Gionni Gioielli e Gionni Grano

Buongiorno a Gionni Gioielli e Gionni Grano, ringraziamo per l’occasione data. Iniziamo parlando in generale del vostro nuovo lavoro. Dopo 10 anni, il 17 Marzo arriverà “Economia e Commercio 2”, il sequel del vostro joint album. Perché avete voluto dare un secondo capitolo a questo progetto?

Gioielli: Io avevo in mente di fare un sequel “MxRxGxA style” di “Economia e commercio” da tempo. Grano ha però molti impegni di lavoro e la cosa non si era ancora concretizzata. Nell’ultimo anno a causa dei lockdown lui ha avuto molto più tempo, nel primo lockdown ha fatto “Cipriani”, suo primo disco solista dopo 6 anni. Quando c’è stato il secondo lockdown mi ha detto “Io ho ancora voglia di scrivere”… ho semplicemente detto “okay”.

Grano: Proprio così: il primo giorno in cui ho dovuto chiudere il locale la sera, ho scritto a Gioielli di mandarmi dei beat, un’ora dopo avevo già la  strofa di Gordon Gekko, gliel’ho mandata… la risposta è stata “ok, pare facciamo il disco”.

 

 

La cover è un chiaro richiamo al primo capitolo con delle modifiche che danno un tocco in più, ci spiegate queste scelte e tutti i richiami presenti all’interno?

Gioielli: Beh, volevamo che fosse chiaro che questo disco non partiva dal nulla ma che era una seconda tappa di un percorso, di un amicizia. Visto il mood delle cose che ho prodotto negli ultimi anni ho pensato che riutilizzare una vecchia cover e farla rielaborare da Blo/B con elementi che richiamasse i nostri nuovi lavori fosse una buona idea.

 

A differenza del primo disco, questo progetto è composto da 11 tracce, tutte intitolate con nomi di riferimento nel mondo dell’economia e della finanza. Cosa rappresentano per voi queste persone e luoghi?

Gioielli : Dopo che ho fatto “Young Bettino” ho subito pensato che fare un lavoro del genere con “Economia e Commercio” sarebbe stato figo, ovvero abbinare dei personaggi alle nostre rime, per dare una chiave di lettura ulteriore. A me non piace fare un rap dove “insegno a vivere”, mi piace raccontare quello che faccio, ma quello che faccio è comunque frutto di quello che conosco quindi far conoscere agli ascoltatori determinati personaggi credo possa aiutarli intanto a capire cosa dico e perchè lo dico e  poi a farsi loro stessi un’idea senza che sia io a dirgli cosa dovrebbero pensare a riguardo.

Grano: Il mio rap é fatto di immagini e citazioni che prendo dalla vita che vivo tutti i giorni: libri che leggo, film che guardo, musica che ascolto. Spesso accostare un concetto a una persona, un’immagine ben precisa, è molto più efficace di mille parole.

 

Il disco è prodotto principalmente da Gioielli stesso e in altre tracce da Nex Cassel, Zonta, FatFat e Silla. Quando capite che quello è il beat giusto per quello che volete raccontare?

Gioielli: Come in tutti i nostri progetti è tutto estremamente istintivo, quando Giamma (Grano) mi ha detto “ho voglia di scrivere” io non avevo beat “fighi” a disposizione, ho tirato fuori quello che avevo e ho chiamato un po’ di amici per fare la famosa “cartella di beat”. In un secondo momento sono intervenuto remixando praticamente tutti i pezzi sui miei beat, per dare quel suono e quelle atmosfere che mi pareva mancassero e che potessero completare il quadro generale.

Grano: Il mio approccio allo scrivere è più che istintivo, sento un beat che mi piace, lo prendo e lo spacco. Al resto ci pensa Gioielli.

 

Parlando degli ospiti a questo lavoro notiamo la presenza di Dj Telaviv occuparsi dello scratching, Nex Cassel, Loop Loona e ArmaniDoc, Lil Pin, RollzRois, Blo/B in una posse track. Tutte scelte che richiamano lo stile hip-hop degli anni 90. Le generazioni di oggi sembrano aver perso il concetto del mondo che sta dietro questa musica, le 5 arti il modo di vivere questa cultura, che ne pensate?

Gioielli: Io in realtà sono in contatto anche con molti rapper “nuova scuola”, magari non contatti strettissimi, però questa situazione, il fatto che non ci si possa vedere liberamente limita moltissimo le collaborazioni. A me piace fare musica con persone che conosco, incontrarle, parlarci ed in caso far nascere una collaborazione, ovviamente il fatto che non ci siano piu occasioni per incontrarsi liberamente limita di molto le possibilità, quindi le collaborazioni vengono tutte dalla nostra cerchia di amici piu stretti.

Grano: Collaboro solamente con gente che conosco e soprattutto rispetto. Il mio mood sarebbe prorpio quello di lavorare in studio col produttore e gli altri mc, per prima cosa é molto più divertente, secondo la pasta che prende il tutto è completamente un’altra cosa.

 

Nel primo brano, “Gordon Gekko”, mettete in chiaro che voi siete “vecchia scuola” sia in musica che nell’attitudine, fate capire all’ascoltatore che non sta ascoltando il classico disco povero di flow, contenuti e liriche di spessore. Vi mancano i tempi in cui la musica hip-hop non era mainstream?

Gioielli: Il punto è che non è che noi siamo vecchia scuola, noi siamo hip hop, siamo rap. Su Warren Buffet dico “… merda assurda, come paragonarmi a certa merda urban”. Il punto è questo, ora nel calderone del Rap e della Trap ci finisce della musica Pop ed altre cose che col Rap non hanno nulla a che fare. Noi siamo Rap, siamo ricerca nelle rime, costruzione delle barre, non linee melodiche. Altri semplicemente non stanno facendo Rap. Magari fanno della bellissima musica ma semplicemente non stanno facendo Rap.

Grano: Come penso si capisca dalle mie barre sono un figlio dei ‘90, ma non sono mai stato un hip hop soldier, nel senso che faccio rap da più o meno 25 anni, ma già da ragazzino andavo nei club House, Tekno, rave, enoteche. Tutte cose che i b-boy dei ‘90 non facevano. Per cui vecchia scuola sì, ma a modo mio.

 

 

In “Mario Draghi” citate apertamente Lazza e il movimento Drill, dopo la dipartita di Pop Smoke ogni rapper vuole fare Drill senza magari sapere il movimento e l’ambiente da cui nasce questo specifico sound. Qual è la vostra opinione in merito?

Gioielli: Quella è una mia battuta in risposta ad una battuta di Lazza (cioè, credo che stesse scherzando quando ha detto quella cosa). Ovvero: in Italia nessuno, in ambito Rap, ha mai inventato o innovato qualcosa, siamo tutti figli di cio che qualche americano ha fatto prima. Ora la Drill è il trend del momento e tutti scimmiottano Pop Smoke, magari prima che lo ammazzassero manco sapevano chi fosse o forse avevano sentito “Dior” in qualche playlist a caso. Poi si sa, “You’re nobody till somebody kills you”, come diceva qualcuno. Io onestamente il primo “Meet the Woo” l’ho consumato e pure il secondo ed ero molto gasato del fatto che finalmente qualcuno a New York stesse facendo della musica “nuova” in maniera decente.

 

Una peculiarità che si sente ascoltando il disco è che molti brani hanno un introduzione con frame di interviste, documentari o scene di film. Un’ altra scelta molto classica che ai tempi di oggi sembra essersi persa. Alle nuove generazioni, rispetto alla vostra, manca la conoscenza sociale del mondo in cui vivono o l’interesse a questo mondo?

Gioielli: Io uso gli skit per raccontare la storia parallelamente al disco. Riguardo alla cultura delle nuove generazioni, sai, è strano. Un volta non avevamo internet e andavamo a cercare qualunque cosa, eravamo dannatamente curiosi, i rapper in Italia erano per necessità curiosi, se no non avrebbero mai scoperto il rap. Ora invece il fatto forse di avere tutto a portata di mano ha tolto curiosità alle nuove generazioni. tutti citano gli stessi quattro film (che magari non hanno neanche mai visto) come Scarface e magari non conoscono Wall Street, Serpico, Apocalypse Now. Poi sti personaggi trash che spopolano da 10 anni a questa parte io li detesto. Tutti conoscono un Bello Figo, un Corona e magari nessuno sa chi sia Fontana (l’artista) o Don Winslow o Umberto Lenzi. Tutto questo è veramente triste.  

Nell’ultima traccia offrite uno spunto interessante dicendo “voi odiate i ricchi/io odiavo solo essere povero”. Perché, secondo voi, l’italiano medio preferisce screditare chi ha raggiunto qualcosa piuttosto che guardare dentro se stesso e cercare di migliorarsi?

Gioielli: Quella secondo me è la frase più importante del disco. Cioè, quello è il senso del disco. Il punto è che molte persone preferiscono non giocare piuttosto che perdere e mentre non giocano godono a vedere altre persone perdere. Io sono una persona ambiziosa, questo comportamento  per me è lo schifo più grande che possa esistere.

Grano: Anch’io sono estremamente ambizioso e competitivo (soprattutto con me stesso), cerco sempre di dare il massimo in tutto quello che faccio ,tanto nel rap quanto nel mio locale. Il 90% della gente che c’é in giro non ha le palle neanche di dire come la pensa, se non é nascosta da un nickname o da una tastiera, figurati di intraprendere qualcosa.

 

Ringraziamo nuovamente voi due per la disponibilità concessa e per concludere oltre a invitarvi a salutare chi di dovere, chiediamo 3 motivi per cui una persona, una volta finito di leggere quest’intervista deve andare ad ascoltarsi “Economia & commercio 2”.

Perchè non esistono altri dischi di questo genere in Italia, Perchè potreste imparare qualcosa su come fare soldi, Perchè è evidente che chi ascolta MxRxGxA è piu bello ed intelligente di chi non ascolta MxRxGxA.

Intervista a cura di Alessandro Soccini!