede per cui non è mai un errore.

Intervista a cura di Antonio Borzacchiello!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *