Chief + Zippo + Le Sacre Scuole – Sacre Scuole (Testo)

Testo Chief + Zippo + Le Sacre Scuole Sacre Scuole Ecco il Testo Chief + Zippo + Le Sacre Scuole Sacre Scuole, la nuova canzone di Sacre Scuole. Leggi il testo completo e scopri il significato delle parole. Chief + Zippo + Le Sacre Scuole [Strofa 2: Jake] Jake Heke La Furia cane da sfida nutrito di nitro Hai capito che distruggo ogni fallito Come un acuto bicchieri di vetro Troppo frequentemente tra gli MC il filo elegante È scrivere il niente Per cui tendenzialmente controcorrente Ho visto uscire il tuo disco, ma chi t'ha mai visto MC generato dall'imprevisto È presto per proclamarsi Cristo Costi quel che costi i migliori contro troppi avversari Rime immortali senza pari, né uguali Senza valori materiali come falsi ideali Sicuramente il miglior gruppo che puoi trovare sopra gli scaffali Cinque soldati con armi di carta Cinque MC senza marca Cinque naufraghi sopra la stessa barca [Ritornello] Costi quel che costi Continuerò, procederò, avanzerò comunque Se faccio stili troverò dove non c'è niente Costi quel che costi Ma sempre con il cuore in mano per la mia gente Costi quel che costi Continuerò, procederò, avanzerò comunque Se faccio stili troverò dove non c'è niente Costi quel che costi Ma sempre con il cuore in mano per la mia gente [Strofa 3: Zippo] La vibrazione stai sicuro che come sempre mi prende Ma certe volte il tormento m'assale e scende La delusione è un velo bianco come la Sindone Perché sputare addosso è diventata un'abitudine L'amore per la musica mi consola, mi ripaga Non perder la fiducia quando nessuno più ti caga Riunito nel circolo, alte le voci Questa roba scava solchi così profondi Che non ho ragione di rimpianti Nuovi giochi, mondi infiniti plananti Su un esercito di militanti In quanto ho preso tutto sul serio, forse troppo Quasi da perder la ragione contro il balocco Ma zero presunzione, zero motto combattivo In ogni mia canzone che scrivo, zero falso, zero divo Dal profondo dell'anima zero finta vittima Perché se ti senti perseguitato in fondo c'è un motivo [Strofa 4: Guercio] Muovendo il passo su un percorso infuocato Come un amplesso ti ho visto fra sesso Col compromesso più basso Per uno sputo di successo Quindi ho messo le tue strofe in quarantena Perché infettive per la scena Ti fai in vena overdose di stile in cancrena Finanziato da paraffina in rima che spacci per crema Entro in testa come uno strizza cervelli Con più metri estremizzati Che morti ammazzati in un film di Bruce Willis Virtuoso tecnicamente Se non sei tu chi mente il mio occhio sinistro non è guercio per niente Mentre giocavi al farabutto ho fatto fuori il tuo pseudonimo rendendoti anonimo La tua crew è in lutto [Ritornello] Costi quel che costi Continuerò, procederò, avanzerò comunque Se faccio stili troverò dove non c'è niente Costi quel che costi Ma sempre con il cuore in mano per la mia gente Costi quel che costi Continuerò, procederò, avanzerò comunque Se faccio stili troverò dove non c'è niente Costi quel che costi Ma sempre con il cuore in mano per la mia gente [Strofa 5: Chief] Costi quel che costi sarò in un cerchio originale Costi quel che costi resto in posizione verticale Al di sopra del livello del mare Lascio annegare nel paradossale Col ritmo marcio funebre e trionfale L'ombra poco chiara di chi si para Di fronte corrompe in gara bara per paura e spara Se necessario colpi di lupara (Uh), figura amara Provaci ancora, Sam, perché la vita è dura E stronzi come me qui a mandarti in para Per ricordarti che la verità te la farà pagare cara Perché il Faust era un romanzo E tu col venditore d'anime ogni giorno stai seduto a pranzo Se ne parla anche a Costanzo, tra i cinquanta c'è un intruso rifiuto Figlio di un sopruso, un illuso morboso colluso Con lui che ormai da tempo con la musica ha protratto un abuso sessuale Per soddisfare una perversa voglia anale che non riesce a confessare Represso, omosessuale un uomo sa come ci si deve comportare Come Il Circolo, Chief, Zippo e le Sacre Scuole [Outro] Perché una munnezza resta sempre una munnezza 1998, il Circolo per il '98 Circolo Milano, Circolo Milano

Cronache Di Regime (Cospirazioni) – Sacre Scuole (Testo)

Testo Cronache Di Regime (Cospirazioni) Sacre Scuole Ecco il Testo Cronache Di Regime (Cospirazioni) Sacre Scuole, la nuova canzone di Sacre Scuole. Leggi il testo completo e scopri il significato delle parole. Cronache Di Regime (Cospirazioni) [Outro] Uh, uh, cose che non vedi, cospirazioni Per il 2000, uh, uh, Sacre Scuole

Sul Filo Del Rasoio – Sacre Scuole (Testo)

Testo Sul Filo Del Rasoio Sacre Scuole Ecco il Testo Sul Filo Del Rasoio Sacre Scuole, la nuova canzone di Sacre Scuole. Leggi il testo completo e scopri il significato delle parole. Sul Filo Del Rasoio [Ritornello: Il Guercio, Fame, Corvo D'Argento] Attraversa il filo del rasoio per raggiungermi Ho tecniche per sconfiggervi, vieni e prova a dividerci Sotto la mia armatura pulsa un cuore, non si può fermare Sacre Scuole, siamo venuti per restare Sopra un palco infuocato, tre mc elevati al cubo Copriamo la superficie del globo, tutti e nessuno Ovunque e in nessun luogo, premiamo gli tsubo Cani da sfida e assassini, doghi argentini Incrociamo le rime come i destini [Strofa 2: Il Guercio] Fine ventesimo secolo, un mc post-olocausto Sopravvive sul nastro, non vende l'anima al diavolo Colpa di fogli riempiti se perseguito mc come inquisiti Più che Chuck Norris vietnamiti Virtuoso, resisto a shock tipo un Casio Ogni invidioso è arreso Di fronte a un flow ricercato come un evaso Ho rime telecinetiche, il tuo mic prende vita Sfugge dalle dita, il filo ti impicca, suicida Rimo come qualsiasi altro ma elevato al cubo I miei versi bruciano scarsi come eretici al rogo È un connubio tra cuore e acciaio, vedi il microfono Custodiscono le mie rime in files segreti al Pentagono Kick-boxer come Jean Claude nel kumite Costringo a urlare Matè senza controfigure sul set Se vuoi dare cash a un lirico assassino paga il Mariachi Ma zero violino, vivo a poligoni Mishima Heihachi Torna a gira la ruota Ti estorcerò la statua a pegno del gotha che hai conquistato Erogando una strofa a banconota Io sogno e mi sveglio negli incubi Lì con gli mc giro snuff-movies con l'8 millimetri Ventimila leghe sottosuolo Un liricista estremista più cinque dita di violenza fa il suo lavoro Scrive tritolo, a Milano l'aria s'è già incendiata Non uscire di casa senza una rima ben affilata [Ritornello: Il Guercio, Fame, Corvo D'Argento] Attraversa il filo del rasoio per raggiungermi Ho tecniche per sconfiggervi, vieni e prova a dividerci Sotto la mia armatura pulsa un cuore, non si può fermare Sacre Scuole, siamo venuti per restare Sopra un palco infuocato, tre mc elevati al cubo Copriamo la superficie del globo, tutti e nessuno Ovunque e in nessun luogo, premiamo gli tsubo Cani da sfida e assassini, doghi argentini Incrociamo le rime come i destini [Strofa 3: Corvo D'Argento] Esperto, inverto i ruoli come i poli del mondo Sondo l'equilibrio con combo che vibro Se vibro tra concorrenti con correnti di vento Divento libero, mi libro nel cielo aperto Come libro per fasi, frasi che scrivo Che schivo, levito, le limito La gravità con zone di non gravità in cui levito Abito l'ignoto, frutto del vuoto In dimensioni parallele per non cadere Tesso coi fili di luci ragnatele Miscredi, mi credi disarmato e mi vedi nudo Ma io faccio dei deboli la mia forza come Fudo Faccio del vento il mio scudo Eludo attacchi senza colpire Come in scherma illudo nemici in tempesta fingendomi terraferma Ogni mia orma rende i sentieri immortali Come ogni karma rende i mali Ogni mia arma si forma in grembo a riti millenari Edifico scudi ausiliari se solidifico i mari Elevandoli al cielo come querce secolari Rappacifico scuole avversarie Se scompaio è per ricomparire come in eclissi solare Spazi immensi perché corro su un tappeto di controsensi Porto passi indietro, percorro chilometri nello spazio di un metro Collegando realtà e fantasia come i ponti, i lembi degli stretti Miscredete, mi credete perché siete costretti Mi fondo ultravioletti viaggio senza muovere il corpo Lo scindo dallo spirito come un atomo col teletrasporto Comporto inevitabili inconciliabilità tra causa ed effetto Nel momento in cui sfrutto le forze a cui sono soggetto In cui proietto il futuro sul presente come un veggente Creo spaccature temporali che danno vita al sesto continente Polverizzo confini come paprika Modernizzo la carta geografica Concretizzo fini, realizzo rivolte in Africa Perché alcuni nascono per fare la storia altri per subirla Se son nato per subire preferisco morire Vendico stragi d'innocenti Rivendico diritti Sacri come i Testamenti Ma io non dimentico, non mendico pietà ai vincenti Deciso, non sottometto la libertà a un sorriso Ora che stringo la vostra nei pugni e la strofino sul viso Ora che protetto da questo petto forgiatomi addosso da Marte Posso decidere la mia sorte o uccidere la mia morte Incidere da parte a parte ciò che è scolpito nel granito Puoi tagliarmi il dito, ma non puoi porre fine all'infinito Jamas vencido, mi divido e circoscrivo attacchi continui Che mi hanno confinato, sì, nella mancanza di confini Più ti avvicini meno mi vedi Più calchi la mia terra più la senti mancare sotto i piedi Più mi stringi attorno più mi concedi Il tempo di sedere e di vedere le luci del giorno Fare ritorno come lo Jedi, Dargen JD [Ritornello: Il Guercio, Fame, Corvo D'Argento] Attraversa il filo del rasoio per raggiungermi Ho tecniche per sconfiggervi, vieni e prova a dividerci Sotto la mia armatura pulsa un cuore, non si può fermare Sacre Scuole, siamo venuti per restare Sopra un palco infuocato, tre mc elevati al cubo Copriamo la superficie del globo, tutti e nessuno Ovunque e in nessun luogo, premiamo gli tsubo Cani da sfida e assassini, doghi argentini Incrociamo le rime come i destini

Chiamati In Causa Tribunale – Sacre Scuole (Testo)

Testo Chiamati In Causa Tribunale Sacre Scuole Ecco il Testo Chiamati In Causa Tribunale Sacre Scuole, la nuova canzone di Sacre Scuole. Leggi il testo completo e scopri il significato delle parole. Chiamati In Causa Tribunale [Interludio] Agostino Migliore detto Chief, imputato del reato previsto e punito dall'Articolo 412 del Codice Penale per occultamento di cadavere, cosa può dire a sua discolpa? [Strofa 2: Chief] Mi dichiaro colpevole reo confesso messo con le spalle al muro Più Epicuro che Socrate in questo contesto non contesto Perché io ho rimosso le spoglie trovate a ridosso di un fosso Coperto da foglie macchiate di rosso, non posso negare l'evidenza dei fatti Ma ciò non toglie che ciò distoglie i giurati dagli atti già redatti da quest'udienza E in sostanza qui se ne toglie l'essenza, la moglie del signore opulenza subiva misfatti, atti di violenza Pensa dal giorno uno in cui due furono in confidenza Seguirono tre anni di dipendenza Bastarono quattro ore per far crollare l'altare di ogni speranza Cinque furono i colpi che squarciarono il cielo in quella stanza Sei le volte che lei pregò il vangelo Verso le sette il gelo la avvolse completamente col suo velo E ora qui vi svelo il mistero delle otto monete trovate coniate con nove vite rubate Legate a promesse mai mantenute, svanite tra le sue mani Una dopo l'altra come dieci piccoli indiani L'indomani per caso pervaso da una smania che dilania anima e corpo Mossi i miei passi tra i cipressi nei pressi dell'orto ,scenario del torto Dove tra orchidee ed azalee fiorivano idee per cui cercavo invano il supporto Della mia musa la musica l'unica illusa reclusa in una cassa da morto Ultima vittima di in un parto finito in aborto signori della corte qui taglierò corto Vi riporto la mia unica colpa di aver tentato di darle la vita per l'ultima volta [Interludio] Francesco Vigorelli detto Fame, imputato del delitto previsto e punito dall'Articolo 575 del Codice Penale per aver cagionato la morte di Lameni Laminchia, cosa può dire a sua discolpa? [Strofa 3: Fame] Vostro onore, giudica un uomo innocente Troppo superficialmente accusato di un reato senza movente Uscii di casa quel giorno, entrai al party ma dentro era un forno Mi aprii la giacca e feci un giro guardandomi attorno Così vidi JD che beveva appoggiato al bancone Mi avvicinai per fargli una sorpresa tra cento persone JD ingannava l'attesa con un coglione Mi avvicinai a mano tesa così la parte lesa ebbe un nome Scambiammo inutili chiacchiere Lui capì che io ero l'uomo da battere E io che lui era l'uomo da abbattere "È ora di combattere" disse, prendendo il micro Ma dissi: "Se vuoi morire ti sfido, io i cani li uccido" Camminammo fino al palco e iniziammo a sfidarci Ci sferrammo addosso parole e concetti al posto di pugni e di calci Ma, coi corpi immobili nervi e muscoli tesi Concetti pesi, con la complessità di ideogrammi cinesi Le nostre frasi diventavano blocchi sospesi e combattevano Mantenendo i nostri corpi illesi Fu così che i miei colpi lo stesero Le sue parole indignate guardandolo in faccia lo uccisero Così si invalida la tesi di omicidio Ma è un complesso suicidio messo in atto da una psiche accecata dall'odio Signori, la giuria noterà che il fatto è evidente Quindi inquisito per niente aspetto l'assoluzione imminente [Interludio] Vittorio Pizzo detto Zippo, imputato del reato previsto e punito dall'Articolo 656 del Codice Penale per aver diffuso notizie false e pretenziose, cosa può dire a sua discolpa? [Strofa 4: Zippo] Elevo le rime l'unico giudice astratto ma così reale perché le rime sono noi di fatto Troppe parole versate da ogni direzione padroni della situazione Troppi giudici e servi che non sanno più qual è la loro professione Pensa al tuo lavoro che io penso a questa mia missione Tu che programmi tu che fai tu che puoi non ti schierare perché non sono cazzi tuoi Non prendere parte non ti intromettere sono cose serie non riflettere non perdere Tempo in cose che non puoi capire il carattere e lo spessore della faccenda che non puoi sentire Senza la vita è passata allo sbattimento membra stanche sul cemento Spruzzi di colore in controvento, rime scritte con sentimento Anni su anni per un movimento fuori dall'isolamento Non importa quanto vendi, non scrivo rime per stipendi non mi importa quanti soldi prendi Perché quelli come te non saranno mai contenti Prima o poi tutti scendono e ti lasceranno tutti Ora che tutti ti difendono e ti amano E a giudicare saranno solo le rime, perché alla fine solo le rime contano [Interludio] Cosimo Fini detto il Guercio, imputato del delitto previsto e punito dall'articolo previsto dall'Articolo 575 del Codice Penale per aver cagionato la morte di Luca Azzuduru, cosa può dire a sua discolpa? [Strofa 5: Il Guercio] Fatemi superare la commozione per la tensione, sarò pronto a firmare la deposizione La mia imputazione: omicidio plurimo Da quando l'anonimo Cosimo divenne il Guercio al microfono Davanti a lei giudice capo racconterò dal principio Ciò che tra poco mi farà appendere a un cappio Col cannone puntato costretto Ho consegnato ogni mio verso composto ad un porco col volto coperto Mascherato da presidente morto, senza le rime ero finito Ma l'avrei servito come Blanco a Carlito Era gioco l'onore come i Prizzi La sera stessa in un bar soddisfavo i miei vizi, raccolsi i primi indizi Per trovare le liriche, intercettazioni telefoniche Sincronizzavo già le arance meccaniche il mandante Classico MC d'oratorio per carta straccia il migliore del circondario Il mio movente erano le sette e undici come a dadi il numero vincente Quando puntai il mio microfono alle sue tempie processo per direttissima Violenza genera violenza, per me le rime o la vita, difesa legittima Fuoco nel tribunale mi hanno provato a rieducare come Alex Ma non si può meccanizzare ciò che è naturale Sto per scontare la peggiore delle condanne Ma prima l'ultima siga con cui darò il posto

Tempo Critico – Sacre Scuole (Testo)

Testo Tempo Critico Sacre Scuole Ecco il Testo Tempo Critico Sacre Scuole, la nuova canzone di Sacre Scuole. Leggi il testo completo e scopri il significato delle parole. Tempo Critico [Ritornello: Corvo D'Argento] La visione di un passato Tempo critico Che è stato Il mio passato prossimo La visione di un passato Tempo critico Che è stato Il mio passato prossimo La visione di un passato Tempo critico Che è stato Il mio passato prossimo La visione di un passato Tempo critico Che è stato Il mio passato prossimo (Ah) [Strofa 3: Dargen D'Amico] Accusato di paure immaginarie, testimone marginale Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare Sorseggio calici pieni di tristezza E piango occhi come lacrime di incredibile compattezza Ho già vissuto il passato da voi chiamato futuro Tra qualche secolo ho visto il cielo spalancarsi e tracciarsi nell'oscuro Un ponte d'ombre sospeso come il fiato, pochi sono al sicuro Perché avrà il diritto di attraversarlo solo chi ha un cuore puro Ma anche gli infami otterranno di esser salvi Recitando a mani giunte salmi Per nascondere il destino marchiato sui palmi Non potendolo più attraversare il bene dovrà diventare male Come l'acqua di un fiume per continuare deve diventare mare [Strofa 4: Jake La Furia] A volte mi sento come se la mia fantasia fosse in lutto Ogni ideale distrutto ed il brutto È che negli occhi ho lo sguardo di chi a vent'anni ha visto tutto Ma perdendo una lacrima butto a terra questo senso corrotto Una volta un uomo mi ha chiesto da dove vengo Nato in mezzo alla merda ma ogni fiore ha le radici nel fango E nel fango i miei ricordi verranno trovati, conservati Per chi percorre sentieri sbagliati Vorrei ricordare ciò che ormai ho dimenticato Vorrei dimenticare ciò che da quel giorno non ho più scordato Ma ora che vivo il passato, il futuro e l'ignoto A me restano soltanto ricordi per il mio album di foto [Ritornello: DJ Zak] La visione di un passato Tempo critico Che è stato Il mio passato prossimo La visione di un passato Tempo critico Che è stato Il mio passato prossimo La visione di un passato Tempo critico Che è stato Il mio passato prossimo La visione di un passato Tempo critico Che è stato Il mio passato prossimo [Strofa 5: Il Guercio] Giorni diventano stagioni, svarioni bruciano altri neuroni Intanto tu esci là fuori e prendi lezioni, sclero se è vero Che il tempo è un film in technicolor, allora io zero Che resto in bianco-nero Prigioniero di una foto con sfondo il vuoto Ma il gioco ha un significato mascherato come Naoto Chi non lo trova nel mentre si arrende e si spenge da solo, la gente Guardando il cielo di notte vede una stella cadente Io cerco di colpire al plesso il mio falso riflesso Prima che lui esca dallo specchio a un passo dal collasso Sta solo a me decidere Ma io degenere vivo per vivere Domani cosa può succedere? [Ritornello: DJ Zak] La visione di un passato Tempo critico [Strofa 6: Dargen D'Amico] Hanno rilevato più volte il mio decesso In epoche di cui non ho il possesso Poiché ciò che è successo non mi ha concesso Che un riflesso di ciò che ho visto Assisto a me stesso genuflesso ai piedi di Cristo Ma solo adesso capisco Non esisto se non rubo al presente tempo da vivere Come un padre che sul letto di morte insegna al figlio a ridere Ma il mio mi rinnegò rendendo mia madre la mia famiglia A volte mi chiedo se avrebbe avuto il coraggio di abbandonare una figlia Non sbatto ciglia Finché avrò ricordi imprigionati nelle pupille Avrò nella penna lacrime che il passato mi ha rovesciato sulla pelle Trascinandomi sulle braci Piango, non guardarmi e taci Neanche una donna cancella le cicatrici Solcate dalla Via Crucis Anche se il vento sfogliandomi i capelli scrive di dimenticare Come al sole che nel tramonto sdraia i raggi per diventare mare [Ritornello: DJ Zak] La visione di un passato Tempo critico Che è stato Il mio passato prossimo La visione di un passato Tempo critico Che è stato Il mio passato prossimo La visione di un passato Tempo critico Che è stato Il mio passato prossimo La visione di un passato Tempo critico Che è stato Il mio passato prossimo

Stato alterato di coscienza – Sacre Scuole (Testo)

Testo Stato alterato di coscienza Sacre Scuole Ecco il Testo Stato alterato di coscienza Sacre Scuole, la nuova canzone di Sacre Scuole. Leggi il testo completo e scopri il significato delle parole. Stato alterato di coscienza [Strofa 3: Chief] Libero lui dai fatti credimi, che teneva le redini Che aveva più crediti con lui che lui nel suo bar debiti Imbeviti in un altro flusso, se vuoi la salvezza Busso alla tua insicurezza Esperto in furto di anime con destrezza Dr. Macallicious rimbalzo come un bumper Svario tra Sid Vicious, Daltanious e City Hunter Connettendo il mio encefalo acceso come un fiammifero Ad un falò di vanità, dando smacco a Lucifero [Ritornello: Chief] Pensi che sia perso Ma mi trovi in uno stato alterato di coscienza verso Una costante crisi di astinenza, la mia esistenza in un verso Il mio fantasma riflesso in uno specchio convesso Pensi che sia perso Ma mi trovi in uno stato alterato di coscienza verso Una costante crisi di astinenza, la mia esistenza in un verso Il mio fantasma riflesso in uno specchio convesso [Strofa 4: Chief] In un'analisi più approfondita, apre a fondo le dita In un caso di vita Dove un naso un po' sinistro con un destro cerca l'uscita Errore, qui vi placa il dottore Strada chiusa, ecco un Kleenex per il tuo raffreddore [Strofa 5: Fame] Provoco pacchi da emozioni illusorie Su stati di coscienza sapessi di quanta gente conosco le storie Con quanti nomi tante persone mi han conosciuto Con quante mani venduto, a contatto con quante narici ho vissuto Quanti amici ho confuso Quanto sangue è sgorgato per questioni di abuso E quanti gusci di introversi ho schiuso Cucinata in padella do vita a pepite Serate all'insegna di vite fallite Più che bamba sembro kryptonite Chi mi prova si innamora I pezzi da 90 comprano pezzi da 150 con l'amaro in gola Spesso in compagnia di mannite o a volte sola dentro a pucciotti Divisa in pippotti, finché son troppa e scoppi Mi arrampico sui cannini, sollevo pesi sopra i bilancini E poi smezzo cartine con gli spini, perseguito da qualsiasi diffida Pianta parassita rendo l'esistenza di un uomo suicida [Strofa 6: Dargen] Vivo di chi sopravvive, bianca dinamite Uccido vibrazioni positive Quelle di Bob Marley & The Wailers Mai invertite rendo vite cosi brevi da sembrarne i trailer Container di tempeste di lacrime amare Naufraghi avrete il vostro mare Se l'odio per voi stessi vi porta ad amare La banca del seme del male Mi trovi in ogni luogo Se chi mi testa resta statico Fiero del suo stato apatico Chi mi acclama come condottiero è prigioniero di un laccio emostatico Gravito immobile, siete voi che venite a cercarmi Sdraio ad armi pari povere è nobile Il codice che osservo, e mi conservo se servo Siete il mio regno, una spada lascia il segno e sei il mio servo Ti controllo ogni nervo come yoga, chi segue la mia moda Mi chiama "roba", il resto continui pure a chiamarmi "droga" Rimarrò Yoda: saggio e calmo, non è, non è il caso È per naso se salgo, resto in testa tipo Kangol Lì dall'alto esalto visioni complessive come la Voyager Ricercato più di Dillinger, è semplice Sono il manager dell'impresa edile Atta a costruire sogni da demolire Bisogni d'acuire, danzo al suono della lira Chi mi ammira s'inietta dosi di jairah, Dargen Così gira il mondo, così mi circondo di clienti Così intraprendenti da essere i miei dipendenti Tossicodipendenti [Strofa 7: Chief] Anche i non vedenti percepiscono Che c'è una linea sottile che corre tra odio e amore Una riga che delimita lo stile di chi imita il suo spessore Ma c'è chi tra una riga e una linea perde il suo onore E c'è chi trova la via di fuga nello stile come il dottore [Ritornello: Chief] Pensi che sia perso Ma mi trovi in uno stato alterato di coscienza verso Una costante crisi di astinenza, la mia esistenza in un verso Il mio fantasma riflesso in uno specchio convesso Pensi che sia perso Ma mi trovi in uno stato alterato di coscienza verso Una costante crisi di astinenza, la mia esistenza in un verso Il mio fantasma riflesso in uno specchio convesso

Le Parole Non Dette – Sacre Scuole (Testo)

Testo Le Parole Non Dette Sacre Scuole Ecco il Testo Le Parole Non Dette Sacre Scuole, la nuova canzone di Sacre Scuole. Leggi il testo completo e scopri il significato delle parole. Le Parole Non Dette [Ritornello: Irene La Medica] Come chiami questa sensazione Che tra noi ha messo fine alla conversazione Nel silenzio ci siamo persi Tu non dici quello che pensi Quando è diventata una finzione Che cos'è cambiato nell'evoluzione Tutte quelle premesse, delle parole non dette [Strofa 3: Il Guercio] Azione, consumo la scena uno È sera fumo lumo le cameriere aspettando da bere È il mio copione fin quando Nemico seduto accanto Secondo infranto posso dire o morire soltanto Emozione, le mie labbra in mozione ma il film è muto Sputo il silenzio, parole in fuga all'ultimo minuto Segmenti tra i passanti, scomparse Con te davanti le ho perse A volte i pianti le hanno sommerse Scena seconda è una bomba Rivelazione manda relazione in cenere dalla culla alla tomba Per nulla rimbomba Molto rumore, lo schermo mi fissa Mi vuole fermo, labbra incollate chiuse come una Rizla La mia milizia, parole di lama M'indizia, taglia gole ma posso tacere ore Oro, mille k valore Intanto la verità in fiamme usa guanti di amianto Finché il mondo ruotando al contrario non parlerà esperanto [Ritornello: Irene La Medica] Come chiami questa sensazione Che tra noi ha messo fine alla conversazione Nel silenzio ci siamo persi Tu non dici quello che pensi Quando è diventata una finzione Che cos'è cambiato nell'evoluzione Tutte quelle premesse, delle parole non dette [Strofa 4: Fame] Non più un lamento quando un uomo piange Non più un rumore quando un uomo ride Nonostante un grande amore avesse unito le loro vite Ora ferita è rimasta a terra una voce che grida Perché l'amore la uccide Ma il silenzio aumenta la distanza e con un affondo Uccide le parole trasportandole a miglia al secondo Uomini si sentono soli guardandosi attorno Accendono un cero per ogni parola E guardano bruciare il mondo [Strofa 5: Corvo D'Argento] Si sentono soli accendono un cero per ogni parola guardandosi attorno Vedono bruciare il mondo Come meno di un secondo Luce dalla luce del Sole Dopo di che rimarranno senza parole Se le parole lecite ci terrorizzano Ma le persone negano normalmente Se le frasi silenziose sentenziano Dove in verità tacciono nobilmente [Ritornello: Irene La Medica] Come chiami questa sensazione Che tra noi ha messo fine alla conversazione Nel silenzio ci siamo persi Tu non dici quello che pensi Quando è diventata una finzione Che cos'è cambiato nell'evoluzione Tutte quelle premesse, delle parole non dette Come chiami questa sensazione Che tra noi ha messo fine alla conversazione Nel silenzio ci siamo persi Tu non dici quello che pensi Quando è diventata una finzione Che cos'è cambiato nell'evoluzione Tutte quelle premesse, delle parole non dette

Comodi Comodi – Sacre Scuole (Testo)

Testo Comodi Comodi Sacre Scuole Ecco il Testo Comodi Comodi Sacre Scuole, la nuova canzone di Sacre Scuole. Leggi il testo completo e scopri il significato delle parole. [Strofa 2: Il Guercio, Jake La Furia, Don Joe & Dargen D'Amico] Mettersi contro me e i miei amici esauriti È come stare legati su un'Audi TT coi freni inibiti Comandi impazziti, chilometri orari infiniti, coi visi puliti Taroccano NY City, chi li ha mai sentiti? Ora è la guerra delle crew, tirano arie tese Parti lese, carcasse stese per sfide da poche pretese Ma ad abbattere MC da poche sorprese C'è una cellula impazzita (Ah), un cane da sfida (Ah) da un metro e settanta al garrese (Ah) Milanese, spinto su da Atlantide Con pratiche vudu rendo le vostre lingue più statiche Muovo natiche finché madide saranno rapide Finché non li vedo alla deriva verso l'Antartide (Dove?) Sto antipatico a molti Perché il senso pratico della vita l'ho imparato da Monty Python Se pippo (Baygon), vedo (Saigon) e vado (K.O.) senza farlo apposta Mentre l'arbitro fa quello che conta come la prima risposta [Ritornello: Dargen D'Amico & Don Joe] Mettetevi comodi che adesso ci siamo (Ah) Vuoi saper chi siamo? Allora chiedi a Milano (Milano) Se non sei convinto e ti rimane un perché Ehi, chiedilo a me, ehi, chiedilo a me, ah-ah Comodi, comodi, fra' (Fra'), qui va così (Così) Te ne accorgi subito se, se vieni qui (Uh) Ti portiamo più in alto (Dove?), più in alto (Più in alto) Don Joe, Sacre Scuole [Strofa 3: Dargen D'Amico & Don Joe] Ah, Dargen-gen Ermete terrorizza-za Ri-ripetendo domande destabilizzanti Antitetico, icona (Ah) nazionale, letale Letale Io più Dargen scambi veloci come un cambio sequenziale in posizione focale ottimale Sarà l'inferno sopra terra e mare da qui ad Honolulu Dopodiché tabula rasa su 'sti finti guru Parlo, sono la prima persona a farlo così Così parlo in prima persona Dicono che ne sanno, ma non sanno cosa dicono né fanno Lo fanno tanto per fare (Yeah), per fare tanto Tanto è un'ennesima eclisse come Consoli Carmen Sulle coordinate ascisse gente contro che fissa va in panne Fanne di meglio se pensavi su di questo in assalto Don Joe, Sacre Scuole, fuoco sul palco [Ritornello: Dargen D'Amico & Don Joe] Mettetevi comodi che adesso ci siamo (Ah) Vuoi saper chi siamo? Allora chiedi a Milano (Milano) Se non sei convinto e ti rimane un perché Ehi, chiedilo a me, ehi, chiedilo a me, ah-ah Comodi, comodi, fra' (Fra'), qui va così (Così) Te ne accorgi subito se, se vieni qui (Uh) Ti portiamo più in alto (Dove?), più in alto (Più in alto) Don Joe, Sacre Scuole Mettetevi comodi che adesso ci siamo (Ah) Vuoi saper chi siamo? Allora chiedi a Milano (Milano) Se non sei convinto e ti rimane un perché Ehi, chiedilo a me, ehi, chiedilo a me, ah-ah Comodi, comodi, fra' (Fra'), qui va così (Così) Te ne accorgi subito se, se vieni qui (Uh) Ti portiamo più in alto (Dove?), più in alto (Più in alto) Don Joe, Sacre Scuole, fuoco sul palco