Un pezzo di Napoli, della sua memoria, della sua identità più autentica, è ferito.
Le fiamme hanno divorato la “bomboniera” di Via Chiaia, distruggendo non solo un luogo storico, ma un simbolo della cultura popolare partenopea: un punto di incontro tra arte, tradizione e vita quotidiana, capace di rendere Napoli unica al mondo.
Il Teatro Sannazaro, per decenni, ha raccontato le storie di un popolo troppo spesso ridotto a cliché, restituendone invece la profondità, la dignità e la ricchezza di una cultura millenaria. Un presidio culturale vivo, capace di smentire stereotipi e restituire verità.
Il fumo denso, visibile da diverse zone della città fin dalle prime luci dell’alba del 17 gennaio, e le alte lingue di fuoco hanno generato paura tra i residenti degli edifici limitrofi, costretti a lasciare le proprie abitazioni. Alcuni sono rimasti intossicati. Una scena che mai avremmo immaginato di vedere, e che lascia sgomenti, perché colpisce uno dei custodi più preziosi del patrimonio artistico e culturale cittadino.
Mentre si indaga su un possibile atto doloso, la città si stringe attorno a Lara Sansone, proprietaria e anima del Sannazaro, nipote di Luisa Conte, storica prima donna di Eduardo De Filippo.
Inaugurato nel 1847, tra l’aristocrazia partenopea e le grandi rappresentazioni, il Sannazaro ha attraversato epoche, guerre e crisi. Ha ospitato i giovani Eduardo, Peppino e Titina De Filippo, quando ancora non erano i giganti del teatro che oggi conosciamo.
Ha conosciuto anche il declino, trasformandosi in un cinema di dubbia fama e rischiando di scomparire. Ma è proprio da quel momento che ha avuto inizio la sua rinascita.
Alla fine degli anni Sessanta, Luisa Conte e Nino Veglia decisero di rilevare il teatro, sostenendo i costi della ristrutturazione con un’idea chiara: fare del Sannazaro un teatro per la città, popolare, accessibile, identitario. Un luogo in cui la tradizione non fosse un reperto da conservare, ma una materia viva, da tramandare e proiettare nel futuro.
Dal 1994, il Teatro Sannazaro ha il volto e la voce di Lara Sansone, conosciuta dal pubblico del grande schermo, per il ruolo di Bice Cerruti in Un Posto al Sole.
Attrice e direttrice artistica, è diventata nel tempo la custode di una tradizione che ha saputo rinnovare senza mai tradire le origini.
Con il suo lavoro ha riportato in scena i grandi classici napoletani, ha dato nuova vita al Caffè Chantant, costruendo un teatro capace di parlare a tutti, senza perdere l’autenticità.
Ogni replica sold-out, ogni applauso sono la prova che quella visione avuta anni prima da sua nonna, Luisa Conte, e da lei proseguita nel tempo, funziona.
Il Sannazaro vive grazie a lei. Per questo, oggi, le sue lacrime sono quelle di un’intera città.
Il dolore è condiviso da chi in quel teatro è cresciuto, da chi vi ha recitato, da chi ha occupato i palchetti e si è rivisto nelle storie raccontate.
Napoli è abituata a vincere le sfide più insidiose.
È una città che cade nove volte e per rialzarsi dieci e che trasforma le ferite in forza.
Per questo siamo certi che il Sannazaro, simbolo di resilienza, riuscirà a superare anche questa prova. La più difficile.
A cura di Gerardo Montella

