ICON 808, VI SPIEGHIAMO LA NOSTRA CRESCITA ESPONENZIALE!

Benvenuti a questa Nostra intervista.

Complimenti per il nuovo brano ma vorremmo conoscere qualcosa in più di Voi, chi si cela dietro il progetto ICON808?

Si celano due fanatici di musica che nascono da mondi diametralmente opposti.

Un batterista rock e un pianista classico e jazz.

 

In “No stick” , nuovo singolo uscito il  9 aprile, unite vari artisti che rappresentano diversi generi musicali che vanno dal rap hold school alla trap passando per versi di freestyle, questo percorso così ricercato per Voi cosa rappresenta?

Lavorare da produttori emergenti con dei big del genere è stata per noi un’esperienza davvero coinvolgente, perché abbiamo dovuto costruire il brano intorno a tre interpreti eccezionali con l’obiettivo di consentir loro di esprimere tutto il valore e le loro singole  caratteristiche, non alterando i loro stili.

 

Come nasce questa collaborazione con Nicola Siciliano, Nitro e Branco che era già presente nel Vostro precedente singolo “popolari”?

Siamo partiti con un’idea ben precisa che era quella di avere tre stili totalmente differenti all’interno del brano.

Braco è stato il primo a scrivere la sua parte. È un’artista con il quale c’era già una grande intesa nata dal precedente brano “Popolari”, eseguito da lui e Jake La Furia.

Poi eravamo all’interno di una session nella nostra casa discografica e abbiamo fatto un ascolto con Nicola Siciliano, che come un fulmine ha aderito al progetto e scritto la sua parte che è stata determinante per lo sviluppo del brano stesso.

Infine l’ingresso di un mostro sacro del genere come Nitro ha fatto il resto.

Siamo stati impressionati da questi tre artisti che hanno stili molto differenti ma che hanno la capacità di dare la loro impronta a tutto ciò che interpretano.

Crediamo che questa sia stata la chiave perfetta per sviluppare l’idea che avevamo di “No Stick”.

 

Il brano si apre con il ritornello cantato da Nicola Siciliano in lingua napoletana, attraverso parole semplici che rimangono impresse nell’ascoltatore; cosa avete pensato al primo ascolto del ritornello?

Abbiamo pensato che avesse una musicalità assoluta.

Vi facciamo una confessione: il brano prima dell’ingresso di Nicola era stato ideato da noi come una sorta di Freestyle che doveva solo spingere sulle interpretazioni degli artisti.

Sentita la musicalità dell’ingresso di Nicola, abbiamo deciso di rivoluzionare la struttura e di darle più memorabilita’ facendola diventare il collante tra le tre interpretazioni.

 

Oltre ai freestyle, ascoltiamo nel brano dissing e barre dirette verso il mondo dell’hip hop e dei finti perbenisti; quanto di personale in queste strofe?

Non crediamo ci siano stereotipi di un genere o dell’altro nel nostro modo di scrivere né tantomeno di imaginare un brano.

L’ambizione è riuscire a fare in modo che arrivi a chi ascolta il miglior prodotto possibile; scrivere per genere non è il nostro modo di scrivere e di pensare. Proprio perché già di nostro siamo contaminati da generi e stili che hanno caratterizzato i nostri studi musicali.

Siamo certi che questa nostra filosofia sarà ancora più marcata nella nostra prossima uscita prevista a giugno.  

 

“No stick” tradotto in italiano “nessun bastone”, questo brano rappresenta la voglia di potersi esprimere liberamente e senza veli o censure?

In realtà non abbiamo lavorato su una traduzione letterale della parola italiano inglese, ma abbiamo interpretato “stick” in quanto parte della pistola.

Metaforicamente il brano doveva avere un impatto potente come se fosse un proiettile scagliato.

Il “no” è stato messo per differenziarci dalla scena e poi ci è venuto spontaneo quando abbiamo sentito la strofa di Nitro.

 

 

Con quali occhi osservate l’evoluzione del rap nel mondo e soprattutto in Italia?

Con occhi attenti, con curiosità, con entusiasmo ma soprattutto con la capacità di vedere e carpirne sempre l’innovazione. E l’ambizione è quella di poter avere una nostra impronta autorale, sonora e anche strutturale che forse già dalle nostre tre prime collaborazioni si può percepire.

La ricerca costante di avere sempre nei nostri brani dei bench melodici.

 

Cosa consigliate ai giovani che vogliano seguire la Vostra strada?

Ringraziandovi per il tempo che ci avete dedicato, vorremmo ultimare questa Nostra chiacchierata chiedendovi un saluto e se Vi va, una dedica per i Nostri lettori.

Innanzitutto grazie perché Exclusive Magazine è sempre stato per noi un punto fermo su tutto ciò che riguarda il genere musicale nel quale ci cimentiamo e poterci raccontare proprio su Exclusive è già un primo punto importante per noi.  

La dedica è di fatto un ringraziamento e la faremmo semplicemente dicendo che abbiamo molto chiara l’idea di musica che vorremmo produrre e la nostra ambizione quella di poter dire in futuro ai lettori di Esse di non aver tradito la loro fiducia.

Intervista a cura di Antonio Borzacchiello!