Youngboyfran

– Diamo il benvenuto tra gli amici di Exclusive Magazine ad un’artista che abbiamo scoperto dopo l’ultimo singolo pubblicato, ovvero “RA”, stiamo parlando di Youngboyfran, come stai e che momento artistico è per te?

Ciao ragazzi e grazie per il vostro interesse! Al momento mi trovo ad aver fatto il primo passo all’interno del mondo della musica. Ho un lungo percorso davanti e mi sento pieno di energia.
Voglio congelare questo sentimento e provarlo per sempre.

– Partiamo subito dal tuo ultimo singolo “RA”, ci ha colpito subito per l’attitudine con il quale ti sei precipitato sul beat, quasi da veterano, è cosi?
“RA” è il primo di una lunga serie di brani con un mood futuristico. Non uso flow tradizionali e non si tratta di un esercizio di stile. Ho sperimentato molto nella mia musica ma non mi ritengo un veterano. Trovo che ogni canzone che chiudo sia sempre capace di insegnarmi qualcosa in più per la prossima. Non mi sento per niente arrivato perché credo nel continuo miglioramento.

– Arrivi da Venezia, cosa ne pensi della scena Veneziana, si sta avvicinando molto ai piani piu’ alti del rap Italiano?
La scena veneziana è molto chiusa in sé stessa. Gli outsiders hanno sorvolato sul nostro territorio per tanti anni prima di accorgersi che la qualità esiste. Il talento è sicuramente molto diffuso, tuttavia ancora in pochi studiano la loro “ricetta” per sfondare, e si limitano a sfornare canzoni senza una direzione precisa. Spero di poter essere il primo di una lunga serie a salire in alto.

– Quali metodi di scrittura preferisci? Il classico studio con un’immersione a 360 gradi o un processo moderno con la scrittura veloce sulle note del cellulare ovunque tu sia?
Ho imparato a fare musica in America. Nei contesti molto trap. Hai circa 20 minuti per registrare il tuo pezzo, perché poi tocca a quello dopo. Mi preparo con un numero infinito di note sul cellulare, che scrivo in momenti disparati durante la giornata. Nessuna di queste note, tuttavia, è una canzone. Le note sono i pensieri. La composizione avviene appena prima della registrazione. In questo modo non creo nessuna aspettativa e affronto il pezzo con più naturalezza possibile.

– Tra 10 anni parleremo ancora di Youngboyfran come…
Youngboyfran vuole lasciare dietro di sé un’eredità. Voglio sfondare per poi aprire la porta a chi propone una novità reale. Tra 10 anni vorrei che la scena non fosse un trapianto della cultura
americana, ma che esista una vera e propria identità trap italiana.

– Quali sono gli artisti Italiani che piu’ ti hanno colpito sin dalla giovane età?
Da ragazzino, mentre gli altri si ascoltavano l’hip-hop italiano di Fabri Fibra, i Club Dogo ecc. Io prediligevo sempre la musica americana. Penso di non essermi mai avvicinato alla musica italiana fino all’età di 23 anni, quando abitavo a Los Angeles. Un bel giorno tra i consigliati di YouTube leggo un nome, “Capo Plaza”. Non avevo idea di chi fosse, ma fu lui a convertirmi nel fare musica in italiano. Non ci credevo che in Italia stesse succedendo tutto questo, dato che erano diversi anni che non ci vivevo.

– Il sogno di Youngboyfran è…
Il mio sogno è quello di imparare ad amare il percorso quanto amo la destinazione. Ovunque la vita mi porti, so che, per come sono fatto io, non mi sentirò mai arrivato. Voglio convivere con
questo sentimento e poter accettare di essere felice anche se sempre “in movimento” verso la prossima meta. Voglio che la mia canzone migliore sia sempre “la prossima”.

– Grazie ancora per la disponibilità, un sincero in bocca a lupo a Youngboyfran per tutti i tuoi progetti futuri da parte di tutta la redazione di Exclusive Magazine!
Grazie di cuore a voi. Aspettatevi cose dell’altro mondo da Youngboyfran! A presto.