Partita solida degli uomini di Sacripanti che dopo un avvio in salita impongono il proprio ritmo alla gara. Tutti hanno dato il loro contributo. In evidenza le prove di Leunen e Green che con le loro triple hanno indirizzato la partita verso Avellino con grande intensità difensiva e precisione al tiro.

Sono i padroni di casa a partire forte a tamburo battente: Watt mette a referto 7 punti di fila e al 9-2 di Sosa Sacripanti si vede costretto a chiamare il primo timeout della gara. In uscita non si arresta il momento negativo della Scandone, che resta sotto anche quando la stella di Ragland inizia a brillare anche al Palamaggiò. Il secondo parziale si apre con 3 lunghezze di svantaggio per gli irpini e con il doppio play sul parquet. A suon di triple, proprio a firma del play di West Springfield, i biancoverdi risalgono la china, almeno fino al 5-0 casertano che riporta in vantaggio la Juve. Zerini si prende la scena e la truppa avellinese rimette il muso avanti: 43-48 alla pausa lunga.

Sul filo dell’equilibrio anche il terzo periodo. Leunen da una parte, l’ex Cinciarini dall’altra infiammano le rispettive tifoserie e chiudono il quarto sul 66 pari. Zerini risale in cattedra confermandosi un cecchino dalla distanza (3/4), mentre Fesenko chiude il decisivo break di 8-0. Caserta ha sette vite e risponde con un controbreak di 9-1, ritrovando il pari. Gli ultimi minuti si giocano punto a punto: al netto di Ragland (out per 5 falli) è la Sidigas a spuntarla grazie ad un superlativo Green. Il derby è di Avellino, finale 82-86 al Palamaggiò.