ARYARCA, LA MAGIA CAMPANA NELLA MIA MUSICA!

Benvenuta  Aryarca e grazie per la tua disponibilità e del tempo concessoci per rispondere alle nostre domande, apriamo questa nostra chiacchierata con una curiosità riguardante il tuo nome, quale è la genesi che si cela dietro al tuo aka? 
Il nome “ Aryarca “in realtà è nato in modo molto casuale … l’obbiettivo era quello di creare qualcosa che si distaccasse dal mio nome di Battesimo ma al contempo non eccessivamente diverso da questo ed è così che è nata l’idea di omettere la “M” per dar vita al nome di “Aryarca “.
 
Pochi giorni fa è uscita su spotify “deliquente” in collaborazione con Ntò, vuoi parlarcene e magari raccontarci qualche retroscena particolare di questa canzone ? 
Lavorare con Ntò è stata davvero un esperienza unica . Oltre ad essere un artista fantastico e anche un pozzo di cultura . Mi ha insegnato tanto e soprattutto mi ha dimostrato come ,con quanta passione e amore comune ,si possa dar vita ad un lavoro splendido che ha visto la fusione di due personalità in un unico pezzo che le ha unite in maniera semplice e armoniosa.
 
Nella canzone dici testualmente ” troppe ferite sotto sto pigiama, sono felice solo se mi chiama”. Viaggiamo per un secondo nel mondo delle ipotesi : ipotizziamo che stai chiamando te stessa che  a  addosso  il “pigiama delle ferite” che parole useresti per  riuscire a renderti felice?
Le parole iniziali del brano riescono a sintetizzare in maniera estremamente semplice lo stato d’animo
Di una ragazza innamorata che, malgrado le delusione e le ferite ricevute , mostra con sincerità e disinvoltura il suo vivo sentimento che attende dimostrazioni spontanee e dolci dalla controparte amorosa . Sono poche ed efficaci parole che sin dall’inizio permettono di intuire la complicata situazione dei due amanti.
 
Il covid quanto ha modificato le tue abitudini d’ artista? 
Purtroppo molte delle mie esibizioni e molti dei miei progetti sono stati annullati . Malgrado ció non ci siamo dati per vinti e abbiamo lavorato al meglio delle nostre possibilità . Si spera in miglioramenti futuri per tutti… seppur logicamente graduali.
 
Al giorno d’ oggi si tende a dare etichette a qualsiasi cosa compresa la musica e l’ arte che ne consegue, pensi che sia giusto dare una definizione a ogni cosa o ogni tanto sarebbe giusto   viverla più serenamente senza tendere a categorizzare tutto ? 
Credo che sia del tutto sbagliato etichettare la musica. Essendo questa espressione libera di noi stessi non potrebbe risultare la medesima seppur considerando brani dello stesso genere . Indubbiamente per poter capire cosa siano “i generi” che gli altri artisti seguono e su cui lavorano è necessario dover dare una generale classificazione e definizione musicale per differenziarli e comprendere le caratteristiche di ognuno di essi . Ad ogni modo ciò non comporta l’impossibilità di dar vita a cose nuove che possano rompere gli schemi musicali tradizionali.
 
Prendendo spunto dal titolo di uno dei tuo passati brani ti chiediamo chi o cosa nella tua vita è sempre “stato qui” e non ti ha mai abbandonato ? 
Ogni mio brano mette in mostra una parte di me ; della mia sfera sentimentale o delle mia vita privata . Pochissimi sono i legami importanti che ho creato ed ognuno di essi ha avuto una particolare rilevanza per me e continuano ad averla . Quindi la risposta è sì . Ci sono persone che mi sono state sempre vicine e lo sono tuttora nonostante tutto.
 
La domanda è volutamente provocatoria in quanto ritiene che sia importante in qualsiasi caso portare alla luce anche pensieri e tematica che escono dal seminato del “political correct”. La domanda in questione è questa : Ritieni che nel mondo musicale esista una sorta di maschilismo ? (sentiti libera pure di non  rispondere in caso tu non voglia) 
Probabilmente in passato credo che si siano state forme di maschilismo anche in ambito musicale, così come in ogni campo. Durante il mio percorso musicale non ho mai percepito cose simili. Quindi limitatamente alla mia esperienza musicale la risposta è no, non ritengo che esista, almeno in ambito musicale, questa sorta di “maschilismo” .
 
Un sognatore realista vive giorno per giorno o con una programmazione a lungo termine? 
Da sognatrice ti dico che l’esperienza ti cambia. Quando iniziai il mio percorso musicale ero del tutto ignara delle difficoltà che questo bellissimo percorso avrebbe potuto presentare . Molti sono stati i momenti difficili così come i momenti di grandi soddisfazioni personali e musicali. Programmazioni a lungo termine non farebbero altro che smorzare gli entusiasmi dei nostri sogni e delle nostre passioni. Vi dico: badate al presente perchè ciò che conta davvero non è solo il raggiungimento dei vostri obbiettivi, ma le emozioni che provate ad ogni tentativo per raggiungerli.
 
Spesso ci teniamo, all’ interno delle nostre interviste, a porre un quesito che esula dall’ abito 
musicale in quanto riteniamo che l’ arte non possa essere considerata un costrutto che viaggia esterna alla società quindi vorremo chiederti se secondo te siamo ancora in tempo, dal punto di vista ecologico, per salvare il mondo o orami è tardi per un salvataggio in extremis? 
Io sono del parere che non è mai troppo tardi per cambiare le cose .Sarà anche una frase sentita e risentita ma “L’unione fa la forza! “ Non dimentichiamolo mai!
 
In conclusione  di questa nostra intervista, oltre ai rinnovati ringraziamenti per il tuo tempo,  volevamo  a nostra volta chiederti di mandare un saluto e un ringraziamento  a quelle persone che pensi sia giusto che ricevano un tuo gesto di riconoscenza e apprezzamento.
Credo che aldilà delle bellissime persone con cui ho avuto il piacere di lavorare il più grande ringraziamento sia per mio padre. È stata la persona che ha sempre creduto in me, nelle mie capacità, nei miei miglioramenti e soprattutto nelle mie passioni. A lui devo tutto. Grazie papà
 
 
Intervista a cura di Jean Denis Marchiori!

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