Sette Meraviglie

Partiamo subito con una domanda introspettiva per scoprire chi si cela dietro il nome d’arte di “Sette meraviglie”.

 Tra queste “sette meraviglie”, il Colosseo: quanto ha inciso Roma nella tua crescita artistica?

Roma ha inciso tantissimo nella mia musica. È una città che amo e odio alla stessa maniera, e ogni tanto vorrei fuggire pensando di non tornare più, ma alla fine ritorno sempre! È un amore difficile da descrivere, ma sicuramente è stata fondamentale nel mio percorso musicale.

 

Il 19 marzo è uscito il tuo album d’esordio “Cicatrici” con sonorità molto anni ‘80, indie e pop/elettroniche; cosa ci racconta questo progetto così variegato e particolare?

Cicatrici racconta una parte della mia storia, soprattutto legata alle mie storie d’amore, che ho vissuto e che ho deciso di cantare in questo disco, nel bene e nel male. Ci sono beat di diversa natura, proprio per aiutare a far capire all’ascoltatore il mio stato d’animo di quel momento, così da permettere a ogni ragazzo o ragazza, uomo o donna di rivedersi in quello che scrivo.

 

 Notiamo in “Cicatrici” molte collaborazioni e tra queste spuntano i nomi di Young Kali e Sick Luke, alcune consolidate già da singoli prodotti in passato. Semplici colleghi o amici di vecchia data?

In questo disco i feat non sono casuali: ho voluto mettere insieme artisti che stimo, anche perché prima di essere artisti sono soprattutto amici di vecchia data. Ci conosciamo da quando la musica era solo un’idea che ci girava nella testa. Pensare che dopo più di dieci anni d’amicizia siamo ancora insieme sopra una produzione, mi rende veramente felice.

 

Proprio nel brano “Sailor Moon” in feat. con Young Kali, attraverso sonorità nostalgiche e parole romantiche con sinonimi molto vicini ai testi indie, ci parli di un amore difficile; quanto di personale c’è in questa traccia?

In Sailor Moon c’è molto di personale, come nel resto delle tracce. In questa in particolare, volevo raccontare una storia d’amore che per me è stata molto importante, quindi ne vado molto fiero  (anche perché non a caso è una delle mie preferite del disco) e il ritornello di Kali credo che calzi a pennello.

 

In “Stagione Triste” ci parli di un momento “NO” in un periodo difficile; quanto ha inciso sui tuoi testi questo sentimento altalenante tra gioie e difficoltà?

Il mio stato d’animo incide molto sulle mie canzoni e in “Stagione Triste”, anche se con poche parole, credo di aver descritto il periodo e le sensazioni che stavo vivendo in quel momento, fra alti e bassi, tra problemi d’amore, famiglia o della musica stessa. Grazie alla stupenda produzione del Maestro Micalich ho descritto questa sad vibe al meglio.

 

Cosa “sogna” Sette Meraviglie? E cosa si aspetta dal futuro?

Sogno prima di tutto la fine di questo periodo veramente surreale che stiamo vivendo, e credo che la musica stia dando una mano non indifferente – sia per chi la fa, sia per chi la ascolta – sperando di tornare presto alla nostra normalità. Nel mio futuro spero ovviamente che la mia musica arrivi a più persone possibili e che diventi parte integrante della mia vita.

 

Ringraziandoti per il tempo a Noi dedicato cogliamo l’occasione per complimentarci per un album ricco di sonorità e testi profondi; vorremmo chiederti un saluto ai Nostri lettori e se ti va, lasciaci una dedica!

Ringrazio i ragazzi di Exclusive Magazine per questa “chiacchierata”, sperando di vederci presto! Un abbraccio grande.

Intervista a cura di Antonio Borzacchiello!