MATTAK, VI PRESENTO IL MIO NUOVO SINGOLO – INTERVISTA ESCLUSIVA

Mattak

Ciao Mattak grazie fin da subito per il tempo che ci dedicherai per rispondere alle nostre domande. Per rompere il ghiaccio volevamo semplicemente chiederti come stai e come è stato questo ultimo periodo pre uscita dell’album Ciao raga! Grazie a voi per avermi contattato. Sto abbastanza bene, diciamo che nell’ultimo periodo ho vissuto forti alti e bassi e molti cambiamenti tra traslochi, lutti, schock e umori ballerini. è un periodo dove passo molto tempo da solo, cosa che se non hai mai imparato a fare, non è facile. Però avendo chiuso l’album sono finalmente più sereno e posso godermi l’uscita in pace. Da pochissimo è uscito “Overt” il tuo nuovo album uscito a 2 anni da “Riproduzione vietata”, cosa ti ha portato a dirti “ok, è ora di far uscire un nuovo progetto”? Innanzitutto non volevo far passare troppo tempo dalla mia ultima uscita. Sto cominciando a interiorizzare il ritmo del mercato e il riscontro che ha avuto Riproduzione Vietata mi ha dato la carica per stare sul pezzo ed avere una costanza nelle pubblicazioni. Inizialmente però, stavo pensando a un mixtape perché non avevo tanti disagi da raccontare. Ero fidanzato ed ero sereno. Quando sono fidanzato e sto bene non ho tanta esigenza di scrivere. Purtroppo o per fortuna, la mia relazione è andata peggio di quanto si possa immaginare e lo shock che ho vissuto mi ha dato una lucidità estrema da cui sono partito per questo progetto. Infatti questo disco è stato scritto in davvero poco rispetto ai miei ritmi precedenti (in poco più di 4 mesi avevo giâ tutti i testi). 3) In “iO’s” ci canti “ci specchiamo così tanto al cell che ci stiamo trasformando in lui infatti quanto lo usiamo ci sentiamo piatti”. Quale è, quindi, secondo te il modo giusto di utilizzare il telefono e più in generale la tecnologia? Secondo me il telefono si può usare in modo intelligente, offre un sacco di servizi utili e in generale dovrebbe accrescerci, non annullarci. Io ad esempio ho ri-studiato le basi dell’inglese con un app. Invece trovo che ad esempio i social network ci stiano rendendo un po’ degli zombie. La soglia dell’attenzione si sta abbassando vertiginosamente ed ho paura che fissare uno schermo per diverse ore al giorno ci stia rendendo più apatici. Quante volte scriviamo una risata a un amico ma non stiamo ridendo nella realtà? Ho visto questa cosa in diversi meme espressa in modo ironico e divertente ma a me sembra quasi che stiamo trasferendo le nostre emozioni su uno schermo e le esprimiamo ormai attraverso di lui. Questa dipendenza che abbiamo un po’ tutti è difficile da estirpare quando, se non stai sul pezzo su internet, ti perdi tutte le cose che succedono e ti senti fuori dal mondo. Inoltre una cosa che mi spaventa è che spesso si usano i social per raccontare qualcosa di noi che non siamo, come se fosse uno scudo per la nostra insicurezza. Come se il nostro avatar fosse più vivo di noi, come se si stessero scambiando i ruoli. “Un pensiero che nel buio mi parla e chiede tu chi sei quando nessuno ti guarda?”, per l’ appunto chi è Mattak quando nessuno lo guarda e le luci del palco si spengono? Il problema è che non lo so. Vivo dei disturbi psicologici non indifferenti che mi fanno dubitare di me stesso, della mia personalità e dei miei pensieri tutti i giorni. La prima volta che mi sono posto questo quesito mi ricordo che è stato un bel colpo per me perché mi sono reso conto che in giro portavo delle grandi maschere e che non ho mai avuto il coraggio di essere me stesso al 100%. Mi sono accorto che andava fatto tutto da capo. Io credo che la chiave sia sforzarsi a farsi del bene, ad amarsi anche se si è abituati al contrario, a scappare. Solo così si trova sè stessi. Io sto imparando a farlo ma non è facile perché per una vita mi sono sentito una merda senza riuscire a reagire e visto che quello che pensi, diventi, cambiare 28 anni di opinioni su me stesso è molto impegnativo, vuol dire riprogrammare la propria mente da 0. Guè, Nayt, Silent Bob ci racconti un retroscena dietro a ogni traccia dei feat dell’album Ricordo che pochi giorni dopo l’uscita di Riproduzione Vietata mi scrisse Guè all’1 di notte facendomi i complimenti per il disco. Io casualmente stavo cazzeggiando su instagram con un mio amico e giocavamo a videochiamare dei miei fan. Mi invitò a casa sua e ci andai che ero già completamente ubriaco, per bere ancora con lui haha. Alla fine abbiamo fatto le 6 di mattina e ne sono uscito veramente sbronzo e con l’accordo di un pezzo insieme! Io e Silent ci conosciamo da molto e abbiamo condiviso diversi palchi insieme perché militavamo nella stessa etichetta ai tempi (Bullz Records). Ho sempre avuto l’idea di fare un pezzo insieme a lui e finalmente mi si è presentata un’occasione perfetta in un momento dove avevo tanta rabbia da buttare fuori. Il mio testo era già su un beat di Sick Budd e quindi ho pensato che Silent fosse perfetto per la seconda strofa. Inoltre, essendo che lui e Sick Budd lavorano insieme da sempre, Silent aveva già scritto delle cose su quel beat ma la canzone non era mai andata in porto. Ricordo che stavo andando alla prima data di DOOM di Nayt al Fabrique di Milano per fare la mia strofa in “OPSS” e stavo scrivendo su un taxi delle barre a tema “amore verso sè stessi”. Una volta arrivato ho smesso di scrivere, ho raggiunto il team che mi stava aspettando e mi sono goduto la serata Ho visto tutto il concerto di Nayt e ricordo che l’approccio che lui aveva con il pubblico e le parole che esprimeva dentro e fuori dalle canzoni erano esattamente sulla stessa vibe delle barre che stavo scrivendo poco prima. L’ho vissuto un po’ come un segno

MILLE, MI ACCOMPAGNANO DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA! – INTERVISTA ESCLUSIVA

Mille

Ciao Mille, benvenuta su Exclusive Magazine. Ti ringraziamo per il tempo che ci dedichi. Mi ha colpito subito la tua carriera perché da subito hai ottenuto tantissimi traguardi senza l’aiuto dei talent show come Amici, X Factor. Qual è il tuo segreto? Nessun segreto, al massimo posso dire che mangio un sacco di pasta carbonara che mi rende molto felice in generale e mi dà una grande forza per affrontare tutte le necessitudini di un musicista. Io mi sento personalmente di stare nella fase iniziale del mio percorso. Poi ci sono state tante cose belle che ho ricevuto che mi hanno permesso di andare avanti perché molti premi mi hanno permesso di fare concerti e di farmi conoscere. Sono stati utili per poter fare quello che vorrei fare per tutta la vita. Non mi sento di dire che ho qualche segreto, qualche tecnica precisa perché alla fine fare musica non è una scienza esatta. Però posso dire che tutto quello che faccio è spinto da un motore che mi fa svegliare la mattina e mi rende felice di fare quello che sto facendo. Uno stile che si sente nella tua musica, spunto di felicità, di serenità anche nel disco si respira quest’atmosfera. Un approccio che arriva in un momento difficile dove siamo reduci da una pandemia, c’è una guerra in corso… ben venga musica come la tua. Ci sono due facce della medaglia che mi accompagnano in tutto quello che faccio, che fanno parte della mia personalità. Tutte le cose molto negative che posso vivere le vado sempre a sdrammatizzare con una punta di ironia, di sfacciataggine che mi permettono di non buttarmi dalla finestra. Questo dualismo tra storie anche tristi, malinconiche ma condite con una sana dose non dico di ottimismo perché non è che sono di natura ottimista però affronto le cose di petto, con una sorta di faccia tosta che mi permette di andare avanti. Mi piace musicalmente parlando ballare, avere anche arrangiamenti da portare sul palco per avere un’atmosfera divertente e divertita. Questo dualismo è un filo conduttore sia della mia persona che delle cose che scrivo. Ho visto che non sei solo musicista ma ti occupi anche delle tue copertine che le disegni tu. Quando lavori ad una canzone inizi partendo dal testo o immagini già nella tua mente la copertina che accompagnerà il brano? Vivendo la musica come un contenitore, l’opportunità di avere una grande valigia dove mettere dentro le cose che mi piacciono, quando vado a scrivere un pezzo e molto spesso a me capita di non avere prima la fase del testo e poi la musica ma molto spesso viene insieme perché mi viene in mente un concetto e lo metto in musica. è come se fosse una sorta di esigenza che poi esce fuori. Quella fase lì il contesto è sempre condito da alcune immagini e quindi viene in mente non solo la canzone come melodia e testo ma anche il grande contenitore che quella canzone può offrire. Mi viene in mente dei movimenti di colori, delle immagini poi ovviamente faccio opera di scioglimento per poter scegliere la copertina, il videoclip che accompagna la canzone. Me la vivo sempre in una maniera un po’ a 360 gradi perché la musica è talmente bella che non è solo parola e note. Parlando di 360 gradi tu non ti sei focalizzata solamente sulla musica nella tua carriera, ma hai fatto anche del teatro. Quello è stato un amore estivo. È durato due anni poi nel momento in cui si prospettava l’opportunità di fare delle tourneè c’era da scegliere: o andavo con la compagnia teatrale o con la band. Quando c’era una scelta da fare, ho preferito la musica. però è stata un’esperienza che mi ha insegnato tanto perché andare in scena ogni sera ti obbliga ad avere una disciplina tale che in ogni spettacolo tu devi dare il 100% indipendentemente da tutto. È stato una grande scuola. Mi hai anticipato la domanda perché volevo sapere cosa ha portato quest’esperienza nel tuo approccio alla musica. La disciplina sicuramente a livello anche banalmente corporeo e vocale, anche lì non cantavo durante lo spettacolo ma la cura della voce era fondamentale perché altrimenti lo spettacolo non può stare in piedi. Sicuramente sono tutti aspetti che poi mi sono ritrovata nel mio lavoro di musicista. La disciplina, la costanza, la cura del proprio corpo che nel caso del cantante è il proprio strumento è fondamentale. Poi io che sono una grandissima mangiona devo stare attenta, non posso sicuramente prima di un concerto mangiare tutto quello che mi può offrire, dal primo al secondo, dolce, contorno, amaro caffè. No mi limito a qualcosa di più leggero. Per me è un grandissimo sacrificio quello. Parlando di cibo, un tuo concerto se fosse organizzato come un pranzo con antipasto, primo, secondo, come lo penseresti? Sarebbe un pranzo con un antipasto mare monti. Poi dei cannelloni al ragù. Come secondo piatto pollo coi peperoni perché è una classica cosa romana, uno dei miei piatti preferiti. Un’ottima santa honorè come torta finale. Come vino da associare? Uno dei miei vini preferiti è il Cannanau di Sardegna oppure se fosse bianco Est Est che fanno vicino Roma. Tornando alla musica, oltre al tuo progetto principale Mille c’è anche un progetto parallelo, Moseek, con cui hai suonato anche all’estero, focalizzato sulla musica elettronica. Lo stai portando avanti o lo hai messo da parte? Esiste sempre perché siamo io e il batterista con cui suono dal vivo, che è anche il musicista con il quale scrivo le canzoni, faccio le produzioni. È il mio migliore amico, lui si chiama Umberto Primo in arte, il suo nome vero è Davide. Siamo un’entità e insieme ci sono i Moseek, l’ultima canzone che abbiamo pubblicato mi sembra risalga allo scorso anno. è in lingua inglese quel progetto. Diciamo che esiste perché noi due esistiamo ma non è la priorità in questo momento perché scrivere canzoni in italiano è diventato il mio universo preferito. Quella parte di mondo

FLOYD & DON COLOS, STORIA DI UN RAPPORTO NATO TRA I BANCHI DI SCUOLA! – INTERVISTA ESCLUSIVA

Floyd & Don Colos

– Diamo il benvenuto a Floyd e Don Colos su Exclusive Magazine, come state? Morte di un poeta è un salto nel buio. Rappresenta un passo necessario della nostra carriera per mettere le basi per il nostro primo Ep in uscita questa estate. Ha alle spalle un concept piuttosto complesso che vuole essere un inno alla poesia come arte immortale e simbolo del poeta come cantore degli ultimi e spogliato della sua aureola ufficiale. – Come nasce questo duo? Floyd e Don Colos è un duo che nasce con i primi freestyle tra i banchi di scuola, da una passione comune per la musica in tutte le sue sfumature, dalla voglia di sperimentare, dalle sessioni passate a provare dentro un garage e i testi scritti sulle panchine La nostra aspirazione più grande è arrivare direttamente a toccare l’anima delle persone che sia un piccolo o un grande pubblico. La soddisfazione più grande sarebbe vederli cantare a memoria i nostri testi sotto al palco – Questa release è un punto di partenza? Si certo rappresenta un punto di rottura più che un punto di partenza, una svolta verso una scrittura più profonda e introspettiva e una ricercatezza maggiore nelle tematiche e nel suono – Il vostro sogno nel cassetto è… Speriamo un giorno che possiate parlare di noi direttamente dopo una conferenza stampa ufficiale!! – Vi ringraziamo per la disponibilità, salutate chi volete!    Salutiamo la crew di Res publica con noi dal giorno 0, tutti coloro che hanno collaborato al singolo e al futuro Ep, chi ha creduto in noi e ci ha dato l’opportunità di fare i nostri primi live e chi grazie al suo supporto ci permette di continuare a scrivere

ENSI & NERONE, IL RECAP DELLA NOSTRA GIORNATA INSIEME AGLI ARTISTI PER ASCOLTARE IL NUOVO DISCO!

Ensi e Nerone

Martedì scorso ci trovavamo a Milano, al GhePensiMi, un ristorante scelto dagli artisti per l’occasione, per fare qualche chiacchiera coi giornalisti e avere modo di mangiare tutti insieme qualcosa di particolare che riflettesse il mood del disco. Come prima cosa gli artisti ci hanno raccontato di come quel disco fosse nato con un semplice esperimento di fare una traccia insieme, per riscoprirsi anche loro compagni di studio. Ma una volta fatta sentire la traccia ad amici e colleghi, tutti hanno iniziato a sostenere che sarebbe stato incredibile realizzare un album in collaborazione tra loro due. Hanno quindi cominciato a selezionare delle sonorità, senza spulciare cartelle e cartelle di strumentali, ma semplicemente contattando i produttori, raccontando loro dei progetti e organizzando session in studio dove potessero condividere determinate sensazioni umane. Si sono soffermati a lungo su quanto sia fondamentale per loro l’umanità e l’intesa emotiva con una persona, perché solo così possono esprimersi artisticamente in totale serenità. Hanno poi spiegato che il loro album era veramente rap, nonostante molti dischi degli artisti recentemente vengano etichettati come “ritorno del rap” o “vero rap dopo molto tempo“. Questi dischi, tuttavia, deludono completamente le orecchie degli ascoltatori di rap assidui, perché non contengono nulla di simile. Pertanto, volevano sottolineare che il loro album è autentico rap, senza pretese di classifica e senza sonorità sperimentali. Si tratta di una rivisitazione del classico boombap, senza snaturarlo troppo e senza perdere quella schiettezza e immediatezza che solo un rap ben scritto e realizzato può offrire. Per quanto riguarda la promozione dell’album, ci hanno raccontato di come abbiano avuto l’idea di realizzare dei cortometraggi in cui loro due sono i proprietari di un nuovo ristorante e raccontano i piatti e le collaborazioni. Hanno voluto fare qualcosa di diverso per evitare le solite foto con la didascalia emotiva che racconta quando si sono conosciuti o quando hanno incontrato determinati artisti ospiti dell’album, cliché che ormai si trovano nella maggior parte dei dischi che escono. Abbiamo ascoltato alcuni estratti dell’album, alcuni brani che fanno scatenare, altri che fanno venire i brividi. Sicuramente tutti molto intensi. Gli artisti sono stati molto disponibili, a tratti sembrava di essere un gruppo di amici che raccontava le proprie esperienze. L’atmosfera era molto serena e piacevole. Recap a cura di Samuele Meante!

ELETTRA LAMBORGHINI, VI PRESENTO IL MIO NUOVO DISCO! – DICHIARAZIONI ESCLUSIVE

Elettra Lamborghini

Giovedì 26 maggio siamo stati ospiti presso Universal Music Italia a Milano per una chiaccherata con Elettra Lamborghini, in occasione dell’uscita del suo nuovo disco, “Elettraton”, prevista per il 2 giugno. Tra le prime cose che abbiamo voluto sapere c’era l’ispirazione dietro questo album, poiché, avendolo ascoltato in anteprima, abbiamo avuto l’impressione che Elettra volesse imporsi come un’hitmaker a tutti gli effetti, sia nella scena italiana che in quella internazionale. Volevamo sapere se questa fosse stata la sua intenzione nella creazione del disco. L’artista ci ha raccontato che il progetto è nato dalla presenza di molte tracce valide realizzate negli ultimi 3 anni, senza però l’opportunità giusta per pubblicarle e per creare un concept adatto. Così ha deciso di racchiuderle tutte in un disco. Abbiamo inoltre discusso di “Mani in Alto”, una traccia che ha catturato la nostra attenzione per la sua immediatezza e il suo potenziale impatto sul pubblico, sia per le sonorità che per il testo. Elettra ci ha spiegato che il brano è stato realizzato con lo stesso team di produttori e autori che ha lavorato a “Pistolero”. Voleva creare qualcosa di iconico, che si distinguessse completamente nel mercato. Abbiamo chiesto quale fosse il suo modus operandi nel lavorare con il suo team per tracce di questo tipo, sostenendo che, a prima vista, il brano sembrasse perfetto per essere promosso su TikTok, con le star del social che lo interpretano tramite lipsync o balli. Elettra ci ha detto che sempre più spesso si ritrova in studio a dire “facciamo qualcosa di ‘tiktokabile’”, ma in questo caso ha scelto di non sposare questo tipo di ragionamento, poiché lo considera limitante e fuorviante. Il risultato ottenuto è frutto di un grande team che ha lavorato con altri obiettivi, senza cercare di rendere il brano immediatamente virale. Abbiamo poi condiviso come, ascoltando il disco e i suoi lavori precedenti, abbiamo avuto l’impressione che Elettra fosse come un’amica maggiore, una sorella per le sue giovani ascoltatrici. Le abbiamo chiesto se durante la stesura dei testi avesse intenzionalmente voluto offrire conforto e spensieratezza alle sue fan. Elettra ci ha detto che questa componente fa parte di lei, la positività che trova nella sua vita e nelle sue esperienze. Vuole condividere tutto ciò nelle sue canzoni con i suoi ascoltatori e se, in qualche caso, la sua musica può aiutare le persone a superare momenti difficili, ne è solo felice. L’ultima cosa che abbiamo chiesto è stata come Elettra si vede nella scena urban italiana, nonostante si discosti sia per i testi che per le sonorità. È oggettivamente parte di essa, grazie alle collaborazioni degli anni passati e al suo attuale album, nonché alle sue amicizie e conoscenze all’interno del panorama musicale. Elettra ci ha detto di avere ottimi rapporti con gli artisti della scena italiana e che, per quanto riguarda ulteriori collaborazioni e progetti con loro, vuole vedere come sarà accolto il disco e come sarà percepito. Questo è ciò che ci ha raccontato Elettra Lamborghini. Noi abbiamo già ascoltato il disco e ne siamo rimasti entusiasti. E voi, siete curiosi di sentire il nuovo album? Recap a cura di Samuele Meante!

CHIELLO, IL RECAP DELLA NOSTRA GIORNATA CON LUI!

Chiello

Giovedì scorso abbiamo partecipato alla videoconferenza di presentazione del nuovo album di Chiello, intitolato “Mela Marcia”, in uscita questa notte per Universal Music ed Island Records. La prima domanda che abbiamo posto all’artista riguardava il notevole cambiamento di sound, stile e immaginario nella sua musica. Gli abbiamo chiesto se ci fosse stato un momento preciso nella sua carriera in cui si fosse reso conto che l’esposizione e l’adesione al mondo della trap non erano più adatti alla sua persona e al suo tipo di artista, e se avesse quindi deciso di virare verso queste nuove sonorità e tematiche nei testi. Innanzitutto, l’artista ha sottolineato come fin da bambino fosse solito scrivere poesie indipendentemente dalla musica, e come questa passione sia sempre rimasta dentro di lui. In seguito, ha raccontato di aver capito, dopo la pubblicazione dei dischi con FSK, che sotto certi aspetti quel genere di musica e l’immaginario ad essa associato non gli permettevano di esprimersi completamente come avrebbe voluto. Abbiamo quindi voluto sapere quali emozioni l’artista avesse provato durante la creazione dell’album, sia perché queste emozioni trasparivano intensamente nelle canzoni che avevamo ascoltato in anteprima, sia per capire quanto fosse personale l’intero lavoro, evitando di cadere nell’eccessiva negatività e tristezza che spesso caratterizzano il mercato musicale attuale. L’artista ha risposto affermando che fa musica principalmente per sé stesso e non per fini di marketing o logiche commerciali. Ha spiegato che l’intento principale di questo disco era raccontarsi e non seguire un filone di tristezza e negatività solo per ottenere un impatto. Ha aggiunto che si aspetta che ci saranno persone che, proprio perché l’album è estremamente personale, potrebbero non apprezzarlo. Noi abbiamo già avuto l’opportunità di ascoltare in anteprima il disco e siamo rimasti colpiti, sia per i testi sia per le sonorità utilizzate. Non vediamo l’ora di poterlo ascoltare liberamente. E voi, cosa vi aspettate dal nuovo album di Chiello? Recap a cura di Samuele Meante!

MIRKO STELLA, LA MIA E’ SANA FOLLIA – INTERVISTA ESCLUSIVA!

Mirko Stella

– Diamo il benvenuto su Exclusive Magazine a Mirko Stella, come stai? Bene grazie , molto sereno e felice di parlare un po’ con voi – E’ appena uscito il tuo nuovo singolo “Follia”, parlaci un pò di questa nuova release! Follia come da titolo , racconta un po’ la vita di oggi dove si dà importanza solo alla notorietà e all’apparire, senza pensare a cosa fa veramente bene al cuore ma solo a mostrare ciò che a volte non si possiede. Perché si sa non tutto quello che si vede suoi social fa parte della vita reale. E’ scomodo dire la verità ma la musica deve essere un mezzo per comunicare ed io lo faccio da sempre  – Questo nuovo singolo rappresenta un cambiamento anche per le tue radici artistiche, come ti sei affacciato a questa nuova frontiera? Diciamo che la musica è come un quadro e il pittore mette il suo stato d’animo sulla tela… Così per comunicare con la nuova generazione e far capire che sta succedendo mi sono contaminato con il rap. E bello sempre variegare, la musica è immensa e non si deve fermare solo sui propri canoni. – Questo singolo apre un nuovo percorso? Certo , ma adesso siamo concentrati su Follia e lavoreremo per farla ascoltare e più persone possibili  – A chi vorresti affidare il remix di “Follia”? Senza alcun dubbio a Debora De luca  – Con chi ti piacerebbe collaborare prossimamente? Ho in mente tante collaborazioni  Da chi è un po’ più famoso a chi è un emergente  ma lo mostreremo direttamente  – Ti ringraziamo per la disponibilità, ringrazia chi vuoi!  Grazie a voi e ci tengo a ringraziare chi con me collabora da anni  L’Arrangiatore Silvio Visconti  La Regia Salvatore Architravo Il sassofonista Ernesto Dolvi  E un amico speciale Salvatore D’Andretta

DJ SHOCCA, ASPETTANDO SACROSANTO – INTERVISTA ESCLUSIVA!

Dj Shocca

“In occasione dell’uscita di “SacroSanto” il 26 maggio, abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Dj Shocca, il produttore del nuovo album. Ci ha raccontato come ha lavorato al disco e come ha stabilito le collaborazioni presenti al suo interno. La prima domanda rivolta a Shocca riguardava le principali differenze che aveva notato rispetto al suo ultimo album, “60Hz”, uscito nel 2004. Ha spiegato che, considerando l’ampliamento del mercato musicale in Italia, soprattutto per quanto riguarda questo genere, ci sono state differenze nella comunicazione e nel contatto con gli artisti. Prima, contattare direttamente un artista per una strofa era un processo informale e immediato, mentre ora è necessario passare attraverso management ed etichette. Un’altra domanda riguardava il ritorno al rap di un artista come Ghemon, che si è distaccato completamente dal sound rap underground negli ultimi anni. Shocca ha spiegato che non è stato difficile convincere nessuno, e quando ha parlato con Ghemon al telefono, quest’ultimo si è mostrato entusiasta dell’idea. Si sono quindi organizzati per incontrarsi in studio. Abbiamo poi chiesto se il progetto fosse completo con le 8 tracce che verranno rilasciate il 29 maggio. Shocca ha spiegato che il progetto non è ancora completo, ma ha voluto iniziare rilasciando queste tracce. Ha notato il ritorno del boom bap nelle classifiche, grazie anche ad alcuni lavori dei colleghi, e ha ritenuto che fosse un momento propizio per gli album dei producer. Inoltre, ha preferito evitare di rilasciare un album completo in un mercato discografico così vasto, dove ogni venerdì vengono pubblicati numerosi brani. Ha voluto invece dare ai fan la possibilità di comprendere appieno questo tipo di lavoro prima di proporre un nuovo progetto. Abbiamo poi affrontato il tema della differenza di età e stile tra Shocca e gli artisti coinvolti nel disco. Shocca ha sottolineato che l’appartenenza a diverse epoche del rap italiano da parte degli artisti ha portato a un’approccio lavorativo diverso. Ad esempio, c’erano differenze tra Kaos One e Mostro, ma le vibrazioni e l’interpretazione dei brani e delle sessioni in studio sono state sempre le stesse. Il ruolo di produttore e artista si sono fusi per portare avanti la realizzazione del brano. Infine, abbiamo posto una domanda di natura tecnica riguardo alla struttura e all’impostazione degli strumentali dell’album. Abbiamo chiesto se Shocca abbia inserito sonorità attuali, come trap e drill, in alcune delle strumentali. Ha risposto che, per rendere il disco autentico e caratteristico del suo stile, ha preferito rimanere fedele al suo sound. Se avesse seguito la tendenza attuale, il risultato sarebbe stato snaturato e non personale come desiderava. Siamo molto curiosi di ascoltare queste prime 8 tracce del nuovo album, e voi?” #DjShocca #SacroSanto #Intervista #NuovoAlbum #RapItaliano

LORENZO FRAGOLA & MAMELI, SIAMO CRESCIUTI E VOGLIAMO DECIDERE NOI! – INTERVISTA ESCLUSIVA!

Lorenzo Fragola & Mameli

Ragazzi, grazie per il tempo che ci dedicherete per rispondere alle nostre domande, partiamo dalla più facile ma forse anche la puù difficile se si cerca si vuole dare una risposta non di circostanza : Come state? Bene in questo momento. L’album ormai è uscito e siamo felici di ascoltare e ricevere i feedback delle persone che lo stanno ascoltando. L’ album “Creapacuore” cosa rappresenta nel vostro percorso artistico ? Per entrambi rappresenta sicuramente qualcosa di inedito e di diverso dal solito. Ma anche per il panorama della musica pop in generale: un disco fatto da due artisti uomini è singolare. “Crepacuore” è stata una sorta di rinascita per entrambi, ci siamo confrontati, aiutati, supportati e abbiamo fatto la musica come piace a noi. Cosa vi ha spinto a intraprendere questo perscorso lirico insieme? È stato tutto molto spontaneo. Avevamo già collaborato insieme, la prima volta in “Borotalco” contenuta nel disco di Mameli. Poi durante una sessione in studio tempo dopo abbiamo avuto la fulminazione “ma se facessimo un disco insieme?” Il resto ve lo stiamo raccontando! In “non posso fare a meno di te” cantate  “questa è l’ ultima  volta e poi basta” c’è qualcosa che ad oggi non avete più fatto dopo esservi detti “questa è l’ultima?” Fare qualcosa che ci viene imposto e solo perché dobbiamo farlo. Un tempo eravamo entrambi più assertivi, ora siamo cresciuti e vogliamo poter decidere al 100% delle nostre azioni. “testa per aria”, “So che vuoi volare hai paura di cadere”, con la vostra musica siete riusciti a volare in cima alle classifiche nazionali, avete paura di cadere prima o poi ? No, quella canzone è anche un invito a non vivere tutto con la paura, ma lasciarsi andare per vivere appieno le emozioni e la vita così come scorre. dal 17 aprile avete già fatto sentire il brano in anteprima in diverse occasioni, quale è stata la risposta del pubblico? È stata un’esperienza bellissima, forse la più bella di entrambe le nostre carriere. Abbiamo avuto modo di incontrare dei ragazzi di età diverse, dalle medie alle superiori, e tutti si sono aperti con noi in una modo che non ci aspettavamo. Non siamo andati ad insegnare nulla, anzi, abbiamo solo portato noi stessi e le nostre esperienze di vita. Ci sono stati dei ragazzi che si sono aperti a 360° raccontando le proprie insicurezze e paure davanti a tutti gli altri, aprendosi come non avevano mai fatto prima. Tra i ricordi più belli, una ragazzina di 13 anni che sul palco racconta la sua esperienza di cyberbullismo e un ragazzo con una grande passione per la musica che però non aveva mai avuto modo di esibirsi e lo ha fatto con noi la prima volta sul palco la sera stessa. quale è il ricordo più bello che avete legato alla vostra musica ? Lorenzo quando ha cantato al concerto di Radio Italia a Palermo e Mameli quando si è esibito al Teatro Greco di Taormina Domanda extra musicale : Ha senso spendere milioni di euro/dollari per capire se ci sono altri pianeti abitabili e fare il minimo sindacale per salvare quello dove viviamo ? Una cosa non dovrebbe escludere l’altra: è giusto investire sul futuro ma non bisogna mai perdere di vista il presente. Vi ringraziamo nuovamente per aver risposto ai nostri quesiti, come attto conclusivo di questa nostra chiacchierata insieme vi invitiamo a ringraziare e salutare chi volete ! Grazie a voi e un saluto a tutti coloro che ascolteranno “Crepacuore”! Intervista a cura di JdOnTheBeat!

DADI, IL MIO SOGNO E’ AFFERMARMI! – INTERVISTA ESCLUSIVA

Dadi

Diamo il benvenuto a Dadi su Exclusive Magazine, come stai? Mai stato meglio.  – E’ appena uscito il tuo nuovo progetto “Beata Inioranza Vol.5” prodotto da Haru, parlaci un pò di questa ultima release! È stato un anno di puro lavoro constante senza ambizioni solo con tanta voglia di fare musica, all inizio non avevo in mente all uscita Beata inioranza Vol.5 ma dovevano essere due o tre progetti in uscita (Haru ne è stato presente dal giorno zero), ma col tempo si stava creando una certa confusione ed economicamente non sarebbe stata una buona idea quindi, prima di fare uscire tutto il progetto abbiamo deciso di fare uscire singoli inediti, per dare un po’ di movimento prima dell uscita del disco.  – Quando parliamo di Dadi, parliamo di esperienza al servizio dell’hip-hop, come sei arrivato moralmente al quinto capitolo di questo percorso? Ne ho passate di tutti i colori fino ad arrivare al quinto capitolo e sono fortunato ad aver realizzando anche questo volume ma vi assicuro che c’è chi sta peggio di me. Ho delle promesse da mantenere e della persone sulle spalle da salvare  – Puoi svelarci qualche chicca in esclusiva su questo progetto? Ci sarà un sola collaborazione nella traccia “Radenska” con Moka che penso sia la nuova promessa della nostra zona di confine tra Italia e Slovenia.  – Quali collaborazioni volevi inserire ma non sei riuscito a portare nel nuovo disco? Melons El pejor, era l unico artista che avrei voluto in questo disco ma per lo stile di vita che uno ha non è sempre correlato con quello che una sta facendo in un altra zona della mappa, ma sono soddisfatto così volevo vedermi realizzare un progetto senza collaborazioni d altronde Beata inioranza è nata così senza collaborazione e con base scaricate da YouTube. – Il sogno nel cassetto di Dadi è… Affermarmi  – Grazie per la tua disponibilità, un abbraccio forte da tutta la redazione di Exclusive Magazine, ora saluta chi vuoi!  Un saluto a chi mi ha aiutato a realizzare questo progetto, EngiLab, Haru, Spigno & Polvere, Lorenzo Costa, Stefan Kost, Argante, Vice3D.