US ANGRI 1927: I TIFOSI INVITANO LA CITTA’ ALLO STADIO

Angri

Grandi emozioni ad Angri, la piazza, una delle più calde del girone e dell’Agro Nocerino Sarnese, carica la cittadina Angrese, in vista della partita di campionato contro la Sanseverinese che potrebbe valere l’accesso ai play-off. Ecco alcune delle immagini degli striscioni mostrati ad Angri:

TREOFAN – PARLA COACH MENDUTO “VOGLIAMO LA VITTORIA”

Treofan Coach Menduto

Aspettando i playoff c’è tempo ancora per l’ultima gara della fase regolare, quella che vedrà la Treofan Battipaglia di C Silver impegnata sul parquet della Virtus Piscinola. Tutte le partite della trentesima giornata si giocheranno sabato 25 marzo alle ore 18:30, una partita che non potrà cambiare il futuro della squadra di coach Menduto. Dopo il successo con Monte di pochi giorni fa i biancoarancio arancio hanno infatti ipotecato il secondo posto in classifica che significa testa di serie numero 1 nella griglia playoff regionale: “Un traguardo importantissimo, frutto di un lavoro di grande qualità fatto da agosto scorso ad oggi. Questo, comunque, non esclude il fatto che i playoff saranno difficilissimi, ma ci arriviamo con una consapevolezza maggiore – il pensiero del capoallenatore della Treofan -. La vittoria di Monte di Procida ha dimostrato, ancora una volta, che ho un gruppo che ha grande carattere, che ha saputo affrontare la sfida proprio come se fosse una sfida della post-season. Inevitabilmente questi quaranta minuti ci hanno anche restituito delle informazioni sulla quali dover ancora lavorare, partendo già dalla sfida con Piscinola. Appuntamento, quest’ultimo, dove dovremo mettere in pratica sempre il nostro gioco, senza distrazioni, pur sapendo però che per molti sarà la terza o addirittura la quarta partita in una settimana”. La gara di domani si disputerà nella Tendostruttura di Piscinola e sarà diretta dai signori Luca Leggiero di San Tammaro e Davide Ricci di Caserta.

GENNARO DI CARLO: “SOGNO DI PORTARE CAPO IN EUROPA”!

Ambizioso e vincente, con questi due aggettivi si potrebbe definire Gennaro Di Carlo, uno dei grandi artefici – insieme al DS Peppe Sindoni – della straordinaria stagione compiuta fino a questo momento dalla Betaland. L’allenatore di Capo d’Orlando si è raccontato, spiegandoci come il progetto dei siciliani nasca dalle passate stagioni ed abbia l’ambizione di crescere e consolidarsi ulteriormente, per diventare una delle realtà più belle della pallacanestro italiana.  Ciao Gennaro, partiamo dall’inizio della stagione, quindi da quest’estate. Con quali criteri è stata costruita la squadra? I giocatori che avete preso erano tutti delle prime scelte?  “La squadra di quest’anno viene fuori da un discorso più ampio che è partito nella scorsa stagione una volta che abbiamo raggiunto la salvezza. Abbiamo parlato e discusso su che tipo di stile di gioco avremmo voluto avere e i giocatori sono stati scelti di conseguenza: sono stati tutte delle prime scelte, a cominciare da Archie che abbiamo firmato prestissimo. Diener lo avevamo cercato già nella scorsa stagione, quando giocavamo per salvarci, quindi è un’altra prima scelta, così come Iannuzzi, un giocatore che abbiamo fortemente voluto”. Parlando con Peppe Sindoni a dicembre, mi ha detto che uno dei vostri obiettivi della stagione era cercare di ottenere un record positivo in casa, cosa che non vi era riuscita nelle stagioni precedenti. Come si crea il giusto feeling, anche con il pubblico, per fare sì che questo accada? “Tutto questo è partito da un’idea della primavera scorsa, dopo avere raggiunto la salvezza. Ci è sembrato ragionevole pensare di potere ottenere un certo bottino di punti in casa. Negli anni in cui ho lavorato a Capo, dal ritorno in Serie A, c’è sempre stato grande entusiasmo intorno alla squadra, quindi abbiamo pensato di provare a rendere il nostro campo inviolabile. La cosa ci è riuscita bene, visto che il nostro record in casa al momento è di 10 vittorie e sole 2 sconfitte”. Un altro obiettivo che Sindoni e Capo si erano posti era quello di provare a ‘giocare la vostra pallacanestro’. Qual è la tua idea di pallacanestro? “Giocare la nostra pallacanestro voleva dire essere accorti nello sviluppare la nostra identità in casa e in trasferta: analizzando le statistiche, direi che ci sono costate un po’ le prestazioni fuori casa, in cui mi sembra che subiamo circa 84 punti a partita, provando comunque a mantenere un’identità ben precisa. Il percorso di crescita della squadra sta andando bene: la mia pallacanestro si sviluppa in base alle caratteristiche dei nostri giocatori, preferiamo giocare un tipo di basket che sia produttivo. E’ chiaro che non si possa chiedere a Drake Diener di portare la palla come avrebbe potuto fare all’inizio della carriera, quindi bisogna adattarsi alla qualità dei giocatori. Un’altra ragione che ci porta a fare queste scelte è il budget, giocatori che magari hanno meno appeal possono venire a Capo d’Orlando e mettersi in mostra”. Un punto di svolta nella vostra stagione si è verificato nel momento in cui Fitipaldo ha deciso di accettare la proposta del Galatasaray, che gli ha permesso di disputare l’EuroLega, e ha lasciato Capo. E’ cambiato qualcosa nella squadra da quel momento? E cosa è cambiato con l’arrivo di Tepic al posto di Fitipaldo? “L’idea di impiantare un sistema di gioco era fondamentale per potere accettare situazioni come quella di Fitipaldo: sappiamo che a Capo c’è il rischio che i giocatori si possano metter in mostra e arrivi una squadra che ha potenzialità economiche maggiori delle nostre a portarli via. Ma quando c’è una struttura portante si prova a sviluppare basket: non può mancare il talento all’interno della squadra, perché altrimenti i risultati non arrivano. Risultati che sono frutto del talento dei ragazzi, Tepic inserito nel giusto contesto è un giocatore fortissimo, esperto. Uno dei segreti è l’intelaiatura, l’altro segreto è il grande lavoro di scouting portato avanti da Peppe Sindoni, poi il nostro modo di giocare ci permette di attirare dei giocatori e di fare crescere i giovani. I casi di Perl, ora a Treviso per provare a tornare in Serie A con loro, Iannuzzi, Laquintana e Ivanovic sono solo gli ultimi di giovani che sono riusciti a mettersi in mostra”. Il primo traguardo raggiunto in stagione è stato la qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia. Lo consideri come un rimo punto di arrivo o come un punto di partenza per crescere ancora? “Sicuramente la seconda, la Final Eight è stato uno step intermedio di un percorso di crescita. Scendendo in campo contro Reggio Emilia non ci sentivamo appagati, la sconfitta è stata una forte delusione. Guardando a 12 mesi prima, eravamo ultimi in classifica e si parlava già di retrocessione, 12 mesi dopo siamo diventati una realtà forte: una prima crescita è già avvenuta. Penso anche che la delusione per la sconfitta contro Reggio ci sarà utile poi per i playoff. Facendo un discorso più ampio, oggi non guardiamo solo in funzione dell’annata, quando si parla di progetto abbiamo l’idea di guardare avanti, si prova a tenere i giocatori che abbiamo, e credo che farlo nella pallacanestro di oggi sia difficile e bello al tempo stesso”. Fino a questo momento avete ottenuto 28 punti in classifica, una cifra che nelle ultime stagioni è stata sinonimo di squadre che hanno fatto i playoff. Il vostro obiettivo rimane entrare nei playoff o ambite a qualcosa in più, magari al fattore campo nel primo turno? “Le cose devono arrivare per gradi, quindi i playoff rimangono il nostro primo obiettivo. Abbiamo ancora 7 partite con un calendario difficile, ci sono quattro trasferte e nelle tre gare in casa affronteremo Reggio Emilia e Avellino, questo per dire la complessità del nostro finale di stagione. Prendere i playoff significa molto probabilmente prendere anche una coppa europea e sarebbe un grande traguardo. Se dovesse arrivare anche il fattore campo sarebbe una soddisfazione, ma in ogni caso cercheremo di raggiungere il secondo turno”. Hai parlato della possibilità di disputare una coppa europea nella prossima stagione. Cosa significherebbe per il percorso di crescita di Capo d’Orlando? “Credo che giocare una coppa europea sia una

BIELLA: LE PAROLE DI ROBERTO MAROCCO IERI IN CONFERENZA STAMPA!

Direttamente dalla pagina ufficiale della Pallacanestro Biella: Nella conferenza stampa di metà settimana, tenutasi ieri al Biella Forum, il preparatore fisico dei rossoblù Roberto Marocco ha discusso dello stato di forma della prima squadra e del piano di preparazione in vista dei prossimi impegni di campionato. Di seguito le sue dichiarazioni. Sul lavoro fisico: «È importante da qui alla fine della stagione mantenere sempre il nostro ritmo, sia in settimana sia in partita, è fondamentale che anche dal punto di vista fisico venga tenuta nel gruppo una certa intensità. Di sicuro non possiamo presentarci ai playoff togliendo una parte di preparazione. Insieme al coach continuiamo a gestire intensità e durata degli allenamenti, indipendentemente da cosa dice la classifica o altri calcoli matematici». Sui singoli: «Abbiamo recuperato De Vico, che in questi giorni sta continuando a lavorare tanto anche individualmente. In settimana Niccolò ha svolto allenamenti extra. La nostra speranza è di aver così allungato le rotazioni e di lavorare tutti insieme nel migliore dei modi. Il caso di Hall è molto particolare. Il suo cento per cento è influenzato da piccoli adattamenti ai fastidi dovuti alla sua carriera e all’età. Ha però ottimi mezzi e ottime qualità per compensare queste mancanze. Il suo massimo rendimento è bravo a tirarlo fuori nei momenti importanti, quando serve. L’atteggiamento dei più giovani è ottimo fin da inizio stagione. In allenamento si impegnano molto, danno sempre il massimo, prima di ogni seduta seguono le loro routine, lavorano duro. Le abilità tecnico-tattiche in campo miglioreranno con l’esperienza e l’allenamento… Da un punto di vista fisico sono molto soddisfatto». Sulle differenze con la scorsa stagione: «La scorsa stagione era diversa da quella attuale, era la mia prima esperienza nello staff di coach Carrea e sicuramente erano diversi i protagonisti in campo per qualità fisiche e anagrafiche. Era il mio primo anno anche con giocatori importanti come Ferguson. Jazz arrivava da un percorso diverso rispetto a quello che ha fatto quest’anno. Nell’estate della scorsa stagione non aveva mai mollato, non aveva mai scaricato, si era presentato a Biella con una forma fisica incredibile. Quest’anno sono cambiati i presupposti e anche il lavoro che abbiamo programmato insieme al resto dello staff. Abbiamo poi cercato di rendere il monitoraggio degli allenamenti un po’ più controllato. Anche le premesse per avvicinarci alla seconda parte della stagione sono differenti. Abbiamo fatto ragionamenti in vista dei playoff con l’obiettivo di prepararci al meglio».

AVELLINO: LE PAROLE DEL COACH SACRIPANTI!

Direttamente dalla pagina ufficiale della S.S.Felice Scandone Avellino 1948: Trasferta insidiosa per la Sidigas Avellino che affronterà l’Enel Brindisi nel posticipo domenicale delle 20.45 al PalaPentassuglia. Il parquet avversario, insieme all’innesto dell’ex Milano Samardo Samuels, sono alcuni degli aspetti su cui si è soffermato coach Sacripanti durante la consueta conferenza pre-gara: “E’ una trasferta molto difficile, in casa propria Brindisi ha perso solo tre gare di cui due ad inizio campionato, è un campo ostico e molto caldo. I nostri avversari stanno vivendo un momento di grande salute avvalorato dall’innesto di un giocatore di livello assoluto come Samardo Samuels. L’ Enel rispecchia perfettamente l’impronta della pallacanestro di Meo Sacchetti, riesce a fare tanti tiri nei primi 8 secondi con transizioni di primo livello, gli esterni hanno percentuali da tre punti molto alte, quindi, è una formazione che ci farà fare un lavoro difensivo molto particolare. All’interno della stessa partita si potranno avere tanti break e contro break, dovremo essere bravi a limitare quelli negativi ed è per questo che l’accoppiamento difensivo nei primi sette secondi sarà molto importante. Inoltre, tra le due squadre c’è una forte rivalità, sarà una gara ad alto contenuto emotivo. Con l’uscita dalla Champions abbiamo avuto a disposizione l’intera settimana per preparare la partita, questo ci ha permesso di lavorare focalizzandoci su alcuni particolari aspetti. Purtroppo non è stato possibile allenarci sempre al completo a causa dei piccoli problemi fisici di Fesenko, Zerini e dell’assenza di Joe Ragland. Sabato, dopo l’allenamento di rifinitura, decideremo chi sarà della partita. Ci aspetta una grande sfida.”

LAMEZIA SCONFITTA CONTRO VAL GALLICO 81-68!

Direttamente dalla pagina della Basketball Lamezia: REGGIO CALABRIA – Sfida emozionante al Palalumaka con i padroni di casa del Val Gallico che impattano la serie di semifinale. Lamezia dopo un avvio lampo perde man mano vigore e certezze cedendo il passo ai reggini e rimandando il discorso finale a gara 3. Tutto il match vive su un’altalena continua. Inizia Lamezia pronti via con un mini break. I padroni di casa dopo un incipit in difficoltà trovano le contromisure giuste e con un contro break si portano in vantaggio. Gli ospiti hanno un’ottima reazione chiudendo il primo quarto con l’ennesimo capovolgimento di punteggio. La prima frazione termina 13-19 per i lametini. Secondo e terzo parziale vivono sulla falsa riga del primo. Una vera e propria partita di tennis giocata su alti ritmi con break e contro break. Lamezia ha la possibilità di dare lo strappo decisivo ma la pessima serata ai liberi con più di 20 errori la condanna ad una partita punto a punto. Ne esce un ultimo quarto incandescente. Val gallico ancora in partita trova una serie di canestri in successione e impatta il match sul 67-67 con la tripla di Laganà. I bianco azzurri da li in poi firmeranno un 14-1 che li proietterà verso la vittoria. Lamezia non troverà più la via del canestro. Archiviata gara 2 DOMENICA ci sarà la sfida decisiva per l’accesso alla finale. Appuntamento ore 18.30 al PalaSparti di Lamezia Terme. VAL GALLICO – BASKETBALL LAMEZIA 81-68 (13-19, 40-41, 59-56) VAL GALLICO: Soldatesca 3, Romeo 1, Messineo, Neri, Sant’Ambrogio, Bellantone, Fiorillo, Suraci 23, Vazzana, Sergi, Laganà 17, Barrile 15, Viglianisi 22. Coach Polimeni ass. Pellicanò LAMEZIA: Mangione, Bosone, Ragusa, Antonicelli 1, Rubino 11, Fragiacomo 2, di Gennaro 4, Gaetano 6, Costa 2, Lazzarotti,Stanionis 25, Monier 17. Coach Ortenzi ass. Desumma Arbitri: Viglianisi – Gallo.