Finisce l’anno col sorriso la Roma Primavera, nonostante le due sconfitte nelle ultime due di campionato, contro Palermo e Atalanta, che l’avevano allontana dal primo posto nel girone: la rivincita arriva in Coppa Italia, in un derby con la Lazio finito 5-0, senza neppure infierire. Il segnale della resa è arrivato al 39’ del primo tempo, quando il capitano dei biancocelesti Alessandro Rossi, che domenica sera era in panchina all’Olimpico contro la Fiorentina, e forse non è partito per Milano proprio per non indebolire la Primavera, si è fatto buttar fuori per un intervento duro ed evitabile su Marchizza, che si era già liberato del pallone: la Roma ne aveva già fatti 4, e non dava l’impressione di volersi fermare.

POKER IN 36’ — Stavolta la musica è diversa, e si capisce subito: al 7’ il lituano Adamonis nega il vantaggio a Soleri, che si vendica 4’ su assist di Tumminello. Al 28’ Soleri rende il favore al centravanti che aveva saltato 6 partite per l’espulsione nella semifinale con l’Inter, ed è subito 2-0, il tris è un destro di prima intenzione di Frattesi, ex di turno, il poker una deviazione ravvicinata di Soleri su cross del terzino sinistro Pellegrini: sono passati solamente 36’ e la Lazio già guarda l’orologio e spera che l’incubo finisca presto. Il rosso di Rossi rischia di complicare le cose, ma la Roma a quel punto non inferisce: nel secondo tempo un solo gol, altro tap-in di Soleri su cross dello scatenato Frattesi, e tante iniziative individuali, contro una Lazio che inserisce Ramon Muzzi, figlio d’arte ed ex di turno, ma finisce per abbandonarlo al suo destino nella metà campo avversaria, più preoccupata di limitare la goleada che di cercare il punto della bandiera. La giornata storta si completa con l’infortunio di Rezzi, che esce in barella, tra gli applausi di tutto lo stadio – distorsione al ginocchio, si teme un lungo stop – e col rosso a tempo scaduto del nervosissimo centrocampista portoghese Bari.