Vipra

Quanto ti rispecchi nel tuo nuovo album?

Direi abbastanza. L’ho scritto io, anche se ormai un anno fa. Oggi probabilmente sarebbe diverso, dato che sono diverso io, ma quando scrivo faccio una fotografia abbastanza fedele di come sono in quel momento.

 

Quali sono gli artisti dai quali hai preso maggiore ispirazione per la riuscita del tuo album?

Io mi ispiro a Guido Morselli, che venne criticato da una massa di idioti che si credevano intellettuali, e stanco di non vedersi pubblicato si ammazzò. Un anno dopo quelle stesse persone capirono la genialità della sua opera e ancora fanno a gara a citarlo.

 

Sembra che tu non ti senta mai nel posto giusto, questa cosa ti aiuta a scrivere?

Questa cosa non mi aiuta a vivere. Se chiunque nella mia stessa condizione dovesse dire “io preferisco stare male, non sentirmi mai appagato o amato o felice ma scrivere” sarebbe un bugiardo oltre che un cretino.

 

Hai delle aspettative alte riguardo l’uscita dell’album?

No. Penso farà la sua parabola e sparirà. Sono sicuro rimanga nel cuore di chi l’ha amato, e di chi ci ha lavorato. A livello di hype, io non sto simpatico a nessuno di quelli in grado di far diventare famosa la gente a comando.

 

È venuto fuori come te lo immaginavi all’inizio oppure hai dovuto cambiare alcune cose controvoglia?

È venuto come volevo io, ho avuto una squadra di persone eccezionali che ha sposato la mia visione, l’ha potenziata e mi ha aiutato a realizzarla. Chi mi avrebbe dovuto far cambiare qualcosa e perché?

 

Sei pronto per portare la tua musica anche dal vivo?

Sì, sono contento di suonare con i miei amici. Mi dispiace non essermi ancora liberato dell’ansia pre-live ma alla fine fa parte del gioco.

 

 

Hai qualche tour o data importante in programma?

Tutte le date sono importanti, per chi le organizza e chi ci partecipa sopra o sotto al palco. Le trovate sulla mia pagina Instagram.

 

Nel corso di tutto l’album si percepisce che una figura femminile ha abbandonato la tua vita, l’album è rivolto anche a lei?

Direi che diverse figure femminili mi hanno abbandonato, negli anni. Nel disco ci sono cose che riflettono momenti diversi della mia vita, quindi non si tratta di una singola persona, ma di una singola sensazione: l’abbandono. Non mi sarei messo a scrivere un disco perché mi ha mollato la ragazza.

 

La gente riesce a capire quello che scrivi?

Nella maggior parte dei casi no. A me non importa, non ho la pretesa che gli altri si impegnino a capire quel che voglio dire, anche se mi sembra quasi sempre chiaro. Ho provato anche a essere più esplicito ma mi sono trovato comunque con fraintendimenti vari, quindi l’importante è che io sappia quel che voglio dire.

 

Hai voglia di salutare gli amici di Exclusive Magazine svelandoci qualcosa che hai nel pentolone?

Ciao amici di Exclusive Magazine. Non vi svelo niente perché l’arte è tutto un trucco: tolto quello resta poco. Quindi godetevi lo spettacolo.

Intervista a cura di Andrea Ciucci!