MIDA, ECCO COME E’ NATA LA MIA COLLABORAZIONE CON VILLABANKS! – INTERVISTA ESCLUSIVA

Mida Villabanks

1. “Bad Boys Don’t Cry” avvia con una chitarra flamenca e si evolve in un racconto notturno. Qual è stato il motore emotivo che ti ha spinto a scrivere un pezzo così “scontroso” e allo stesso tempo sensibile?

Sicuramente la vita da single che sto facendo nell’ultimo periodo. Nella vita capita di avere momenti di questo tipo, secondo me vanno raccontati tutti, che siano dolci o meno; io parlo di quello che vivo, preferisco questo tipo di verità rispetto a una sola ma “forzata”.

2. Il brano tratta di gelosia e colpe reciproche. È un testo autobiografico oppure racconta una scena che volevi rappresentare immaginandotela?

Tratta di scene autobiografiche, come quasi sempre nelle mie canzoni.

3. La collaborazione con VillaBanks aggiunge un tocco deciso ed urban. Come vi siete incontrati artisticamente e cosa ritieni abbia portato al brano?

Villa è un rapper che mi gasa sempre e secondo me è stato incisivo; ci conosciamo da un po’ e secondo me era giusto, dopo il successo dell’anno scorso con “Bacio di Giuda”, riproporre il duo.

4. Dopo il successo di “Popolare” con Michele Bravi, questo singolo ti vede nuovamente protagonista. Quanto senti di aver consolidato la tua dimensione da solista e quanto ti piace giocare con featuring e contaminazioni?

Penso che io abbia fatto tanto da solista, ma ho ancora tanto da dare; questi featuring sono tutti dei progetti nati naturalmente, non sono stati studiati a tavolino. Quindi penso che sia stato giusto farli.

5. Parli spesso di ambientazione notturna e tempeste emotive. Che idea hai del “pop estivo” nel 2025? Quali ingredienti musicali e narrativi lo rendono autentico?

Penso che non esista una stagione “adatta” alle canzoni. Io sono uscito in estate con un brano che, parlando in termini canonici, non è quello che si definirebbe “brano estivo”. Sia da artista che da ascoltatore sono versatile, mi approccio alle canzoni a prescindere dal momento. 

6. I tuoi pezzi, da “ROSSOFUOCO” a “Popolare” fino a “Bad Boys Don’t Cry”, hanno uno stile riconoscibile. Come si definisce l’identità musicale di Mida oggi e dove vuoi spingerla dopo questo singolo?

La mia identità musicale è data proprio dal fatto che faccio un po’ quello che mi sento e penso che ciò non mi renda troppo riconoscile. Forse sono proprio io ciò che lega differenti canzoni e sonorità.

7. Nel tuo percorso hai già raggiunto due Platini, hit e playlist virali. Cosa vuoi comunicare con la tua musica a un pubblico giovane ma esigente, che cerca autenticità oltre l’effetto?

In realtà i Dischi di Platino sono 4, suddivisi su 3 brani. Però a parte questo, io penso che le canzoni vadano fatte per esprimersi, descrivere e raccontare quello che si vede e si sente. Io spero che gli altri ci si rivedano o possano vivere una storia che non hanno mai vissuto e magari imparare qualcosa, ma non ho la pretesa di essere un insegnante.

8. Quest’estate ti ritroveremo in presave, streaming e forse anche live. C’è un progetto in arrivo? Magari un EP che raccoglie tutta questa energia intergenerazionale?

Sicuramente ci sarà tanta musica, mi troverete in un progetto a breve, anche se ancora non è definito il modo migliore d’uscita.

Intervista a cura di Eva Berretta!

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