LA RECENSIONE UFFICIALE DI CAOS DI FABRI FIBRA!

“Benvenuti a tutti nel mondo Fibra”, benvenuti in questo caotico e frenetico mondo composto da “due sentimenti eterni in perenne lotta, la ricerca dell’ordine e il fascino del CAOS” riprendendo un dialogo tratto dal film “Il rosso e il blu”. Come dichiarato dallo stesso artista, lui scrive per mettere ordine al suo disordine, noncurante delle tempistiche legate alla lunga attesa. Difatti è tornato dopo 5 anni dal suo ultimo progetto, scegliendo di analizzare uno dei due grandi impulsi che animano il nostro Io, il “CAOS”.

“Caos” è il titolo del decimo album in studio di Fabri Fibra, è composto da 17 brani che vi permetteranno di intraprendere un viaggio all’insegna dell’empatia e dell’introspezione, ripercorrendo tutti i 9 album che hanno preceduto quest’ultimo. Un autentico viaggio attraverso l’esperienza artistica accumulata da Fibra nel corso della sua carriera, evidenziata dallo spessore musicale raggiunto, difatti nell’album è possibile notare il perfetto connubio di strumentali, collaborazioni e tematiche affrontate.

Sono molti gli artisti che hanno accompagnato Fabri Fibra nel corso del suo viaggio, la maniacale e accurata ricerca di sonorità e strumentali ha portato l’artista a collaborare con diversi produttori del panorama musicale italiano, i 2nd Roof hanno curato molti dei brani presenti in “Caos”, seguiti da Marz e Zef, Sixpm, DRD, Low Kidd, Big Fish, Strage, Kermit, BretBeats, D-Ross, Startuffo, T&O e Neffa, Ketama126 e Francesca Michelin nelle vesti di cantanti e produttori. Doppia F ha scelto accuratamente anche ogni singolo artista presente in questo nuovo percorso, da Rose Villain a Maurizio Carucci degli Ex-Otago, passando per Lazza, Madame, Guè, Salmo, Marracash, Colapesce e Dimartino oltre agli artisti già citati che hanno cantanto e curato le produzioni.

Tra i tanti brani proposti dall’artista, “Propaganda” in collaborazione con Colapesce e Dimartino risalta maggiormente, sia perché il titolo del brano è uno dei primi titoli pensati dall’artista per l’album e sia perché rappresenta il Fibra politicamente scorretto ed esplicito che abbiamo imparato a conoscere nel corso degli anni, un brano che funge da spartiacque, difatti a partire da “Propaganda” l’attenzione degli argomenti trattati è spostata sulla Nazione e sulle problematiche legate ad essa. “È un brano con più chiavi di lettura. In fondo tutti noi siamo così sui social, facciamo propaganda di noi stessi e dedichiamo così tanto tempo al nostro IO che sembra la vita vera.” racconta Fibra in un intervista.

L’artista riprende il pensiero del filosofo tedesco Nietzsche: “Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi” ed infatti “Caos” e “Stelle” sono due dei brani di maggior impatto del progetto.

Tra le tante collaborazioni proposte, risaltano Lazza e Madame nell’omonimo brano che da il titolo all’intero progetto, “Caos”. Tre stili completamente differenti si confrontano sposandosi alla perfezione, Fibra lascia sempre diverse chiavi di lettura nelle sue tracce e questa è un esempio plateale, il suo eterno conflitto con la musica e con l’Hip-Hop viene espresso con il “Caos”, notevole il tributo al brano “Bandoleros” di Don Omar e Tego Calderón espresso al meglio dalla produzione di Low Kidd.

Una delle migliori frasi dell’album è espressa nel penultimo brano intitolato “Liberi”, in collaborazione con Francesca Michelin nelle vesti di cantante e produttrice. Un brano che esprime al meglio il senso di libertà in tutte le sue sfaccettature ed enuncia quanto la musica sia servita a Fibra per “salvarsi”:

 

“Se non avessi affrontato la mia famiglia

Fossi rimasto in fila, per me a quest’ora sarebbe finita

Se avessi fatto finta, mi sarei chiuso senza via di uscita

Per questo la musica mi ha salvato la vita”.

 

Fibra ha sempre voluto sperimentare nuovi generi pur non distaccandosi mai del tutto dalle sue origini, uno dei brani in cui viene sperimentato un genere è il brano “Noia” in collaborazione con Marracash e prodotto da Ketama126, un brano Alternative Rap, privo di ritornelli, accompagnato da sonorità cupe ma coinvolgenti.

“Caos” rappresenta l’insieme di tutti generi coinvolti dall’artista nel corso della sua carriera, ognuno di questi brani rappresenta un diverso stato d’animo in grado di coinvolgere più ascoltatori. Questi stati d’animo vengono descritti attraverso l’uso dell’empatia e delle sensazioni legate ad essa. Un album che necessita di più ascolti prima di essere giudicato del tutto, un progetto tanto particolare quanto interessante.

Articolo a cura di Niky Fabiano!