ENSI & NERONE, IL RECAP DELLA NOSTRA GIORNATA INSIEME AGLI ARTISTI PER ASCOLTARE IL NUOVO DISCO!

Martedì scorso ci trovavamo a Milano, al GhePensiMi, un ristorante scelto dagli artisti per l’occasione, per fare qualche chiacchiera coi giornalisti e avere modo di mangiare tutti insieme qualcosa di particolare che riflettesse il mood del disco. Come prima cosa gli artisti ci hanno raccontato di come quel disco fosse nato con un semplice esperimento di fare una traccia insieme, per riscoprirsi anche loro compagni di studio. Ma una volta fatta sentire la traccia ad amici e colleghi, tutti hanno iniziato a sostenere che sarebbe stato incredibile realizzare un album in collaborazione tra loro due. Hanno quindi cominciato a selezionare delle sonorità, senza spulciare cartelle e cartelle di strumentali, ma semplicemente contattando i produttori, raccontando loro dei progetti e organizzando session in studio dove potessero condividere determinate sensazioni umane. Si sono soffermati a lungo su quanto sia fondamentale per loro l’umanità e l’intesa emotiva con una persona, perché solo così possono esprimersi artisticamente in totale serenità. Hanno poi spiegato che il loro album era veramente rap, nonostante molti dischi degli artisti recentemente vengano etichettati come “ritorno del rap” o “vero rap dopo molto tempo“. Questi dischi, tuttavia, deludono completamente le orecchie degli ascoltatori di rap assidui, perché non contengono nulla di simile. Pertanto, volevano sottolineare che il loro album è autentico rap, senza pretese di classifica e senza sonorità sperimentali. Si tratta di una rivisitazione del classico boombap, senza snaturarlo troppo e senza perdere quella schiettezza e immediatezza che solo un rap ben scritto e realizzato può offrire. Per quanto riguarda la promozione dell’album, ci hanno raccontato di come abbiano avuto l’idea di realizzare dei cortometraggi in cui loro due sono i proprietari di un nuovo ristorante e raccontano i piatti e le collaborazioni. Hanno voluto fare qualcosa di diverso per evitare le solite foto con la didascalia emotiva che racconta quando si sono conosciuti o quando hanno incontrato determinati artisti ospiti dell’album, cliché che ormai si trovano nella maggior parte dei dischi che escono. Abbiamo ascoltato alcuni estratti dell’album, alcuni brani che fanno scatenare, altri che fanno venire i brividi. Sicuramente tutti molto intensi. Gli artisti sono stati molto disponibili, a tratti sembrava di essere un gruppo di amici che raccontava le proprie esperienze. L’atmosfera era molto serena e piacevole. Recap a cura di Samuele Meante!
URBE, LA FORZA DELLA BUONA MUSICA SINCERA!

URBE, un giovane rapper emergente di Roma, sta facendo parlare di sé con la sua musica sincera e coinvolgente. A soli 25 anni, URBE ha già dimostrato una notevole abilità nella scrittura, trasformando i suoi pensieri e malesseri in potenti testi rap. La sua passione per la musica è iniziata fin da piccolo, spaziando da artisti come Pino Daniele e Nek fino ad abbracciare il rap contemporaneo. Negli ultimi tre anni, ha collaborato con il suo amico di sempre, ITAN, per dare vita alle sue parole attraverso la produzione musicale. URBE crede fermamente che la scrittura sia la sua forza e spera che essa possa diventare la chiave per un futuro diverso non solo per sé stesso, ma anche per la sua famiglia, i suoi amici e la sua ragazza. La sua musica vuole offrire supporto e conforto a coloro che attraversano momenti difficili, trovando nella musica una via di fuga e un sostegno emotivo. La Nascita di “Semplice”: Uno dei brani più significativi di URBE è intitolato “Semplice”. Prodotto da ITAN, il brano è nato alla fine dello scorso anno e racchiude sonorità diverse dal percorso musicale precedente di URBE. Tuttavia, queste nuove sonorità si rivelano perfettamente in linea con i contenuti del testo. “Semplice” è una canzone che parla di un rapporto di amicizia molto speciale con una ragazza. La semplicità, la spensieratezza e l’affetto emergono dalle parole di URBE, creando un’atmosfera di leggerezza e calore. Con questo brano, il giovane rapper desidera trasmettere un messaggio di positività e connessione, dimostrando che anche le relazioni più semplici possono avere un impatto significativo nella vita di una persona. La Sincerità come Marchio di Fabbrica: Ciò che distingue URBE come artista è la sua sincerità e la capacità di esprimere le sue emozioni in modo autentico attraverso la musica. Le sue canzoni toccano corde profonde, affrontando temi come l’amore, la lotta quotidiana, l’ambizione e la ricerca di un significato più profondo. L’umiltà con cui URBE affronta la sua arte è evidente nelle sue parole e nelle sue melodie. La sua musica si fa portavoce di coloro che attraversano momenti grigi, offrendo un raggio di speranza e conforto attraverso le sue liriche incisive. Ascolta ora il nuovo singolo su tutti i digital stores!
Coldplay, con le date di Napoli e Milano arriva anche la biografia Italiana!

“Viva Coldplay, storia di un successo planetario” è il titolo della nuova biografia firmata da Fabrizio Sandrini in uscita mercoledì 31 maggio, pubblicata da Il Castello marchio Chinaski Edizioni. “Viva Coldplay” è l’unica biografia a livello mondiale, che raccoglie in modo completo tutte le vicende della band fino ai giorni nostri.La storia di quattro amici che decidono di formare una band, una band destinata ad essere definita come dei “moderni Beatles” (Justin Timberlake). Come i fab four anche i componenti dei Coldplay si distinguono ognuno per una sua particolarità. Il libro parte proprio dal background dove è cresciuto l’ansioso cantante Chris Martin, il timido chitarrista Jonny Buckland, il bassista oscuro Guy Berryman e l’eclettico batterista Will Champion. Corre l’anno 1996 quando la band muove i primi passi tra mille insicurezze, ma il vero e proprio debutto discografico è nel 1998 con l’EP “Safety”. Passando al setaccio la loro discografia, libri e decine d’interviste, Sandrini restituisce l’istantanea di una band atipica, a partire proprio dal frontman Chris Martin. Antirockstar e lontani dagli eccessi, i Coldplay diventano un nuovo modello basato su tratti come gentilezza, disponibilità, cortesia e modestia. Un successo planetario che passa dalle sessioni di studio dove nascono le canzoni, al confronto con i produttori come Dan Keeling o Brian Eno, artefici di quel sound che li ha fatti amare (o odiare) da pubblico, critica e colleghi. Quei colleghi come Liam Gallagher che prima li insulta e poi fa marcia indietro dichiarando: “Chris come suoni bene. Mi rimangio tutto quello che ho mai detto su di te”. Ma anche il rapporto di amicizia con i Muse, che con loro condividono l’onta di essere sempre stati paragonati ai Radiohead. Il volume analizza fedelmente tutti i passaggi che la band ha affrontato lungo il percorso di pubblicazione dei loro album, dai rapporti con la discografia a quelli con i fan, dai tour mondiali alle strategie di promozione e comunicazione. Ma il cielo del quartetto inglese non è sempre limpido. Molti passaggi sono dedicati -infatti- ai tormentati episodi con i paparazzi, soprattutto per Chris Martin. Questo anche a causa del matrimonio e poi divorzio con la star hollywoodiana Gwyneth Paltrow, fino al successivo fidanzamento con l’altrettanto celebre attrice Dakota Johnson. Cresce la loro popolarità e crescono le vendite, ma ecco che cominciano ad arrivare svariate accuse di plagio. Tra vere e presunte, quelle più celebri riguardano il guitar hero Joe Satriani e il leggendario cantautore Cat Stevens. Tra il sostegno di mostri sacri come Elton John (“Yellow è l’unica canzone degli ultimi cinque anni che vorrei aver scritto io”) e Madonna (“Il cantante dei Coldplay Chris Martin è incredibilmente talentuoso”), non mancano le frecciate dei detrattori. Per citarne alcune Alex Turner degli Arctic Monkeys sentenzia senza mezze misure “È disgustoso essere una band che suona sempre la stessa cosa tutto il tempo e non dà fastidio a nessuno”, mentre Bono definisce Chris “un segaiolo”, ma poi ritratta. Un altro fondamentale argomento che riguarda la band è l’impegno sociale internazionale, come pure le battaglie per l’ambiente. Dalla collaborazione con Oxfam ai viaggi tra Africa e America Latina, fino al recente tema dell’ecosostenibilità nei tour mondiali. Le prossime date che toccheranno anche l’Italia (21-22 giugno Napoli e 25-26-28-29 giugno Milano), sono pensate per volontà della band con impatto ambientale zero. Tra aneddoti, interviste e recensioni della stampa musicale internazionale, “Viva Coldplay” riesce a sintetizzare oltre vent’anni di storia della band illustrando con precisione tutti gli aspetti pubblici, ma senza tralasciare sensazioni e ritratti personali dei protagonisti.
NAPOLI, GENERAZIONI DI PRODUTTORI A CONFRONTO!

Napoli che sia una fucina di talenti è ormai un dato di fatto, ma possiamo menzionare l’intera Campania, passando per Caserta, Benevento e Salerno. La musica rappresenta una parte significativa di questa perfetta combinazione e, da qualche tempo, anche i produttori di grandi successi nazionali e internazionali radicano le loro origini nella “Campania Felix”. Numerose sono le produzioni che hanno ottenuto il riconoscimento dei “Dischi d’Oro”, tra le ultime spicca quella di Dat Boi Dee presente nell’acclamato album di Geolier, in cui, attraverso sonorità dal sapore americano, ha firmato alcuni brani. Nato a Napoli nel ’91, con il nome Davide Totaro ma conosciuto come Dat Boi Dee, segue le orme dei grandi produttori del panorama musicale americano, come Dr. Dre, Timbaland e Puff Daddy. Un altro produttore è D-Ross, nato a Napoli nel ’77 con il nome di Rosario Castagliola. Le sue produzioni sono legate a nomi importanti come Luchè, Marracash, Ricciardi, Fabri Fibra, Guè e molti altri. Il produttore di successo dietro le certificazioni di platino di Capo Plaza è AVA, ovvero Francesco Avallone, nato a Napoli nel 1996 ma trasferitosi successivamente a Salerno. Dietro i grandi successi di Rocco Hunt, ma non solo, troviamo anche Valerio Nazo, uno dei migliori produttori campani in termini di numeri. Nato a Torre Annunziata nel ’90, ha contribuito a brani di artisti come Luchè, Guè, Carl Brave, Fabri Fibra, Geolier, Madman e Clementino. Sulla sponda salernitana troviamo Janax, produttore di brani di successo, molti dei quali cantati da Niko Pandetta. Un altro è Alessandro Raimo, che utilizza sonorità afro-urban e firma molti brani del nuovo album “Ammore Malamente” di Peppe Soks. A Benevento, invece, troviamo Nathys, un produttore molto vicino alle giovani promesse della scena urban campana. Ha prodotto brani di successo per Marco Calone, Francesco Da Vinci, Ivan Granatino, Livio Cori e molti altri. In sintesi, la Campania sta vivendo un momento di grande importanza nella scena urban italiana e internazionale. Sicuramente ci saranno altri giovani e talentuosi produttori, l’elenco sarebbe lungo, ma siamo certi che potrete darci ulteriori suggerimenti. Articolo a cura di Antonio Borzacchiello!