Dot Valentino
– Partiamo chiedendoti di presentarti artisticamente ai lettori che ancora non ti conoscono.
Mi chiamo Andrea De Santi, in arte Dot Valentino, anche se prima ero conosciuto solo come Dot, quando facevo parte del gruppo ORO GREZZO, ormai ufficialmente sciolto.
 
– Chi ti conosce sa che sei uno dei primissimi artisti ad aver portato la musica Drill in Italia, qual è il tuo punto di vista sull’evoluzione di questo genere musicale nel nostro paese?
ORO GREZZO è stata indubbiamente una delle primissime realtà drill in Italia, su youtube si possono trovare dei nostri brani del 2014 sui beat dei vari esponenti di Chicago a cui già ci ispiravamo. In quegli anni il pubblico rap in italia non era così ampio e in pochi potevano comprendere il tipo di lavoro che proponevamo, sia musicalmente che per l’immaginario crudo con armi, gang droghe ecc. In quel periodo era un problema affermarsi per i rapper con sonorità più “classic”, figuriamoci parlare di drill. Ad oggi invece in classifica troviamo per la maggioranza pezzi rap/trap/drill o comunque di carattere “urban”, anche grazie all’impatto che l’evoluzione dei social ha nella quotidianità delle persone; ora riusciamo ad interfacciarci con l’altra parte del mondo praticamente in contemporanea, riuscendo ad assimilare le varie tendenze. Attualmente quando si sente parlare di drill si fa riferimento a quell’ondata diventata virale con Pop Smoke e gli altri artisti di Brooklyn, che come già sappiamo è una derivazione del grime UK, e apprezzo il fatto che anche in Italia i ragazzi nuovi stanno facendo parlare di se con questo stile. Personalmente sto lavorando per affermarmi come rappresentante di quella che a me piace definire “la drill originale”, ossia quella nata a Chicago grazie a G.O.A.T come Chieff Keef e Fredo Santana, Lil Durk e tutti gli altri.
SENTIRETE PRESTO COSA STIAMO PREPARANDO IO E IL MIO TEAM!
 
– “Insalata di polpo” è il nome del tuo EP ufficiale uscito ad Aprile su tutte le piattaforme digitali. Spiegaci perché hai scelto proprio questo titolo.
Il titolo del mio Ep deriva da una barra storica che feci in un freestyle per STO MAGAZINE, chiamato “MEDUSA BIANCA” – “BECCO G ALLE POPO, INSALATA DI POLPO”. Il pezzo non ebbe il successo sperato, probabilmente per quanto detto precedentemente sul pubblico di quel periodo, perchè non contribuì ad allargare notevolmente la nostra fan base, però divenne culto tra i fan più affezionati al nostro immaginario già da tempo; secondo me proprio per questa contrapposizione tra il lusso simboleggiato dall’insalata di polpo e le case popolari che simboleggiano l’esatto opposto. Per “condire il tutto” l’Ep è composto da 5 tracce con sonorità differenti l’una dall’altra, che insieme formano un mix perfetto, proprio come gli ingredienti dell’insalata di polpo.
 
– Durante la tua carriera ti abbiamo ascoltato sperimentare a livello melodico più di qualche volta, con “Medusa” credi aver raggiunto il giusto equilibrio tra l’utilizzo delle linee melodiche e la “crudezza” caratteristica dei tuoi testi
Sinceramente mi ritengo soddisfatto di come ho realizzato “Medusa”, ma non sento di aver ancora raggiunto un equilibrio perfetto tra melodie e contenuti. Credo che quando ciò accadrà farò il salto di qualità che mi porterà ad avere successo. Sono una persona competitiva, punto sempre a perfezionarmi senza paura di sperimentare, se penso a me due anni fa non avrei mai immaginato di realizzare un pezzo come questo.
 
– In alcune strofe contenute nel tuo progetto ti sentiamo dire spesso le parole “infame” e “Giuda”, volevamo chiederti che rapporto hai col tradimento e se queste strofe sono nate dopo uno specifico evento o sono state scritte in linea più “generale”.
Innanzitutto ci tengo a chiarire che il mio approccio alla musica è veritiero, nei miei testi racconto esclusivamente ciò che vivo in primissima persona o comunque esperienze delle persone più vicine a me, non scrivo romanzi ne faccio l’attore. L’ispirazione, i testi e gli argomenti non sono mai studiati a tavolino e se spesso tocco argomenti come la lealtà e la fiducia esprimendomi negativamente è perchè ci sono stati episodi della mia vita che mi hanno fatto maturare questo tipo di pensiero, come relazioni tossiche o tradimenti di gente che reputavo amica. Ormai sono dell’idea che i serpenti si nascondono ovunque ed è molto importante formare un team di persone leali, che condividano i miei obiettivi e siano dalla mia parte, nel bene e nel male.
 
– Qual è la traccia a cui sei più legato del progetto?
Senza dubbio Medusa è il brano di cui vado più fiero, soprattutto perchè rappresenta un’evoluzione dal punto di vista sonoro, senza contare che il testo è molto personale ed introspettivo. Uscire dalla mia comfort zone è stata una sfida che in qualche modo penso di aver superato, anche se non intendo fermarmi qua, l’ho detto, aspettatevi grandi cose dai prossimi progetti !
 
 
– Che rapporto hai con Mmyto e perché hai scelto di inserire esclusivamente la sua collaborazione nell’EP?
Mmyto è sempre stato un mio amico, uno dei pochi che non mi ha voltato le spalle e mi è stato vicino anche nei momenti più difficili. Lui ha iniziato a scrivere nel periodo in cui stavo lavorando al mio ep e sinceramente l’idea iniziale era quella di pubblicare 5 tracce senza collaborazioni, ma un giorno che mi trovavo in studio con lui e il produttore dei pezzi di insalata di polpo, “Mamba Mumble” ha reccato una strofa così hard che non potevamo non inserirla. Dalle sue barre in questa strofa si percepisce la struggle raccontata perchè vissuta in prima persona e non fatte solo perchè va di moda parlare di certi argomenti in un determinato modi. Lui è uno vero e ascoltandolo si sente! In questo momento sta lavorando in altri ambiti, non musicali, ha tanto altro a cui pensare e non credo che tornerà a fare musica; ma se mai avrà voglia sarò il primo a spronarlo e lui lo sa.
 
– Dal 2014 a oggi c’è qualcosa che cambieresti del tuo percorso artistico?
Io sono convinto che il motivo per cui non ci siamo affermati non sia tanto per una questione di qualità della musica che proponevamo, per quanto mi renda conto sia una cosa soggettiva, ma risulterebbe comunque attuale se pubblicata oggi. L’errore che abbiamo fatto è stato quello di non gestire la nostra immagine in maniera professionale, come ho detto precedentemente era un periodo immaturo per la drill e il rap in generale, non c’era ancora Spotify e dovevi puntare tutto sulla qualità dei video su youtube, investendo più denaro di quanto ne avessimo. Probabilmente, visto che le tracce erano troppo avanti musicalmente parlando per essere davvero capite, nessuna realtà dell’ambiente ha deciso di scommettere su di noi. Ad oggi, infatti, il mio obiettivo è di far capire a queste realtà che io sono un artista nuovo e che non voglio più essere associato alle collaborazioni di un po’ di anni fa che feci. Non ho più niente a che fare con persone che fanno musica per hobby, voglio farne un lavoro e vivere di questo.
 
– Pensi che il tuo prossimo progetto sarà un album ufficiale?
Attualmente stiamo lavorando per ottimizzare il mio percorso artistico dall’ep in poi, voglio alzare l’asticella sempre di più ed in questo momento stiamo studiando la prossima mossa. Per adesso vi basti sapere che sto lavorando a diversi progetti molto interessanti, ho anche scoperto un paio di talenti di zona che mi piacerebbe coinvolgere e di cui sentirete parlare presto sicuramente. Insomma, ho degli assi nella manica, sto solo aspettando il momento giusto per usarli!
 
– Dove ti vedi tra 5 anni?
Il percorso che abbiamo impostato mi porta a sperare in un futuro roseo, sicuramente lavoreremo sodo per affermarci tra i big della scena ma ancor prima ci tengo a realizzarmi, trovando il mio equilibrio personale e sentendomi del tutto appagato da quello che faccio.
 
Intervista a cura di Noemi Lorenzini!