Sugar

Ciao Sugar, ti ringraziamo fin da subito per il tempo che ci dedicherai per rispondere alle nostre domande, vogliamo iniziare con una domanda solo all’apparenza semplice: un mondo senza musica come sarebbe per te?

Ciao a voi, è un piacere. Dunque, un mondo senza musica credo sarebbe molto limitante. Io per prima, quando ho cominciato, ho trovato in essa un modo sano di esprimere le mie difficoltà. Un mondo senza musica sarebbe un mondo che toglierebbe una forte via di comunicazione, e diciamocelo, impazziremmo in tanti in un mondo senza musica.

 

Da poco è uscito su Youtube il video di “Hikikomori”, la tua canzone, ce ne vuoi parlare partendo dalla scelta particolare del titolo?

“Hikikomori” è un brano a cui tengo tantissimo. È un dipinto astratto che esprime tanto di me e dell’ultimo periodo. Devo dire che Fishkillah ci ha messo i colori (una produzione bellissima) e Nicolò Novali ci ha messo la cornice (ne è uscito un video di cui vado molto fiera).

Il titolo esprime questo stato un po’ claustrofobico, che ci ha accomunati in questo periodo, ma non solo: il titolo, dal termine giapponese, indica proprio il distaccarsi da ciò che accade nella vita reale, attraverso un atto di isolamento mentale e fisico molto forte.

«Faccio Hikikomori chiusa nella bolla, la mia testa gira, gira, gira, come su una giostra…»

C’è anche dell’altro, in realtà. Si parla anche di un mio disagio personale (ma condiviso da altre rapper e artiste con cui mi sono confrontata), legato ad una scena musicale in cui le donne fanno doppia fatica per ottenere la stessa credibilità, e alle ripetute situazioni di catcalling che spesso subiamo.

 

Nel testo della canzone dici testualmente “mi hai comprato le rose io volevo le Jordan”, ipotizziamo che qualcuno te le abbia regalate. Quale sarebbe il primo posto dove andresti con questo regalo?

A Las Vegas, a sposarmi! Scherzo, ovviamente. Si gioca ironicamente in questo passaggio, in qualche modo ci si lega a quello che ho espresso nella domanda precedente. Mi spiego meglio, mi hai regalato le rose (ergo una cosa “da donna”) e non le Jordan, qualcosa che veramente si rifà a chi sono io. Voi direte banale, un paio di scarpe, in realtà sapeste quante cose mi sono state consigliate di fare con la mia musica, in quanto donna. Il tutto sottolineato dal calcio, nel video, tirato verso la camera, da Claudia, segno di un forte disprezzo verso atteggiamenti di questo tipo.

 

 

Nella parte finale della canzone il francese entra potentemente nel brano, come mai questa scelta?

Ho vissuto in Francia, ho un forte legame con essa. Diciamo che è casa mia anche se là non ci sono nata: le persone, l’ambiente, la musica ed il cinema, tutto mi fa sentire nel posto giusto. Il francese è il fil rouge di tutti i miei testi, tuttavia qui, per la prima volta, ne ho inserito un’intera strofa. La cosa bella, è che tanti mi riconoscono come gli suoni naturale, quando rappo in francese. Ho in programma di tornare presto a trovare les amis e farmi qualche serata hip hop à Paris.

 

“TCM” master Bassi Maestro, “Beverly Hills” prod. St Luca Spenish , com’è stato collaborare con loro?

Il master di “TCM” suona una bomba, Bassi è stato super gentile e a modo, una persona veramente ottima. Sono stata super soddisfatta del lavoro. Spenish è stata una scoperta, quando mi contattò per collaborare mi tremavano le gambe, volevo assolutamente fare benissimo. Ora siamo amici e devo dire che dietro all’artista che è (cultura musicale immensa, lavori sempre fatti a regola d’arte, e curriculum che denota questo) c’è una persona molto autentica che mi ha dato consigli preziosi, per fare mia la musica (e non viceversa).

 

Verona cosa ti ha dato e tolto musicalmente?

Verona mi ha dato tanto, ho iniziato dietro i portici con il freestyle a 17 anni, dopo la scuola, dove ho conosciuto persone che sono rimaste amici come Budo, Blackson, DjTeo, Flesha, Oldman e molti altri. Da Budo ho registrato il mio primo mixtape in quinta superiore, e ho iniziato il mio percorso di live, con Freddie, la Magnitudo crew. Alle serate poi ho avuto modo anche di conoscere Zampa e Dj Zeta. In seguito ho avuto un gruppo, Ilario, la Valentina.. Ogni periodo mi ha fatto imparare molto su di me. Ho imparato a mostrare chi sono realmente e a capire dove migliorarmi. Tuttavia, mi ha insegnato a dosare la fiducia. È pur sempre un ambiente molto competitivo, quindi chi mi ha “tolto” mi ha dato in realtà la possibilità di contare su di me, prima che su gli altri.

 

Sugar in cosa è uguale a Anna e in cosa si discosta da lei?

Siamo la stessa persona, forse Sugar si sente di poter essere un po’ più diretta con chi l’ascolta. Ma siamo uguali, dolci come lo zucchero ma non ci fidiamo facilmente. Il francese poi è nella musica come in ogni altra parola che uso quando parlo con i miei amici.

 

 

Ci puoi fare qualche spoiler sul futuro prossimo?

Sto cambiando.. Vi dico solo questo. Ho capito chi sono oggi, dopo la pandemia, dopo il mio lavoro di conoscenza di me. Ho deciso che voglio mostrarvi qualcosa di più, qualcosa che da sempre ho mostrato solo alle persone molto vicine a me.

 

 

Domanda extramusicale: un famoso spot diceva “cose che non si possono comprare…”. Quali sono per te quelle cose che il denaro non può acquistare?

In questo periodo storico, dove tanto si può comprare, rimane poco (ma di grande importanza). Direi l’autenticità (si ha sempre più paura a mostrarsi per quello che si è, anche coi propri limiti e stranezze) e l’empatia (parola molto in voga ma che pochi conoscono solo a livello semantico).

Capire l’altro, capire quando ascoltare, leggere tra le sue righe, non è semplice ma vi porta a capire chi sono i veri amici e l’importanza di esserci per loro. E credetemi, questo rimane, il resto chi lo sa…

 

Ti ringraziamo nuovamente per il tempo che ci hai dedicato per rispondere alle nostra domande e salutandoti ti invitiamo a salutare e ringraziare a tua volta chi vuoi!

Saluto Bianca che è con me dal giorno 0, mio fratello (di sangue ma non solo) Luca. Saluto Fishkillah, Laurino (che mi sopportano quotidianamente). Saluto Spenish e tutti quegli amici che in un periodo così pesante sono stati empatici con me. Vi vedo!

Grazie a voi ragazzi, a presto!

Intervista a cura di Jean Denis Marchiori!