Mattak

Benvenuto Mattak a questa nostra chiacchierata insieme ti ringraziamo fin da ora per il tempo che ci dedicherai per rispondere alle nostre domande. Come prima domanda vorremo sapere se e in cosa Mattak è diverso da Mattia e viceversa!

 Ciao raga, grazie a voi!
C’è da dire che io non ho mai vissuto una forte divisione tra i due. “Mattak” è sempre stato il mio soprannome, sono sempre stato io.
Mattak è forse la mia parte più coraggiosa ed incazzata col mondo e che ha trovato in Mattia qualcosa di buono.
 
 
È finalmente uscito “Riproduzione vietata” il tuo  album d’esordio, cosa rappresenta per te questo disco?
 
è il frutto di anni di studio e lavoro. Questo disco è stato la mia vita per molto tempo, ci tengo come se fosse un figlio ed ho curato qualsiasi dettaglio in modo maniacale.
Avevo bisogno di un mio progetto ufficiale e sono felice perché è uscito anche meglio di come lo avevo in testa.
Quest’album rappresenta un punto di arrivo e contemporaneamente un punto di partenza per la mia carriera.
 
 
Poco prima dell’ uscita del cd sei stato ospite a “Real talk” e poco dopo l’uscita è uscita in esclusiva su “trap take” la tua esibizione, cos’altro dobbiamo aspettarci nel futuro prossimo?
 
 Ho in cantiere diverse cose, ma non posso ancora spoilerare niente.
 
Il tuo rap intriso di giochi metrici  si discosta da sempre dai meccanismi  che il mercato musicale odierno porta in trend, la domanda che vogliamo porti dopo questa anticamera alla stessa è la seguente : il mondo degli ascoltatori è pronta a tornare al rap dove le parole hanno più valore del resto? 
 
 Purtroppo non so risponderti con certezza e credimi lo vorrei… ma ho la sensazione che la “trap” abbia un po’ stufato e che la gente cerchi qualcosa di più impegnato.
Anche il fatto che ultimamente grossi esponenti della scena siano un po’ tornati al classic boom bap mi fa ben sperare in un ritorno dove trap e rap possono coesistere nel mercato musicale, senza che il pubblico ripudi uno piuttosto che l’altro.
 
 
 
Prendendo ispirazione dal titolo di uno dei brani “Capitan Ametrica” vorremo chiederti di dare un nome da supereroe a ogni feat presente nel cd spiegando il perché di queste scelte!
 
 Wiser Keegan è chiaramente Iron Man, ironico perché fa pisciare dal ridere ma se vuole ti rompe il culo senza problemi.
Quel simpaticone di Sinister Jerry è palesemente Joker, malato, imprevedibile, disturbato. Ma potrebbe anche essere benissimo Venom.
Funky Nano è OVVIAMENTE Deadpool, perché è un coglione hahahahahahahahaha ti amo fratello.
E1S… forse Superman? Mi da delle good vibes di questo tipo. Pacato, umile, fortissimo.
ZZ è Batman. Sempre un po’ nascosto nell’ombra ma quando arriva lo senti eccome.
Marteena è un mix tra Harley Queen (perché è sgravata pazza in culo) e la donna invisibile, perché non si vede quasi mai in giro ma quando si fa vedere poi so’ cazzi.
Murubutu mi trasmette la saggezza del dottor Xavier degli X-men.
E in Swiss Side Squad…c’è bisogno che lo dico?
 
Nonostante i digital store abbiano cambiato il modo di fruire della musica vi sono ancora persone affezionate al supporto fisico che si chiedono se vi sarà o meno la stampa di CD fisici e soprattutto di vinili, che rispondi a questi tuoi fan?
 
 Rispondo che ci saranno e ci stiamo lavorando. Purtroppo soprattutto per i vinili, i tempi di attesa sono molto lunghi.
Spero di avere in mano sia CD che vinili quanto prima.
 
In “cibo capolavoro” ci dici “sono schiavo del perfezionismo”, quando questo è un pregio e quando lo hai vissuto come un difetto!
 
 Il perfezionismo è sicuramente un pregio a lavoro finito perché ti porta a produrre qualcosa che, per bisogno personale, deve avvicinarsi per forza alla “perfezione”.
D’altro canto: la paura di commettere errori, paragonare il valore di quello che fai a quello che sei, pensare di non avere un vero talento ma di aver avuto solo una gran fortuna, sono tutte cose che portano a una paralisi ed una paura di fallire.
Io sono stato fermo per diverso tempo proprio perché avevo in testa tutte queste cose.
Ora ci sto lottando ma va molto meglio di una volta, anche perché sennò probabilmente il disco non sarebbe mai uscito.
 
Vivere nella Svizzera italiana e avere questa doppia cittadinanza musicale ti ha mai portato a “crisi d’identità” musicali?
 
 Direi di no, non mi sono mai basato sul suono locale, anche perché non c’è un suono locale.
Mi ispiro molto al rap francese quindi non ho mai avuto problemi di questo tipo.
 
Domanda extra musicale ma non troppo visto i tuoi riferimenti nei testi : diventi il tuo psicanalista e puoi darti tre consigli che sei certo che potranno aiutarti al 100%, cosa ti dici?
 
 1. Non rimandare le cose, distruggono la tua personalità ogni volta di più.
 2. Abituati a piacerti, quando ti piaci la gente lo percepisce.
 3. Fai scelte, il non farle è comunque una scelta ed è la più deleteria perché scappi da te stesso.
 
Per concludere questa nostra chiacchierata insieme vogliamo invitarti a salutare e ringraziare chi vuoi salutare e ringraziare. Grazie nuovamente del tuo tempo dedicatoci, alla prossima!
 
Grazie mille, mi ha fatto piacere rispondere e sono felice che non fossero le solite domande “scontate” che puoi trovare in una normale intervista.
Alla prossima!
 
Intervista a cura di Jean Denis Marchiori!