MAYOMI, IN STUDIO SI CREA UN’ATMOSFERA UNICA!

Benvenuta a questa chiacchierata insieme a noi di Exclusive Magazine. Ci racconti la genesi del nome Mayomi? 

Mayomi è nato grazie alla mia mamma. Quando ho finalmente deciso di far uscire le mie canzoni il mio nome, Giordana, mi piaceva molto, ma in quel periodo ne erano uscite un pò troppe per i miei gusti. Volevo qualcosa di più originale. Ho provato a trovare delle alternative tipo Jordan o Gigi ma nessuna mi aveva convinto. Mayomi è il nome di un’amica di mia madre, mi colpì subito appena lo sentii. Suonava bene e richiamava un pò il nome giapponese Mayumi  “Ma” che significa arco (come il mio segno zodiacale il sagittario) e “Yumi” che significa forza. Esso vuole riportare alla memoria la grande potenza della natura che, nei fondali blu delle acque di paesi lontani, dà vita a queste incredibili gemme, simbolo di perfezione e purezza. Fu allora che dicessi di cambiare solo una lettera e sostituire la U con la O: Ma (mamma e l’arco sopracitato) (YO) io, in spagnolo e Mi (ancora una volta io): me al quadrato e mia madre.
 
 
Il 2021 volente o nolente per tutti è stato un anno particolare, cosa seri che succeda di nuovo nel 2022 e cosa no? 
Il 2021 è stato un anno difficile e infatti spero che le cose riescano a prendere una piega diversa il prima possibile. Quello che vorrei che succedesse di nuovo è rimanere focus sulla scrittura e sull’identità del progetto. Il flusso di creatività avuto nel 2021 è stato davvero potente e spero non si fermi.
 
 
Facciamo un passo indietro, ad ottobre è uscito “Andale” il primo brano con alla produzione “Jadorelador”, come è nata questa vostra alchimia musicale? 
Io e Jadore ci siamo conosciuti un bel pò di anni fa, ma non siamo mai riusciti a collaborare. Ci siamo ribeccati per caso e per caso ci siamo trovati in Studio. Non ho mai dato troppo peso ne a quell’incontro in studio ne al fatto che avremmo trovato una chiave che mettesse in risalto le qualità di entrambi. E invece..!!! All’inizio lui ci credeva molto più di me, oggi però siamo forti l’uno dell’altro e ogni volta che siamo in studio riusciamo a creare un atmosfera unica e giuro che ci divertiamo sempre moltissimo.
 
 
Nel brano sopra citato dici testualmente “rido sui momenti tristi”,  come ci si riesce a farlo? 
Con la musica riesco sempre a ridere sui momenti tristi, fuori dallo studio un pò meno, ma una volta che ho sbollito e sclerato quei 10 minuti, ci rido sù. Come fare? Appena arriva il momento triste, provare a sostituirlo immediatamente con la passione o gli hobby preferiti.
 
“In bilico tra se vesto più chich o più street oggi voglio fare un mix” C’è qualche volta che una delle due vesti non le senti tue?
Certamente e proprio per questo motivo che lo scrivo. Io la mattina mi vesto in base a come mi sento, al mood della giornata, Quando non mi sento da nessuna delle due parti faccio un mix. Tipo una tuta comfy con una giacca elegante.
 
L’aver viaggiato tanto, anche fuori dall’Italia  come ti aiutato nel tuo percorso musicale? 
Mi faccio sempre molto coinvolgere dai viaggi che faccio. Mi lascio ispirare. Ecco perché i miei pezzi hanno delle influenze davvero disparate tra di loro. Anche qui faccio un mix. E ancora non avete sentito niente.
 
Quando decidi di collaborare con qualcuno cosa ti spinge a farlo? Quale è stato la “molla” che ha fatto partire il brano “vieni con me” con Andrea Blanc? 
Scrivendo una traccia arriva il momento in cui bisogna chiuderla. Ci sono stati un paio di pezzi in particolare in cui nonostante gli sforzi, nonostante provassi a chiudere il brano standoci giorni e giorni non mi si toglieva dalla mente l’idea di voler lavorare a quella canzone con un’artista in particolare. Così sono nate due delle collaborazioni più importanti dei mie brani che sentirete a breve. Menomale che hanno apprezzato e trovato il pezzo in linea con la loro arte. Con Blanc è stato un pò diverso. Ci siamo scritti poco dopo la mia prima uscita e ci siamo voluti incontrare in studio per le Vibes rnb che ci accomunano. Il pezzo ha preso vita in una sola sessione ed era la prima che facevamo insieme. Abbiamo continuato a vederci in studio per lavorare ad altri progetti ma Vieni con me è nata davvero in maniera supernaturale.
 
Domanda extra musicale : 
Ha senso andare su Marte a cercare acqua quando non si sfrutta a pieno quella del mostro pianeta? 
Se dovessi riferirmi al mio processo creativo ha senso sfruttare l’acqua che abbiamo ha disposizione come si può notare dalla mia identità fortemente attaccata alla mia città natale, Napoli, nonostante viva da 6 anni a Milano. Mi piace molto nutrirmi del mio background culturale ma ha sempre senso esplorare nuove dimensioni e trasportare nel viaggio con te anche l’ascoltatore.
 
Per concludere questa nostra chiacchierata insieme ti invitiamo a salutare e ringraziare chi vuoi. Grazie per il tuo tempo 
Un ringraziamento speciale a exclusive magazine per la chiacchierata e un bacio gigante a Jadore e a tutto il team!

Intervista a cura di JdOnTheBeat!