Thai Smoke

Ciao Thai Smoke, ho ascoltato il tuo nuovo EP e vorrei farti qualche domanda, è stato difficile per te essere te stesso e allo stesso tempo rimanere al passo con la vita di strada?

Ciao exclusive magazine! No, non lo è stato, perché nonostante io abbia un lavoro a tempo pieno e sia ormai
un ragazzo di 28 anni, rimango un ragazzo che appena può passa in strada dagli amici, al bar, o che si fuma una
siga al parco dove ha passato l’adolescenza. La zona è la zona, ho cambiato abitudini ma in realtà non così
radicalmente.

Pensi che la situazione che stiamo vivendo abbia penalizzato i ragazzi che trovano sfogo nella musica?

Sì, questa situazione ha sicuramente messo in grande difficoltà chiunque viva o voglia vivere di arte in generale.

Juve o Torino?

Sono juventino, anche se mio padre (vecchio cuore granata) non approva!

Sei arrabbiato con chi fa finta di venire dalla strada e invece trova sempre la “pappa pronta”?

Arrabbiato è un termine eccessivo, sicuramente fanno tenerezza, perché vuol dire che non hanno una loro identità.

E’ vero, secondo te, che i più fortunati invidiano quelli che devono farsi il mazzo per emergere perché non godranno mai del viaggio tappa per tappa?

Non penso sia esattamente così, ognuno ha il suo percorso, chi più tortuoso e chi meno; sono sicuro che chi è più fortunato in ogni caso debba sudarsi quello che ha.

Hai aiutato qualcuno con la tua musica?

Il mio intento è quello, molti ragazzi mi scrivono dicendo che li aiuto con le mie canzoni e questa è la cosa più
soddisfacente. Sicuramente ti posso dire che aiuto me stesso in primis.

Ti è mai capitato di doverti allontanare dalla tua quotidianità per concentrarti di più sui tuoi progetti?

Se intendi progetti musicali ti rispondo di no. Perché nonostante la quotidianità possa essere monotona, almeno nella mia
succede sempre qualcosa che mi fa riflettere e cambiare punto di vista, sia in maniera negativa che positiva.



Chi sono gli artisti in cui più ti rispecchi?

– Quelli umani, deboli a volte, ma forti nella loro arte.


Ho visto che dalla collaborazione con Rico Mendossa è nata una grande amicizia. Quanto conta che gli artisti emergenti si aiutino a vicenda?

Con Rico ci conosciamo da molti anni, negli ultimi due, iniziando a collaborare alle prime tracce insieme, posso ritenerlo un amico in tutti i sensi, un artista di cui ti puoi fidare.

Per chiudere l’intervista ho bisogno che tu mi dica un’ultima cosa, qual è la cosa più importante, secondo te, per un ragazzo che sta cercando di farsi strada nella musica?

La cosa più importante secondo me è che quando riascolta le proprie tracce, tutto sommato, sia fiero di quello che ha scritto e di quello che ha rappato.