Dashiki e Dada

 

Benvenuto a questa nostra intervista, grazie per la disponibilità. Partiamo subito con la nostra domanda di rito, chi si cela dietro Dashiki?

DASHIKI: Chiunque. Io, tu, loro. Dashiki è uno, nessuno e centomila. Più che qualcuno è un’intuizione artistica, che non necessita di un volto.

 

Venerdi 02 luglio è uscito “Gianna oh” in collaborazione con la cantautrice Dada’. Come nasce questa collaborazione?

DASHIKI: Mi sono imbattuto nella sua musica online e ho deciso di contattarla per conoscere meglio lei e il suo mondo, ne sono rimasto affascinato. Lei mi ha fatto ascoltare “Gianna Oh”, che mi ha completamente rapito, per questo abbiamo deciso di lavorarci insieme. È stato fantastico.

 

Testo in dialetto arcaico napoletano, come nasce questa idea così particolare e ricercata.

DADA’: Come nascono le idee, in maniera totalmente naturale ed estemporanea. Sono cresciuta nel centro storico napoletano e ho sempre parlato il napoletano verace, quello autentico, quello della mia bisnonna. Penso, sogno e mi esprimo nella mia lingua madre, che è sicuramente il napoletano. E poi ha sfumature sonore e concettuali totalmente alternative, internazionali.

 

Il testo racchiude un racconto, quale?

DADA’: Il testo racchiude due racconti principali, che si fondono in una facciata sonora ipnotica. C’è un primo racconto in superficie che si costruisce intorno alla passeggiata in un mercato di una donna tanto bella e sensuale da confondere i commercianti, che a un certo punto smettono di contrattare sui propri prodotti e si perdono nella meraviglia di quell’irruzione felina tra le strade popolari. E poi c’è una narrazione più intima e profonda, in cui quella passeggiata si trasforma in una ricerca fiera dell’identità personale, in un mercato che non è più alimentare, ma diventa mercato delle possibilità, da cui poter attingere, nelle quantità desiderate e in base a proprio gusto, gli “ingredienti” per comporre le proprie esperienze.

 

Se pensi a un luogo così pittoresco, quale zona o città immagini?

DADA’: Per me non c’è luogo più pittoresco della nostra anima, immagino tutto quello che mi ribolle dentro come persona e come artista. Il mercato ce l’ho nel petto e tra le idee e con questo brano ho voluto, insieme a Dashiki, spingere l’ascoltatore ad affacciarsi tra i dettagli inediti delle esperienze sensoriali, ad esempio la sessualità, libera e diversa.

 

La musica è il sogno di molti ragazzi e non solo, cosa consiglieresti a loro?

DASHIKI: La musica è rituale naturale, rituale del mondo e dell’anima, da sempre. Consiglierei solo di essere curiosi, affamati e di crederci, ma costruendosi realmente un percorso, studiando, procedendo per prove ed errori, immaginando. 

 

DADA’: La musica è un sogno meraviglioso, indubbiamente espressione naturale dell’esistenza, dal canto degli uccellini al rumore percussivo e regolare di una locomotiva. La musica è nell’indole di chiunque. Fare musica è diverso, è un lavoro impegnativo, fatto di preparazione, studio, esplorazione, coraggio, costanza, inventiva, sacrificio, ricerca perpetua. Consigli non mi piace darne, al massimo credo che la chiave per affiorare con una propria personalità artistica, soprattutto oggi, sia scavare per bene e senza remore ovunque, sperimentarsi e intrecciare i propri limiti e i propri talenti, facendone un bellissimo e personale universo.

 

Collaborazioni e progetti futuri?

DASHIKI: Per ora vi lascio un piccolo spoiler: a breve ci saranno dei remix di “Gianna Oh” in collaborazione con alcuni dj e producer africani nel tentativo artistico di allungare la “camminata ipnotica” di Gianna dal sud Italia al sud del mondo. 

 

DADA’: Sicuramente qualcosa ci sarà, nell’interazione con l’altro scopro sempre nuove Me, e collaborare musicalmente vuol dire, per me, darsi la possibilità di realizzare un qualcosa che forse non avresti mai realizzato sfruttando il tuo unico punto di vista, quindi ce ne saranno!

 

Ringraziandoti per il tempo che ci hai dedicato, ti chiediamo una dedica e un saluto per i nostri lettori.

DASHIKI: Ciao a tutti, ragazzi! Ascoltate “Gianna Oh” e non toglietevi mai la possibilità di essere chiunque voi sentite di essere.

 

DADA’: Sono io che vi ringrazio e sono molto contenta per questa chiacchierata così interessante, spero davvero che “Gianna Oh” possa prendervi per mano e catapultarvi in una passeggiata spericolata, sensuale e un po’ mistica.

Intervista a cura di Antonio Borzacchiello!