LUPO, CICATRICI-CEROTTI E’ UN OSSIMORO PROFONDO E VI SPIEGO PERCHE’… – INTERVISTA ESCLUSIVA

Lupo

Benvenuto Lupo a questa nostra chiacchierata insieme, iniziamo dal facile ma non troppo, come stai?

Tutto bene, sto provando belle emozioni rispetto all’uscita di Cerotti. Un progetto che ha visto un maggior impegno che, però, sta dando belle soddisfazioni.

 

E’ uscito il 20 febbraio il tuo primo disco CEROTTI, anticipato dal singolo CICATRICI. Ti chiedo di raccontarci meglio queste metafore e quanto sia possibile guarire da una cicatrice, applicando un cerotto, ai tempi di oggi dal momento che i giovani hanno più ferite dell’anima che fisiche?

Cicatrici-Cerotti è un po’ un ossimoro perché in fondo, le cicatrici sono lì perché dovremmo essere già guariti. Probabilmente è vero, le cicatrici dell’anima sono oggi un tema profondo. Le mie canzoni sono un palliativo per una ferita, un’insicurezza, qualcosa che ci disturba o ci resta addosso. Non credo siano già una cura ma se lo diventano per chi mi ascolta sono contento. Cerotti vuole rappresentare al meglio la maturità musicale e umana raggiunta.

 

Nelle canzoni dell’album c’è il racconto di una fragilità condivisa e non nascosta. Credi che la Gen Z sia più disposta ad analizzarsi e di conseguenza, a parlare delle proprie problematiche rispetto alle generazioni passate?

Sicuramente la Gen Z è molto sensibile e incline al dialogo in misura maggiore rispetto ai nostri genitori e nonni. Bisogna, però, sempre vedere fino a dove può arrivare questa tendenza al confronto. Una buona base c’è e riguarda sensibilità ed empatia verso sé stessi e gli altri.

 

Lupo

 

Artisticamente quali sono i tuoi riferimenti e con chi ti piacerebbe collaborare?

Io ascolto molto pop/ rap italiano. Anche la trap, quella che si è evoluta nel corso del tempo soprattutto per quanto riguarda la scrittura. Ti posso citare 18k, Bnkr44 e andando indietro Daniele Silvestri. Mi piace però farmi influenzare anche dai generi e dagli artisti che ascoltano le persone che lavorano con me. Un duetto alla Sanremo? Mi piacerebbe farlo con Tredici Pietro che saprebbe anche consigliarmi, dato che ci è appena passato.

 

La tua musica ha spesso incrociato il mondo del cinema. Se dovessi scegliere un film per farci capire il mondo di Cerotti e l’attore in cui ti identifichi. Chi sceglieresti?

Non saprei dirti un titolo di un film ma sicuramente mi piace molto il regista Ken Loach: penso che racconterebbe bene l’atmosfera di Cerotti. Come protagonista sceglierei Valerio Mastandrea.

 

Intervista a cura di Alessandra De Vincenzo!

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