Mazzini

– Iniziamo parlando del periodo “pandemia”: ha avuto un impatto negativo sulla tua musica o invece hai riscontrato più produttività?

Sinceramente la mia produttività è rimasta invariata, ho scritto molto ma la motivazione per cui l’ho fatto non è legata alla pandemia. Chiaramente stando spesso chiusi in casa, e facendo meno esperienze, mi sono lasciato ispirare anche da vecchi ricordi.

 

– “Fuorisede” è il titolo del tuo nuovo singolo da poco uscito su tutte le piattaforme, raccontaci com’è nato questo brano.

È stato come un flusso di coscienza improvviso ed ho sentito l’immediato bisogno di metterlo per scritto sulle note del telefono. Ho ancora ben presente il momento in cui è successo: stavo aspettando l’arrivo dei miei amici e per la prima volta ho sperato che il loro essere in ritardo si prolungasse per poter continuare a scrivere.

 

– La produzione artistica di questo brano è di Marta Venturini, che ha curato progetti di grandi artisti come Emma Marrone, Calcutta e molti altri. Com’è stato per te collaborare con un personaggio di questo calibro? 

Come prima cosa devo dire che mi sono sentito veramente onorato di questa opportunità. Marta Venturini non è soltanto una grande professionista, ma anche una persona sempre disponibile al confronto sulle idee e che ti fa sentire a tuo agio. Non posso che essere felice del lavoro fatto insieme!

 

– Qual è per te la frase più significativa di “Fuorisede”?

Ne dico due, le mie preferite: “…gli occhiali da sole nascondono i pensieri, oggi sto sereno ma piovevo fino a ieri…” e “…non è giornata per gli amici con la vita già sistemata, per chi non s’innamora più di una sconosciuta…”.

 

– Come è nata la tua passione per la musica e cosa ti ha spinto a intraprendere questa strada?

Fin dagli inizi la mia spinta è stata trasformare in testi e melodie gli avvenimenti delle mie giornate. La passione c’è sempre stata ed è esplosa quando ho preso coscienza che usare la musica come mezzo personale di comunicazione mi facesse stare bene.

 

– Perché hai scelto di usare il tuo cognome come nome d’arte?

Ho deciso di usarlo perché il caso ha voluto che il mio cognome si ricordi bene. In ogni città esiste un Viale o una Piazza che porta questo nome per motivi storici, quindi ho pensato che fosse l’ideale.

 

– Come definiresti il tuo sound?

Direi che il genere principale a livello di suono è il Pop, però è un po’ particolare perché ci trovi dentro delle forti influenze rock e indie. Alla fine, probabilmente, potrei dire che è una sorta di “cantautorato italiano moderno”.

 

– Hai degli artisti a cui ti ispiri?

 Ascolto veramente tanta musica e varia, ma i riferimenti che ci saranno sempre sono Blink 182, Placebo, Panic At The Disco e Calcutta.

 

– Musicalmente parlando, quali sono i tuoi obiettivi?

Vorrei con il tempo riuscire ad essere seguito da gruppo di fans che sia affezionato al progetto, penso sia un aspetto fondamentale per non non essere una meteora e finire nel dimenticatoio. 

 

– Stai già lavorando a nuovi progetti?

Ci sono nuovi singoli già pronti e tante canzoni con cui entrare in studio. Non dimentichiamoci poi dei live, ho voglia di suonare e stare sul palco!

 

Siamo giunti al termine della nostra chiacchierata, ti salutiamo e ti invitiamo a salutare a tua volta chi vuoi!

 

Saluto voi, vi ringrazio per la disponibilità e un altro grande saluto ai lettori di questa intervista per la curiosità verso il mio progetto!

 

Intervista a cura di Noemi Lorenzini!