DOLCENERA, SONO TORNATA PIU’ ROCK! – INTERVISTA ESCLUSIVA

Dolcenera

“My Love” è stato premiato con il Premio della Critica all’ultimo San Marino Contest per il suo testo ricco di significati. A tal proposito cosa vuoi trasmettere con questo brano? Potremmo definirlo come una sorta di ricerca di quell’amore perduto verso quel mondo cambiato così visceralmente a causa dei social?

Messa così suona come qualcosa di nostalgico in realtà l’idea di un contatto sociale fisico, vero autentico è molto progressista e sta prendendo piede sempre di più in tantissimi giovani che si rifiutano di postare sui social e li usano esclusivamente per i messaggi diretti. È stancante e deprimente assistere quotidianamente, mediante lo scrolling, a milioni e milioni di video di persone che cercano facile fortuna facendo del proprio social la propria televisione personale: c’è chi fa il documentario, c’è chi fa il suo podcast, chi fa la sua critica musicale, chi il comico, chi la sua webserie. Non se ne può più, qualsiasi stupidaggine viene raccontata in modo sensazionale per attirare l’attenzione!

 

In questo brano ritroviamo una Dolcenera più rock e che sembra quasi voler urlare un disagio al mondo di oggi. Quanto è stato importante per te tornare a questo genere musicale e “My Love” può essere il singolo della tua rinascita artistica e dell’inizio di un tuo nuovo percorso?

Assolutamente sì, My Love è stata rinascita prima di tutto in scrittura e poi è diventata pretesto per la rinascita, che, come tutte, ha un percorso lungo e faticoso. Ma sono consapevole di ripartire da questo brano che mi dà coraggio ed è motivo di orgoglio perché è un ritorno alle mie origini musicali dark rock con il mio pianoforte al centro della scena.

 

Nel nuovo album in uscita nel 2026 troveremo sonorità simili? Oppure ci saranno anche degli episodi di musica pop più leggera come quella che ci hai proposto più recentemente? E a livello di testi che tematiche dobbiamo aspettarci?

I miei album sono sempre molto ricchi e ricercati soprattutto nei suoni e negli arrangiamenti. I temi affrontati spesso riguardano la società che stiamo vivendo, ma ci sono anche molte emozioni ed esperienze personali, oserei definirle intime, di sofferenza ma anche di gioia. Ma non aggiungo altro perché mi piacerebbe rivelarlo, canzone dopo canzone, nei prossimi mesi.

 

Tu che rapporto hai con la solitudine? E questa tematica centrale di questo tuo nuovo singolo, quanto può essere d’aiuto a livello di ispirazione artistica?

La solitudine è una brutta bestia che crea una profondità che ognuno di noi cerca di colmare in qualsiasi modo, con gli amici, con buon libro, con una buona storia. La mia scrittura nasce sempre da un momento in cui ho risolto i contrasti dentro di me e provo a raccontarli nelle mie canzoni sia melodicamente che nei testi, con le parole.

 

In passato ti abbiamo visto reintrepetare delle hit trap al pianoforte riscuotendo anche ottimo successo. A tal proposito troveremo influenze rap o collaborazioni con rapper nel nuovo progetto?

L’album di cover Trap Regina Elisabibbi nasce da un esperimento fatto in studio, ovvero quello di suonare al pianoforte alcune canzoni ascoltate sul web, ma di cui i grandi media classici, come TV e Radio, non se ne stavano ancora occupando. Le mie interpretazioni hanno creato uno scontro sociale tra la generazione Z e Millennium, tra chi apprezzava la trap appena nata e chi, nostalgico del passato, la detestava in uno scontro generazionale che è diventato virale creando un successo clamoroso e l’interesse di tante agenzie che mi hanno proposto di fare il Creator e l’influencer musicale. Ma la mia gioia più grande è quella di scrivere canzoni e ho scelto di continuare sulla strada che percorro ormai da tanti anni. C’è un grande apprezzamento dei rapper nei miei confronti per quel lavoro, ma una collaborazione per me deve essere artistica, cioè la canzone dovrebbe avere la necessità in un suo determinato passaggio di un racconto rap; la feat non deve essere una sommatoria per strimmare di più, ma una sintesi di due linguaggi diversi che stanno raccontando la medesima storia o emozione.

 

Sei esplosa giovanissima nel Festival di Sanremo, manifestazione canora dalla quale manchi addirittura dal 2016. Cosa ne pensi della grossa evoluzione avuta dal festival soprattutto nell’era Amadeus? Ti piacerebbe nel breve periodo provare a riproporti?

Sono nata vincendo il festival di Sanremo nel 2003 con la canzone Siamo tutti là fuori che non era per niente sanremese, grazie allo spazio che la sensibilità di Pippo Baudo mi ha concesso. In quest’ultimi anni non ho mai presentato una canzone per il festival di Sanremo a differenza di quasi tutti gli altri artisti, perché credo che Sanremo sia un palco importante, dove io ho rappresentato sempre canzoni per me importanti. Nel tempo sono stati fatti tanti esperimenti dopo Pippo Baudo, soprattutto dopo che il COVID ha accelerato lo sviluppo del web e dello streaming, dando spazio a tantissimi personaggi. Vedo però che nè il web e né gli ultimi Sanremo siano riusciti a mettere in evidenza e a dare il giusto spazio e successo a canzoni che poi sono rimaste nel tempo. Tutto è prodotto e consumato in fretta senza che qualche canzone lasci traccia per sempre nel cuore delle persone. Spero si possa tornare ad ascoltare delle canzoni che potremmo cantare nei prossimi 10 /20 anni come succedeva prima del COVID.

 

Hai un programma un nuovo tour, magari già a partire dalla prossima estate? E in generale suonando tu anche il pianoforte, quanto è importante ed emozionante per te portare la tua musica dal vivo?

Sì, ci sarà un tour estivo con la band e poi tornerò in teatro con il piano solo recital che mi ha dato in questi ultimi due anni con delle emozioni determinanti per il mio ritorno: io e il mio Pianoforte, la musica dal vivo nella sua essenza…

 

Per concludere questa nostra intervista ti invitiamo a salutare e ringraziare chi vuoi

Ci sono tanti amici che ho perso per strada e alcuni nuovi che si sono avvicinati e sono diventati importanti e determinati per questo mio ritorno e forse è giusto così, perché la vera amicizia nasce sempre da un vuoto e resta per sempre ed evidentemente le persone che si allontanano da te nel corso della vita, soprattutto quando sei in sofferenza, non fanno parte di quel cerchio stretto e invisibile che è l’amicizia. Al momento ringrazio chi ha più curiosità che pregiudizi. Un bacio Manu Dolcenera.

Intervista a cura di Giovanni Paciotta!

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