VI PRESENTIAMO IL NUOVO SINGOLO DI IUMAN!

IUMAN

“Storia di un blindato”

Prod. gheesa

Un violento episodio di cronaca protagonista delle rime di denuncia del rapper cremonese

Artwork: Giuseppe Trupiano (Dromo Studio)

29 gennaio 2021

Disponibile da oggi in digitale Storia di un blindato, il nuovo singolo dell’artista cremonese IUMAN, prodotto da gheesa e distribuito da Believe.

Il rap italiano tinge nuovamente le sue rime con una storia di cronaca, tornando al servizio dei racconti di denuncia degli episodi più critici che ogni giorno sconvolgono il nostro Paese. Troppo poco spesso, negli ultimi anni, le playlist che ascoltiamo ogni giorno mostrano i veri lati oscuri della realtà.
Tra tanta autocelebrazione e leggerezza, l’artista decide di rompere il silenzio con questo brano, nato nel lontano 2013, quando ad appena quindici anni IUMAN – nome d’arte di Simon Borchardt – è vittima di un violento arresto da parte di due carabinieri. In una piccola città come Cremona, dove le voci girano velocemente, l’esigenza di raccontare tutto a modo suo spinge IUMAN a mettere in musica i fatti vissuti.

Cronologicamente, Storia di un blindato è il primo brano registrato dal rapper, che oggi finalmente apre il dialogo con un pubblico più ampio per raccontare quello che fino a questo momento è stato taciuto.
Il maresciallo protagonista dell’arresto è oggi in carcere per spaccio, abuso di divisa, associazione a delinquere di stampo mafioso e violenze di ogni genere. Eppure, IUMAN aveva intuito già in tempi non sospetti di che pasta fosse fatto il suo aggressore.
Un racconto crudo e dettagliato che vuole tutti ad occhi aperti, su un ritmo sostenuto che attualizza il classic rap e che valorizza il tagliente testo dell’autore.

Ascolta in digitale

Storia di un blindato significa molto per me, perché tantissime persone hanno avuto esperienze analoghe con lo stesso maresciallo di cui parlo, al quale nel testo del brano ho praticamente anticipato la sentenza.”, spiega IUMAN. “Ho deciso di riprendere in mano questo singolo e renderlo più moderno, proprio nell’anno del sequestro della caserma Levante di Piacenza, perché si sappia che non sono casi isolati. E non dev’essere così. Sulla mia pelle per tutta l’esistenza…”