Deddy

Diamo il benvenuto tra gli amici di Exclusive Magazine a Deddy! Insieme ai tuoi compagni di Amici hai avuto la possibilità di uscire in un periodo in cui siete tornati a fare gli instore, com’è stata la sensazione di incontrare dal vivo i tuoi fan?

La sensazione è stata enorme, mi ha riempito di gioia, la cosa più bella è che mi sono reso conto che faccio parte di un gruppo insieme al pubblico, che mi ascolta e che mi segue.

A Dicembre sono previsti 3 live di cui 2 sono sold-out, qual è stata la tua prima sensazione alla notizia?

Ho detto “ma in che senso sono sold out?”, non ci credevo, non lo realizzavo, è bellissimo. I live e gli instore sono gli appuntamenti in cui c’è l’incontro diretto, sono gli eventi importanti per un artista, ti fanno sentir parte di qualcosa, non vedo l’ora di vivere i live!

La produzione di “Zero Passi” è stata curata da Zef che ha collaborato con vari rapper Italiani come Gue Pequeno, Marracash o Ghali. Hai influenze dall’hip-hop o ascolti rap?

Sicuramente ascolto tanto rap, è un genere che ascolto molto ma non mi sento influenzato ma in “Come mai” lo special è già su quello stile. Mi sento vicino all’hip-hop perchè la voglia di esprimersi e il suo modo esiste ed esiste in qualsiasi genere musicale. Mi sento vicino alla musica in generale e a chiunque vuole esprimere un concetto.

Nel tuo disco hai collaborato con vari autori, com’è stato collaborare con loro e in cosa ti hanno aiutato?

Lavorare con gli autori è stato super utile per me, non avevo mai avuto un confronto con dei professionisti; mi ha fatto capire qualche potrebbe essere l’evoluzione della mia scrittura, è stato fondamentale. E’ un confronto a viso aperto con ciò che è la musica oggi e ciò che serve per esprimerla, fondamentale davvero. Mi ha aiutato davvero tanto a crescere.

Vi abbiamo visto molto uniti nella Casa di Amici, c’è stata un pò di competitività?

C’è stata ma era una competizione sana, non era quella che ti faceva male ma spronava a fare di più. Non ha mai pesato sui rapporti personali, era una competizione che ci spronava a fare meglio.

Intervista a cura di Gabriele Dimarco!