Omar Hassan

Ciao Omar!

Un ex pugile che è riuscito a trasformare la sua passione in arte. Raccontaci la tua storia, quando ti sei reso conto che volevi esprimerti in un modo nuovo?

In realtà ho sempre dipinto, fin da prima di entrare in palestra. Iniziai pugilato a 15 anni e dipingevo spesso, appena dopo sei mesi di boxe mi venne l’idea di provare a dipingere con i guantoni. Provai anche in un vecchio box di un amico, ma non avevo lo studio e la maturità per sostenere e supportare a dovere questo potente gesto pittorico! Dico sempre che non sono “Tyson che si è messo a dipingere”, anche se penso che non ci sarebbe niente di male… Io ho studiato in Accademia in Brera con Alberto Garutti e seguito dei corsi anche al St. Martins di Londra, ai quali tengo molto perché mi hanno permesso di solidificare un linguaggio che ora posso difendere davanti a chiunque e che mi permette di mantenere la mia ricerca pittorica sempre attiva.

 

Hai un modo di dipingere unico, che è anche tuo marchio di fabbrica. Ti ricordi il primo quadro che hai realizzato?

Il primissimo quadro lo ricordo benissimo anche perché non ho mai fatto prove, ho deciso fin da subito che se colpivo per dipingere allora restava! Il primo era un monocromo perché avevo un secchio di colore solo: un magenta, verso il fucsia.

 

Cosa ti ispira di più la tua visione artistica? Siamo curiosi di conoscere le tue influenze…

Tutto ciò che ci circonda per me è fonte d’ispirazione: dalla natura, agli eventi stessi della quotidianità, anche l’esperienza degli altri può essere illuminante e infatti ascolto molto gli altri.

 

Che ruolo occupa la musica nella tua vita personale e professionale? 

Per me la musica è fondamentale, ho suonato la batteria e ogni tanto scritto qualcosa, ma credo sia indispensabile per tutti. Io amplifico le mie emozioni grazie alla musica.

 

Sarebbe bello conoscere la playlist che accompagna i tuoi lavori…

In realtà nella mia playlist c’è di tutto, però diciamo con una netta maggioranza di hip hop.

 

Quali sono le commissioni a cui sei più legato? 

Non ho mai fatto grosse commissioni, realizzo le mie opere e in genere sono quelle.

 

Spesso hai collaborato con artisti del mondo musicale, come ultima, abbiamo visto una collaborazione con Sfera, raccontata con un video in occasione dell’uscita di “Famoso”, che portava con sé un messaggio importante. Cosa significa per te la frase “in un momento storico così, sfidiamo chiunque a passare un lockdown senza un album da ascoltare o un quadro da guardare”?

La collaborazione con Sfera è nata dalla stima reciproca, l’arte di uno è una necessità dell’altro: io avevo bisogno di musica nuova da ascoltare e lui aveva bisogno di un quadro da guardare, invece di fissare le pareti bianche. É stato un lavoro molto spontaneo: lui desiderava avere una mia opera e io di qualche sua nuova super traccia!

Ecco il significato della frase: solo la bellezza ci salverà perché il bello allieta lo spirito e quando si guarda o si ascolta qualcosa di bello, si sta meglio!!!

In Italia l’artista non esiste dal punto di vista logistico, si chiude il museo per evitare assembramenti, però il parrucchiere rimane aperto, va beh…

 

A proposito, quanto il fermo del mondo dell’arte e dello spettacolo ha influito sul tuo lavoro?

Questa situazione influisce sul lavoro di tutti: certo… senza fiere e la possibilità di esporre, diventa difficilissimo per noi artisti, se non quasi impossibile, ma noi ci nutriamo dei momenti storici quindi anche questo bisogna viverlo intensamente in ogni suo aspetto.

Il tuo successo è frutto di grande talento ed impegno, come è stata la strada per arrivare fino a qui?

 La strada è stata lunga, ma deve essere ancora super lunga perché non mi sento mai arrivato, anzi voglio sempre qualcosa in più da prendere o raggiungere in questo mondo, dove non basterebbero tre vite per conoscere tutto ciò che vorrei conoscere o imparare.

 

Cosa diresti all’Omar del passato?

<Lo sapevi!?!> 

 

Hai ancora qualche obbiettivo che ti poni di raggiungere?                                

Sempre, altrimenti mi viene l’ansia! Ora è difficile progettare, ma sicuramente i miei obiettivi sono i musei, soprattutto europei.

Articolo a cura di Sara De Lucia!