Hal Quartier

Ciao Hal, ti ringrazio per l’intervista! Innanzitutto ti faccio una domanda molto banale, come stai?
Grazie a te. Bene, molto bene, sereno. Sono contento che sta uscendo il singolo; ho tanta voglia di dare me stesso e la mia musica alle persone, quindi sono in un momento totalmente di serenità e di tranquillità.
Questo è molto bello.


Partendo dal titolo del tuo singolo “4ever young”, hai ripreso un famosissimo singolo cult anni ‘80 chiamato “Forever young”. Quindi ti chiedo, perché hai ripreso questo singolo? Che significato ha per te?
È un pezzo super iconico da sé, ma lo è anche per me perché a casa mia si è sempresentita musica del genere: super pezzi iconici degli anni ‘80/’90 americani, ma anche molta musica pop e rock italiana. Sono cresciuto un po’ con questi pezzi che giravano per casa
mia, uno di questi è “Forever young”, che poi ha segnato e segna ancora la mia gioventù; quindi il messaggio che gli Alphaville danno nel pezzo è quello che poi io ho rifatto nel 2022, che sposo al cento per cento, messaggio che volevo dare agli ascoltatori che sentiranno il
mio singolo.


La tua canzone comincia con la frase “La nostra stella brillerà giovani superstar come nei film, senza le droghe e le stronzate così”. Quindi ti chiedo, secondo te quali qualità deve avere un giovane talento per poter spiccare?
Sicuramente, cosa che io non capivo all’epoca, penso che un artista in primis sia un artista se fa quello che ci vuole, senza paura di dover fare per forza un genere, per forza un’altra roba che magari non gli appartiene, può uscire forzata. Tante cose che scrivevo in passato, mi uscivano magari benino perché ero appassionato e scrivevo già da tanto tempo, però uscivano forzate. Quindi io sono diventato contento e fan della mia musica quando ho capito realmente chi ero: questo deve avere per me un artista che deve spiccare, a prescindere se io dovessi spiccare o no

Secondo te nella vita bisogna lasciarsi trasportare dalle emozioni oppure essere razionali?

Io dico che bisogna fare un settanta più trenta: 70% razionalità 30% emozioni, però io sono il contrario, lascio molto parlare le emozioni in tutto quello che faccio, e spesso è un difetto in realtà. Altre volte invece è un super pregio, perché come dico anche nel testo di “4ever young” e anche in altri miei singoli che poi sentiremo, bisogna vivere appieno la vita e vivere quel momento lì come se fosse l’ultimo. So che sembra banale. ma è quello che veramente penso.

Ritornando alla domanda di prima, se dovessi scegliere un qualsiasi artista, deceduto per le droghe, chi sceglieresti?

Kurt Cobain

Usando sempre le parole del tuo singolo, secondo te Dio si accorge di noi?

In qualsiasi cosa che facciamo Spero di sì, nessuno lo sa; io personalmente non so se lo farà, però come dico nel pezzo spero di sì, e là è inteso un po’ come Dio un po’ come la vita, non è per forza rivolta a Dio questa frase. Però è intesa come se, chissà se un giorno anche un ragazzo come me o qualsiasi tipo di persona, possa veramente riuscire a fare quello che vuole senza impicci o continue rotture che ti da la vita.


Ad un ragazzo che vuole raggiungere i suoi sogni cosa consiglieresti?
Di inseguirli, perché sicuramente se non ti vai a prendere delle cose la vita non te le dà. Tiracconto proprio un episodio: mia mamma è la mia fan numero uno, io la amo, però inizialmente soprattutto era impaurita di quello che io stavo andando a fare, che io avevo capito di voler fare. Mi ha sempre detto “Tienilo come piano B, intanto studia, diplomati, e poi fai concorsi all’università” e io le ho sempre risposto che ognuno nasce per fare una cosa, pensiero non sempre condivisibile. Se io avessi studiato, probabilmente avrei perso
solamente degli anni della mia vita, ma per come sono io e per il valore che do allo studio, alla cultura generale; sono cose che poi ho fatto da solo, ma solo per interesse e cultura personale. Però c’è gente che è portata per lo studio ,“forzato”, e se deve raggiungere degli
obiettivi in base allo studio, allora è giusto che lo faccia; però se mio figlio vorrà lasciare la scuola in prima superiore perché vorrà fare il parrucchiere, io gli direi sicuramente di sì, non gli direi mai “Non farlo, vai a scuola”.


Quindi se tu avessi continuato gli studi non saresti diventato quello che sei adesso?
Probabilmente no


Data la tematica della tua canzone ti chiedo, secondo te in Italia c’è futuro per i giovani?
Assolutamente sì, certe cose te le devi andare a prendere. Ci sono delle cose che ovviamente non vanno in Italia e in tutti i posti del mondo, però se hai la determinazione giusta, e se “la fortuna aiuta gli audaci”, prima o poi qualcosa ti capiterà, che sia di poco o grandissimo valore. Sta a te sfruttare quel momento lì, per poi andare a prendere altre cose.
C’è chi ci mette più tempo, chi meno, però se sei forte e hai determinazione puoi fare quello che vuoi.


A tutte quelle persone che non sono coraggiose nella vita, o che non hanno voglia di raggiungere un certo obiettivo, cosa gli diresti?
A quelle che non hanno voglia, gli direi “rifletti su come vivi la tua vita e su cosa vorresti fare”. A quelli che non ci riescono ma che ci hanno provato, mi metto nei loro panni, e anche nei miei se non dovessi riuscire a fare quello che voglio, ed è una brutta sfortuna.


Nelle tue canzoni descrivi anche la realtà in cui sei cresciuto e, descrivendo questa realtà, che messaggio vuoi lanciare agli ascoltatori?
Sicuramente un messaggio di speranza, perché se io domani dovessi fare quello che ho sempre sognato nella mia vita, vuol dire che tutti lo possono fare; io sono popstar di quartiere, ma prima ero ragazzo di quartiere, e ho avuto delle difficoltà anche economiche,
che sono alla base della vita. Ho avuto difficoltà anche nelle relazioni in base al mio carattere, in base a quello che la mia strada mi dava, quello che io ricevevo lo potevo dare. Ad un certo punto ti devi dire “Fra, io voglio essere questa cosa qua, via tu, via questa cosa
qua, via quell’altra cosa là. Voglio fare questo, e basta”.


Hai parlato di difficoltà, quindi ti chiedo, come affronti le tue difficoltà?
Dipende da che tipo di difficoltà stiamo parlando. Se è una cosa legata a una relazione o a cose familiari, sicuramente cerco sempre di essere me stesso, cerco di reagire come la mia testa mi dice di reagire in quel momento, a volte sbagliato, altre no. Se invece si parla di lati
economici, lavorativi, artistici, il giorno dopo mi devo riprendere quello che ho perso o devo andare a conquistarmi quello che non ho.


Il tema della tua canzone è la gioventù, però pensi che anche una persona anziana possa rispecchiarsi in questo messaggio?
Assolutamente sì, non l’ho scritta per i ventenni/quindicenni. Per me [la gioventù] è un mood di vita, lo direi a te e anche ad una persona di 85 anni. Direi che la gioventù sta qua (indica la testa), non sulla pelle; questo è quello che voglio dire con il mio singolo.


Cosa diresti invece a quei giovani che sono incentrati solo sull’aspetto fisico, che sono giovani fisicamente ma non mentalmente?
Ci sono situazioni e situazioni, persone e persone, ma sicuramente non le condivido. Però se il loro modo di vivere gli fa stare bene, che continuino così e che non ascoltino “4ever young”!


Quindi non è questo il messaggio che vorresti lanciare?
Assolutamente no, dai primi quattro secondi del singolo capisci che non è così. Perché, cosa già detta e stradetta, è ovvio che io adesso sono così e tra cinquant’anni sarò in un altro modo esteticamente; ma nessuno ha mai detto che per forza tu con tre nipoti, due figli e
sette cani, debba per forza invecchiare dentro. Non inteso andando a spaccarti nel primo bar, ma inteso come non sprecare mai la vita, che tu abbia dieci, settanta o cento anni.

Quindi il tuo motto di vita è “cogli l’attimo”? O se hai un motto di vita, qual è?
Non ce l’ho, il mio unico motto di vita è “scrivi e fai musica”.


Noi di Exclusive Magazine ti ringraziamo per l’intervista e ti chiedo di salutare o ringraziare chi vuoi tu.
Grazie a voi!
Voglio ringraziare il mio manager, Enzo Chiummariello, Cristiano Magaletti, BFM Music,
Sony Music, Columbia, Chiatto il mio migliore amico e personal manager. Spero di non aver
dimenticato nessuno, ho trenta secondi per riflettere?
Tutto il tempo che vuoi! (ride)
Saluto D-Ross, i produttori di “4ever young”.

Intervista a cura di Francesca Nicoletti!