Fedele

Fedele é il produttore di ben sei tracce del nuovo progetto dell’artista e amico CoCo.

Fin dal 2012 ha partecipato all’affermarsi della scena napoletana collaborando con  Luchè  e CoCo e, più recentemente, anche insieme a nuove rilevazioni made in NA come Shadaloo, nella traccia “Nel Mio Disordine” (feat. CoCo). Con “Che ore sono” ci aveva dato un assaggio di quello che sarebbe stato il suo lavoro in FLORIDIANA; il remix del brano é presente nell’album uscito il 6 novembre, che stavolta vede presente sulla traccia anche Giaime, rapper milanese. 

Entriamo nel vivo della produzione e conosciamolo meglio… 

Come é stato lavorare al disco “Floridiana”? E cosa pensi del risultato?

È stato molto naturale, all’inizio non pensavamo nemmeno che sarebbe diventato un progetto di 14 tracce. Comunque è stato magico, abbiamo passato giornate e nottate intere in studio e non contenti tornavamo a casa con i pezzi che avevamo fatto nello stereo della macchina  in loop sulla tangenziale per vedere cosa ci trasmettevano. 

Penso che sia un progetto molto spensierato, ma allo stesso tempo con tanta intimità e profondità.

A cosa ti ispiri per creare i tuoi beat? O meglio, hai dei punti di riferimento da cui trai ispirazione? 

In primis ascolto tanta musica (soprattutto straniera) e poi cerco di lasciarmi andare dalle emozioni che mi attraversano nel momento in cui produco, da ciò che sento dentro. 

La tua sinergia con CoCo é ben evidente dall’album appena uscito. Le sue parole si incastrano perfettamente con le tue basi, pensi sia importante questa sintonia fra produttore e artista?

È importantissima. Quando c’è feeling tra rapper e produttore esce sempre fuori un sound “sincero” e le persone riconoscono ed amano la musica sincera, in cui possono anche rispecchiarsi, lasciandosi trasportare dalle vibrazioni della musica e dalle parole.

I tuoi beat sono travolgenti e capaci di entrare dentro a chi ascolta, anzi, quasi portando gli ascoltatori dentro un altro mondo; questo sicuramente ti rende diverso e innovativo. Il beat deve emozionarti in questo modo prima di dire “ok, va bene”? É mai capitato che un beat che non ti piacesse diventasse poi un brano con il contributo dell’artista? 

La maggior parte delle volte cerco di tenere il beat solo per me finché non è proprio come dico io, per poi proporlo, ma mi capita anche di fare un beat che per me “non è niente di che”, farlo ascoltare ad un artista che a sua volta ci vede qualcosa tanto da registrarci sopra e renderlo inaspettatamente un brano a tutti gli effetti. 

Quali generi musicali ascolti? Cosa ti piace fare quando crei la base? 

Ascolto di tutto, tutti i generi musicali. Forse non c’è qualcosa in particolare che mi piace fare di più quando produco, sicuramente però la cosa che mi piace di meno è fare “le tracce separate”, ovvero esportare le tracce dei singoli strumenti della produzione per poi darli a chi si occupa del mix e master del pezzo. I produttori mi capiranno..

 

Lavorare al progetto FLORIDIANA é stato impegnativo? Di solito quanto impieghi per creare qualcosa? E quando decidi che un beat possa essere proposto per lavorarci su? 

Floridiana è stato impegnativo forse solo nell’ultima fase visto che nasceva come un EP, quindi inizialmente c’era molta più spensieratezza nella lavorazione, verso la fine, invece, quando si è concretizzata l’ipotesi di un progetto con più tracce, sono nate varie ansie e dubbi anche sulle canzoni da inserire. 

Non ho un tempo solito per creare una produzione, può variare da qualche minuto a settimane per essere pronta. “Pronta” per me significa che ha raggiunto il giusto equilibrio di suoni e melodie, il giusto “mood” e quindi posso non aggiungere più niente. Spesso si fa l’errore di aggiungere troppe cose ad una produzione, invece bisogna sapersi fermare. 

Nessuno sa, Eredità, Dammi un motivo, Aeroporto, Compleanno, Che ore sono late night mix sono le tue produzioni in FLORIDIANA. Quale curiosità su ogni beat? 

Nessuno sa: ricordo che sia io che Corrado (che aveva già registrato prima strofa e ritornello) sentivamo il bisogno di cambiare il beat nella seconda strofa. Ci stetti fermo per un po’ su quel beat senza trovare la giusta evoluzione, tanto che andammo avanti con altri pezzi, poi dopo qualche giorno ci riprovai e finalmente uscì fuori la variazione del beat per la seconda strofa. È incredibile quanto la musica decida per te. 

Eredità: stavamo a casa di Luche, Corrado gli fece ascoltare il pezzo con le due strofe e lo spazio vuoto del ritornello, dopo averlo ascoltato un paio di volte Luca già sapeva cosa scrivere nel ritornello e lo registrò pure. Comunque se ascoltate bene le strofe di Corrado potete notare anche il suono delle sue collane che si muovono!

Dammi un motivo: facemmo questo pezzo prima della quarantena ed arrivammo ad un punto in cui forse ci stancò talmente tanto che stava per essere eliminato dal disco, al momento è uno dei pezzi più ascoltati di Floridiana. 

Aeroporto: c’era un’atmosfera particolare quando abbiamo lavorato a questo pezzo. Non so spiegarlo bene a parole, ma era come se già sapessi il tipo di canzone che stavamo per fare prima di iniziare. 

Compleanno: Corrado mi contatta la mattina del giorno prima della consegna del disco scrivendomi “bro mi serve un beat entro stasera”. La mattina produco, il pomeriggio Corrado registra le strofe, la sera viene mixato e masterizzato e il giorno dopo è in Floridiana.

Che ore sono late night mix: è nato a casa mia, in quarantena, era uscita da qualche settimana “Che ore sono” e volevamo dare un aspetto più leggero alla traccia. 

La tua passione per la musica da cosa nasce, cosa rappresenta nella tua vita?

La mia passione per la musica nasce da mio padre, batterista per hobby. Metto tutto me stesso nella musica ed ogni volta che lo dico penso che difficilmente le persone che non vivono di arte riescano a capire cosa si prova. È un po’ come avere una relazione burrascosa, piena di finto odio ed amore. 

Negli ultimi anni anche in Italia la figura del producer ha assunto sempre più rilievo vicino all’artista; tu a cosa punti? Quali sono i tuoi obbiettivi? 

Punto sempre a fare la musica che mi piace con gli artisti che mi piacciono, sarebbe bello arrivare anche fuori Italia. 

C’é qualche artista con cui ti piacerebbe collaborare, in Italia e non? Se si, perché? 

Non ce ne sono tantissimi in Italia, sto già collaborando con gli artisti che preferisco, al momento mi viene da dire solo Marracash perché (oltre ad essere uno dei più forti per me) è legato al mio passato e tante sue vecchie canzoni sono state la colonna sonora di alcuni momenti della mia vita. All’estero con Travis Scott, Drake e The Weeknd, ovviamente sempre perché sono tra i miei artisti preferiti.

Sappiamo che é in cantiere l’album di Luchè. Stai lavorando a qualcosa? Qualche spoiler?

Produzioni mie non so se ci saranno, sto comunque cercando, per quello che posso, di dargli idee e stimoli. Quello che ho avuto modo di ascoltare del suo nuovo progetto per adesso è già fortissimo, lui è unico in Italia e secondo me questo disco spiazzerà tutti, ancora una volta.

Intervista a cura di Sara De Lucia!