LA RECENSIONE UFFICIALE DI “SALVATORE” DI PAKY!

Dopo tanta attesa, Paky pubblica “Salvatore”, il suo primo album ufficiale distribuito da Universal Music e Island Record. Fin dagli esordi il rapper di Rozzano si è contraddistinto sia per il proprio timbro vocale che gli conferisce una vocalità cupa e a tratti “psichedelica” e sia per il suo modo di esprimersi apertamente, senza mezzi termini, nel modo più diretto possibile. Con “Salvatore” Paky sceglie di mettersi a nudo, di raccontarsi, di parlare della sua storia, del suo passato e del suo presente con uno sguardo attento al futuro, lo fa introducendo l’ascoltatore all’interno del suo mondo tanto crudo quanto vero, tanto esplicito quanto sincero. Un album che riesce a trasmettere a chiunque lo ascolti ogni minima sensazione che l’artista ha voluto improntare, questo anche grazie alle produzioni maniacali dei diversi produttori che hanno lavorato in questo progetto, da Drillionaire a The Night Skinny, passando per Kermit, Sick Luke e i 2nd Roof. L’album è composto da 17 brani che conducono l’ascoltatore nella realtà dell’artista, realtà divisa dall’omonimo brano che da il titolo all’intero progetto, “Salvatore”. Nella prima parte Paky racconta la sua quotidianità e il suo modo di vivere la Street Life, “Intro” e “Blauer” ne sono gli esempi lampanti. La seconda parte invece è caratterizzata da racconti più cupi e tristi nei quali ritroviamo un ragazzo di 23 anni che sceglie di aprirsi completamente al pubblico permettendo a chiunque di poter comprendere e ascoltare la storia che ha segnato la vita dell’artista stesso. Paky ha sempre avuto l’approvazione di tutta la scena italiana, elemento riscontrabile nei featuring presenti all’interno del progetto, da Marracash a Shiva, da Guè a Geolier, passando per la coppia Mahmood e Luchè nel brano “Giorno del giudizio”. In questo brano i tre artisti si adattano perfettamente al beat prodotto da The Night Skinny, creando un connubio perfetto tra vocalità e beat. Mahmood dopo la vittoria alla Kermesse conferma l’ottimo momento artistico, Luchè d’altro canto si mostra in ottimo stato di forma, portando ancora più hype attorno al suo nuovo progetto in uscita il 1° Aprile. Inoltre in questo progetto è possibile notare diverse citazioni rivolte ai Co’Sang, segno di quanto lo storico duo sia stato una fonte di ispirazione importante per Paky. Tra i tanti brani proposti dall’artista “Storie tristi” è quello che colpisce maggiormente per la semplicità con cui Paky sceglie di raccontarsi, un fiume in piena di parole colpite da un temporale cupo e triste, una realtà distopica esaltata dalla produzione di The Night Skinny.

La frase più rappresentiva dell’album è racchiusa nel ritornello di “Blauer”:

 

“Chiedo scusa se non uso Internet

Un vero ghetto boy non sta su Internet

Faccio le storie in strada, non su Insta”.

 

“Salvatore” permette a Paky di mettersi in evidenza all’interno della scena Hip-Hop Italiana, confermandosi ed eliminando ogni dubbio casomai a qualcuno fosse sorto.

Quali sono le vostre considerazioni sul primo album di Paky?

Recensione a cura di Niky Fabiano!